Fallen
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Stryper
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2015
Durata: 52:28
Voto: 4.5/5
»Batti il ferro finché è caldo!« è un detto di cui gli Stryper sono più che consapevoli. Il nuovo album in studio »Fallen« è per la band il nono vero album in studio e il quarto dalla reunion del 2005. »No More Hell To Pay« è considerato un ottimo predecessore e al tempo stesso il disco più duro e più cupo di tutta la carriera della band. Con »No More Hell To Pay« il gruppo ha trovato la giusta chimica creativa di lavoro, e »Fallen« riesce a mantenerla alla grande.
Il leader della band, nonché voce principale e chitarrista Michael Sweet, negli ultimi due anni si è trasformato in un workaholic assoluto. Nel 2013 ha pubblicato con gli Stryper ben due album (»Second Coming«, »No More Herll To Pay«), nel 2013 e nel 2014 ha suonato con gli Stryper un sacco di concerti in giro per il globo (da qui anche l’uscita di un live degli Stryper nel 2014), nel 2014 Michael Sweet ha pubblicato un nuovo album solista, e a gennaio di quest’anno un disco clamoroso del progetto condiviso con George Lynch, »Only To Rise«. Tutta questa attività a febbraio di quest’anno è confluita ancora una volta nei ringiovaniti Stryper! Così i fratelli Michael e Robert Sweet (batteria), Oz Fox (chitarra) e Tim Gaines (basso) sono tornati nel loro celebre studio Spirithouse Recording, con base nella città americana di Northampton (Massachusetts), dove, con Michael Sweet alla produzione e un vero clima da squadra, hanno creato e registrato insieme il materiale per l’album »Fallen«.
Anche »Fallen«, come detto, mantiene, anzi supera, tutta l’asprezza e l’estrema durezza, anzi la rigidità metallica, del predecessore »No More Hell To Pay«, ma allo stesso tempo irradia una freschezza creativa fuori dal comune! Già l’apertura dell’album con Yahweh, nata dalla collaborazione con Clint Lowery (Sevendust, Call Me No One), per Sweet ispirata dal film »L’ultima tentazione di Cristo«. Immagina un riff di chitarra iniziale incazzato nella strofa, una progressione nel pre-ritornello e poi l’orecchiabilissimo canto del ritornello di un coro misto da chiesa. Michael Sweet mostra subito quanto la sua voce si sia conservata alla grande anche negli anni della maturità. Marcata e dominante in ogni registro vocale, esplosiva. Nella fase matura della carriera Michael aggiunge alle strofe una dose maggiore o minore di gutturalità, ovvero di ruvidezza, con cui potenzia l’approccio appassionato. Anche la title track mantiene un’eccezionale cantabilità nel ritornello, anzi un’immediata presa sull’ascoltatore. Sweet sviluppa ancora più esplosività vocale, che sfiora già l’urlo teatrale. Il cupo riff di chitarra approfondisce il dramma dell’angelo »scaraventato« dal cielo all’inferno, Lucifero. Fallen e Let There Be Light (verso la fine dell’album) hanno un riff di chitarra iniziale molto simile e si sviluppano in modo compositivo analogo. La durezza non cala nemmeno nel proseguimento, con la mid-tempo Pride (segue un altro fenomenale canto di ritornello con la marcata esplosività vocale di Sweet), che nei testi affronta il tema di come l’orgoglio, nei suoi eccessi, sia in realtà dannoso per la concordia e l’uguaglianza tra le persone diverse.
Love You Like I Do è uno dei brani che spiccano decisamente per la resa musicale. Un pezzo confezionato in modo superbo da capo a piedi, vestito da classic rock e ottima preparazione al momento più tranquillo dell’album, ovvero la ballata All Over Again, in cui gli Stryper infondono perfino un po’ di eleganza alla Beatles; il brano acustico è inoltre raffinatamente impreziosito non solo da armonie di chitarre in terze, ma anche da orchestrazioni. Se c’è un pezzo che mostra in modo evidente la maturazione evolutiva in oltre 30 anni di resistenza sulla scena, è proprio All Over Again. È una delle composizioni più belle dell’album. Gli Stryper hanno deciso di infilare nel disco anche una cover dei Black Sabbath, il brano After Forever. »Rifatta alla Stryper« non sorprende, dato che la band è nota per aver registrato e pubblicato in carriera moltissime cover di artisti famosi del mondo rock e metal. Roba buffa. Una band di white metal cristiano, che profuma di »acqua santa«, rifà un brano dei primi anticristi del rock della galassia. Forse una mossa superflua, ma evidentemente per la band un gran divertimento.
»Fallen« conserva l’enorme creatività della band. Le composizioni possono vantare, una dopo l’altra, arrangiamenti curati. Attraverso di essi il gruppo sviluppa con efficacia atmosfere graduali, il dramma raggiunge l’apice nel crescendo del ritornello, che ti si pianta subito in testa. Tutto in uno. Con le parti strumentali centrali in cui Sweet e Fox servono ancora una volta qualcosa di più che un’impressionante alternanza di assoli condivisi. Insomma, agli Stryper la dinamite non manca nemmeno negli anni della maturità. »Fallen« scoppia di qualità. Come detto. Fallen mantiene e coltiva un’eccezionale miscela di fragore metallico indemoniato e orecchiabilità musicale, travasata dal predecessore »No More Hell To Pay«. Gli Stryper rinati, con in tasca il loro nuovo, ottimo manifesto in studio »Fallen«, pieno di freschezza creativa e di vivacità d’idee nel riconoscibile curriculum musicale della band, non mollano e non si arrendono. »Fallen« è un album suonato con tanta passione, che ti carica e ti riempie di energia!
Formazione
Michael Sweet – voce, chitarra
Oz Fox – chitarra, cori
Timothy Gaines – basso, cori
Robert Sweet – batteria
Produzione
Michael Sweet
Tracklist
01. Yahweh
02. Fallen
03. Pride
04. Big Screen Lies
05. Heaven
06. Love You Like I Do
07. All Over Again
08. After Forever (cover dei Black Sabbath)
09. Till I Get What I Need
10. Let There Be Light
11. The Calling
12. King Of Kings