Esplosione rock a Capodistria (2015)
Luogo: Luogo: Taverna/ Capodistria / Slovenia
Data del concerto: 04.09.2015
Numero di spettatori: 1500
Prezzo del biglietto: 0,00€ (ingresso libero!)
Quando in Slovenia hai voglia di buon rock dal vivo, la strada porta di solito sul Litorale. La costa è famosa per saper organizzare ottime serate rock con una dose piena di musica di qualità. Il primo venerdì di settembre è stato stavolta dedicato a un mini festival rock a Capodistria, chiamato Explosion of Rock.
Explosion of Rock quest’anno è arrivato alla sua terza edizione consecutiva. Il festival ha uno scopo nobile – dare spazio a giovani band promettenti del Litorale. È il frutto del lavoro volontario di appassionati di musica della zona, che vogliono dare ai giovani talenti la possibilità di farsi conoscere da un pubblico più ampio. Quest’anno agli organizzatori si è unita anche l’emittente TV locale RTV Koper – Capodistria, che ha ripreso l’intero evento.
La festa dal vivo è partita pochi minuti dopo le otto di sera. Dopo l’annuncio del presentatore ufficiale, sul palco, accompagnati dalla band, sono saliti due giovani talenti della chitarra: Vid Kavrečič, appena otto anni, e Patrik Mrak, sedici. Nonostante la giovane età e il conseguente chilometraggio musicale più breve, sul palco non hanno mostrato la minima esitazione. Hanno suonato cover di mostri sacri come AD/DC, Lenny Kravitz e altri con un trasporto e una dedizione che in Slovenia hanno in pochissimi, anche tra chi ha una lunga carriera alle spalle. Merita una menzione speciale il piccolo Vid, che pur essendo alto solo qualche centimetro più della sua chitarra si è buttato a capofitto nell’esperienza, mostrando un sacco di disinvoltura e presenza scenica. In Patrik si notava un po’ più di timidezza da adolescente, ma ovviamente a nessuno dei due giovani talenti si può rimproverare niente. Ragazzi, continuate così.
Dopo un cambio lampo, il palco è passato al gentil sesso. Il quartetto di teenager che risponde al nome di Sniz è formato da 3 giovani ragazze e un chitarrista solista. Le ragazze e il ragazzo suonano insieme solo da un annetto, ma a giudicare dall’affiatamento si direbbe che la band esista da parecchi anni. Fanno punk-rock. Durante l’esibizione le ragazze hanno flirtato col pubblico quanto basta, rendendo il set piacevole anche per gli occhi. Le linee ritmiche e melodiche più semplici non hanno dato grossi problemi né a loro né al ragazzo agli strumenti, e anche la voce era chiara, quindi possiamo dire che la band è sulla buona strada per conquistare la scena punk-rock slovena. Forse devono solo sciogliere un po’ di più il membro maschile del gruppo, così che non si senta a disagio davanti al pubblico, e la loro performance diventerà una vera delizia per chi ascolta.
Dopo un altro cambio lampo sul palco – le pause tra un’esibizione e l’altra sono state davvero da record, e complimenti ai fonici e agli organizzatori, che si sono assicurati che il suono restasse comunque sempre su un ottimo livello – è toccato ai giovani Free The Mouse. Dopo i minuti iniziali, in cui la maggior parte di loro guardava più che altro per terra, i ragazzi si sono sciolti e hanno stabilito il contatto con il pubblico. Questi alternativi hanno proposto qualche cover e parecchio materiale proprio, il che è lodevole visto che la loro esistenza ufficiale risale al 2014. Tutto è filato liscio come l’olio. Passato il nervosismo iniziale, i ragazzi si sono abbandonati del tutto anche alla performance sul palco. E a quel punto non li fermava più nessuno. Saltavano in aria, si stendevano per terra,… e il pubblico sotto il palco, carico dell’energia che veniva dal palco, impazziva sotto di loro. L’atmosfera era fenomenale, anche per chi come noi di solito questo genere non lo mastica più di tanto.
Nell’ambito del festival, Sniz e Free The Mouse si contendevano anche la registrazione di un brano originale nello studio Hendrix del Litorale. Secondo me una giornata in studio se la meritavano tutti e due, ma alla fine bisognava pur proclamare un solo vincitore, e questo è stato Free The Mouse. Così possiamo aspettarci di ascoltare il loro debutto in versione professionale almeno su YouTube, se non lo passeranno anche le radio slovene.
Alle dieci e mezza è arrivato il turno anche delle orecchie meno abituate alla musica alternativa – sul palco è salito il master of strings del Litorale Marty Favento con la sua band, formata da Nick Smajlagič alla chitarra, Erik Filipčič al basso e Marco Parlante alla batteria. Ai ragazzi si nota l’esperienza sul palco: senza alcuna esitazione iniziale si sono sparsi per la scena e, ognuno col suo strumento, hanno mostrato quello che sanno fare. Anche se il palco della Taverna era piuttosto grande per una formazione in quattro, Marty e Nick hanno tenuto la situazione in mano dai due lati e il pubblico mangiava letteralmente dalle loro mani. Il quartetto ha presentato un mix di pezzi originali con un pizzico di vera musica classica come una squadra ben rodata. Se non contiamo la goffaggine di Nick, che ha buttato giù i microfoni piuttosto spesso, la performance sul palco è sembrata perfetta. Pur trattandosi di un set strumentale, nessuno ha sentito la mancanza delle voci. Le dita di Marty correvano sulle corde come lubrificate, a una velocità pazzesca, e la sezione ritmica lo seguiva con dedizione, un pizzico di malizia e una concentrazione incredibile. Marty ha un feeling impressionante per la chitarra e col duro lavoro è arrivato a poter competere, per padronanza dello strumento, con i grandi dei soli di chitarra a livello mondiale. Le sue composizioni entrano facilmente nell’orecchio anche a un pubblico meno esigente, per questo ascoltare Marty suonare è un piacere. Anche se Marty fa capire chiaramente al pubblico chi è il capo sul palco, lascia comunque ai suoi compagni la possibilità di mettersi alla prova nei loro assoli, che incoraggia lui stesso con l’improvvisazione. Ai concerti di Marty Favento c’è sempre anche da divertirsi, che sia grazie all’outfit o a slogan curiosi e codici misteriosi che circondano la performance. Marty ha fatto in modo che il suo set fosse un piacere sia per le orecchie sia per gli occhi, e possiamo solo sperare che la scena musicale, slovena e mondiale, non si lasci sfuggire un giovane talento che ha già ottenuto molto e ha ancora molto da mostrare. Dato che Marty va piuttosto spesso oltreoceano, in Slovenia lo si vede dal vivo solo di rado, quindi se ami la chitarra non perderti per nessun motivo una sua eventuale esibizione.
A chiudere il festival sono stati i Q20. La band nasce nel 2013 e suona rock classico. All’inizio del 2015 hanno pubblicato il singolo Sam naprej, che abbiamo potuto sentire dal vivo anche a Capodistria. Durante la loro esibizione il pubblico ha cominciato a spostarsi verso altri locali del Litorale, ma questo non ha rovinato l’atmosfera né sul palco né per gli altri che ascoltavano sotto. I Q20 hanno suonato qualche cover, ma soprattutto si sono concentrati sul materiale proprio, che dovrebbe uscire anche su CD alla fine del 2015. In due anni di vita la band si è ben affiatata e sul palco suonava molto sicura. Noi, anime da veri rocker, forse abbiamo sentito la mancanza di qualche riff un po’ più tosto, ma per un’esibizione di qualità siamo pronti a chiudere un occhio anche su questo. Di sicuro continueremo a seguire i Q20 sui palchi sloveni.
Il Litorale ha dimostrato ancora una volta che con tanta voglia di fare e la giusta dose di musicisti validi si può mettere in piedi un evento rock accattivante, che richiama una bella folla e garantisce una vera festa. Finché sul Litorale sbocceranno così tanti giovani talenti musicali, per la buona musica dal vivo da quelle parti non c’è nulla da temere. Possiamo solo sperare che, con un adeguato sostegno finanziario, Explosion of Rock diventi un appuntamento tradizionale della costa per salutare l’estate.
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