Fairport Convention: Full House

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Data di uscita: luglio 1970
Etichetta: Island Records
Produzione: Joe Boyd
Durata: 35:08
Genere: folk rock britannico
Voto: 9.5/10

Con «Liege & Lief» (1969), capolavoro e disco chiave del folk rock britannico, i pionieri inglesi Fairport Convention erano riusciti a conquistare un pubblico più ampio, ben oltre i confini del Regno Unito. Purtroppo la festa è durata poco: prima di registrare il disco successivo se ne sono andati sia la cantante Sandy Denny sia il bassista fondatore Ashley Hutchings. Denny ha messo su con il marito australiano Trevor Lucas i Fotheringay, band dalla vita breve, mentre Hutchings, grande tradizionalista del folk, ha fondato gli agguerriti rivali Steeleye Span e, più avanti, The Albion Band.

I Fairport Convention rimasti hanno deciso che da quel momento in poi non avrebbero cercato una nuova cantante: le voci sosoliste se le sarebbero divise tra tutti i membri maschili, con l’eccezione del batterista Dave Mattacks. In «Full House» ha cominciato a farsi sentire sempre di più come cantante il chitarrista Simon Nicol, oggi voce principale di queste leggende del folk rock britannico. Al basso, al posto di Hutchings, è arrivato Dave Pegg, senza il quale oggi i Fairport Convention sono semplicemente inimmaginabili. Pegg vanta la militanza più lunga e ininterrotta nella leggendaria band e, tra il 1979 e il 1995, è stato anche membro delle icone del progressive rock Jethro Tull. Pegg era un virtuoso più dotato del suo predecessore e ha portato al basso anche alcune tecniche nuove dentro i ritmi tradizionali del folk rock, trovando al tempo stesso un’intesa perfetta con l’approccio alla batteria di Mattacks.

Il primo album di Dave con i Fairport Convention, uscito nel 1970, si intitolava «Full House» ed è stato anche l’ultimo per il maestro della chitarra Richard Thompson, che in quel momento sentiva che era arrivata l’ora di camminare con le proprie gambe. Thompson, insieme al violinista Dave Swarbrick, ha firmato tutti i brani originali di «Full House», un disco che si distingue per un livello di virtuosismo eccelso. Gli altri pezzi erano riarrangiamenti di classici della tradizione musicale britannica. «Full House» è stato per il folk rock britannico un album quasi importante quanto il predecessore «Liege & Lief», anche se ancora oggi resta nella sua ombra. Metà dei brani erano riletture di classici della musica popolare britannica, l’altra metà composizioni originali frutto delle idee di Thompson e Swarbrick. I due erano, senza alcun dubbio, la forza creativa trainante di questa breve incarnazione dei Fairport Convention.

Già l’opener «Walk Awhile», con la sua atmosfera spensierata, il ritornello saltellante e un intreccio di archi e chitarre da leccarsi i baffi, è entrata fin dal primo giorno tra i classici dei Fairport Convention, il che vuol dire che non può mai mancare nei loro concerti. «Doctor of Physick» ha un’atmosfera più cupa, soprattutto grazie alle malinconiche parti di violino, alla linea di basso in primo piano di un Pegg già allora tecnicamente preparatissimo e alle splendide armonie vocali di tutti e quattro i cantanti.

«Dirty Linen» era la versione riarrangiata di uno standard folk tradizionale, che i Fairport Convention hanno trasformato in uno strumentale vivacissimo ed eclettico, con un gioco raffinato di alternanza tra sezioni «elettriche» e acustiche, cambi di tempo e brillanti passaggi di violino e chitarra, aprendo con successo la strada allo sviluppo del prog folk rock britannico.

Il vertice del disco è il capolavoro eclettico ed etereo di nove minuti «Sloth». Ancora una volta le icone del folk rock inglese si lanciavano «alla grande» negli esperimenti di prog folk rock, un genere che circa sette anni dopo sarebbe stato reso popolare dai loro connazionali, non meno leggendari, Jethro Tull. Questo gioiello d’autore si apre come una ballata relativamente innocente, dal taglio acustico, con nostalgiche armonie a più voci, per poi scivolare con astuzia in una lunga sezione strumentale, dove la parte del leone la fanno malinconici passaggi di violino, eclettici cambi di batteria e complesse trame di chitarra.

«Sir Patrick Spens» è una tradizionale ballata folk scozzese condita da arrangiamenti barocchi, che racconta un grave naufragio, mentre il vivace strumentale «Flatback Carper», con una serie di tipiche parti di chitarra acustica di Richard e un simbolico presagio della sua carriera solista di enorme successo, è un’altra occasione per mettere in mostra le doti virtuosistiche dei singoli membri dei pionieri del folk rock inglese.

L’LP originale avrebbe dovuto contenere anche la versione riarrangiata del brano folk tradizionale «Poor Will and Jolly Hangman», ma è stata tolta dal disco praticamente all’ultimo minuto su richiesta del perfezionista Thompson, per nulla soddisfatto del proprio assolo di chitarra. Nella riedizione di «Full House» si può finalmente ascoltare il pezzo in tutta la sua grandezza. Nonostante la pesante autocritica di Richard, il suo assolo è uno dei migliori dei suoi primi anni di carriera. Del resto a questo brano non manca niente, e come qualità regge il confronto con gli altri pezzi di «Full House».

La ballata folk tradizionale scozzese «Flowers of the Forrest», che nel testo ricorda la sconfitta dell’esercito scozzese di re Giacomo IV contro quello inglese (evento storico noto anche come battaglia di Flodden), con le sue armonie vocali inconsolabili e gli arrangiamenti acustici struggenti chiude l’album in modo spiccatamente malinconico.

Nonostante «Full House» sia nato in un periodo di transizione, con i Fairport Convention alle prese con continui problemi nel mettere insieme una formazione stabile, resta un altro classico del folk rock britannico, quasi alla pari di «Liege & Lief» quanto a qualità. Con «Full House» i Fairport Convention hanno imposto con successo una nuova veste sonora: per la prima volta senza voci femminili, una rottura netta rispetto ai primi traguardi degli anni Sessanta. Le richieste di riavere la amatissima Denny, che nel 1974, dopo qualche ospitata occasionale, è perfino tornata per un breve periodo, non si sono spente tanto presto, ma già da «Full House» in poi era chiaro che i Fairport Convention sarebbero stati da quel momento in avanti un collettivo esclusivamente maschile. Dopo l’addio di Thompson e delle sue qualità di chitarrista e compositore, difficili da sostituire, l’iniziativa nel processo creativo è passata a Nicol, Pegg e Swarbrick, che per un breve periodo hanno attraversato una delle fasi artisticamente più interessanti della loro storia.

Recensione di: Peter Podbrežnik

Tracklist:
1. Walk A While (3:59)
2. Doctor Of Physick (3:33)
3. Dirty Linen (4:12) Medley:
– Last Night’s Fun
– Paddy On The Railroad
– Drops Of Brandy
– Poll Ha’penny
4. Sloth (9:14)
5. Sir Patrick Spens (3:30)
6. Flatback Caper (6:24) Medley:
– Miss Susan Cooper
– The Friar’s Britches
– The Sport Of The Chase
– Carolan’s Concerto
7. Poor Will And The Jolly Hangman (5:31)
8. Flowers Of The Forest (3:58)
Bonus track:
9. Now Be Thankful (Mono) (2:24)
10. Sir B. McKenzies Daughter’s Lament
For The 77th Mounted Lancers Retreat From The Straits Of Loch Knombe,
In The Year Of Our Lord 1727,
On The Occasion Of The Announcement Of Her Marriage To The Laird Of Kinleakie (2:52)
11. Bonny Bunch Of Roses (10:48)
12. Now Be Thankful (New Stereo Mix) (2:24)

Fairport Convention:
Richard Thompson – voce, chitarra elettrica
Simon Nicol – voce, chitarra elettrica e acustica, basso (6), cetra elettrica (8)
Dave Swarbrick – voce, tin whistle, viola, mandolino (6,7)
Dave Pegg – voce, basso, mandolino (6)
Dave Mattacks – batteria, percussioni, armonium (2), bodhrán (3)

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