Festa metalcore al Kino Šiška (2016)

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Autore: Primož Novak

Luogo: Lubiana/Kino Šiška/Slovenia
Data del concerto: 13.06.2016
Prezzo del biglietto: 29€/34€

Era da un bel po’ che non si vedeva un vero concerto metalcore capace di richiamare qualcosa di più della sala di Metelkova o dell’Orto Bar. Per fortuna l’attesa non è stata lunga: i Dihurčka si sono dati da fare per mettere insieme un pacchetto davvero pazzesco, che all’inizio prometteva addirittura di più, ma purtroppo gli Architects hanno dovuto tirarsi indietro per un’urgente emergenza familiare. Sono rimasti però i leggendari Killswitch Engage, Atreyu, August Burns Red e Bury Tomorrow, che grazie alla rinuncia degli Architects hanno potuto allungare un po’ la scaletta. Insomma, gli amanti del metalcore non avevano motivo di restarsene a casa, anche se dopo la cancellazione degli Architects un bel po’ di biglietti sono stati rimborsati.

Alle 18:30 sul palco sono saliti gli inglesi Bury Tomorrow, che stavolta si sono presentati davanti a un pubblico più numeroso rispetto a qualche anno fa. La band ha all’attivo 4 dischi, l’ultimo, intitolato Earthbound, uscito quest’anno. I Bury Tomorrow hanno provato a scuotere con un’esibizione energica un pubblico ancora un po’ assonnato, ma senza grandi risultati, anche se la musica che suonano dovrebbe far impazzire parecchia gente. La band serve infatti riff melodici, breakdown potenti e un mix di voce urlata e pulita. Insomma, ha tutto quello che ci si può aspettare da una band metalcore di oggi. Eppure i BT propongono una musica solo nella media e prevedibile, che oggigiorno non riesce proprio a spiccare. Come se non bastasse, le chitarre avevano un suono piuttosto scadente, e il tutto è risultato parecchio poco convincente. Avranno presto l’occasione per rifarsi al festival Metaldays. Magari lì se la cavano meglio.

Gli August Burns Red, alla loro seconda visita in Slovenia, hanno senza dubbio offerto di più. A tratti perfino troppo. La band infatti non è la solita fotocopia del metalcore convenzionale, ma cerca di dargli una dimensione in più. Certo, gli ABR sono pieni di melodia e breakdown, ma nei loro pezzi si trovano anche sorprese interessanti, ossia passaggi che fanno l’occhiolino al country, al jazz e chissà cos’altro. La band ha presentato alla grande i brani dell’ultimo album Found in Far Away Places (recensione QUI) e quelli dei lavori precedenti. Di chiacchiere col pubblico ce ne sono state poche: si aveva l’impressione che gli ABR volessero suonare il più possibile, e infatti hanno infilato un pezzo dopo l’altro. Sul palco hanno confermato un’ottima intesa, una preparazione tecnica solida e tanta energia. Ogni membro ha fatto la sua parte più che egregiamente, ma a spiccare era l’iperattivo chitarrista JB Brubaker, a cui i riff melodici non finivano mai. Per tutto il tempo si sono sentite chiaramente due linee di chitarra. Il batterista Matt Greiner è un ottimo esempio di quanto un buon batterista sia fondamentale perché il metalcore possa essere qualcosa di più. Gli ABR hanno senza dubbio dato più colore a tutta la serata e, a vederli, il pubblico sarebbe stato numeroso anche se fossero stati loro la band di punta.

Terzi sul palco sono arrivati gli Atreyu. Una band forse un po’ trascurata, rimasta addirittura inattiva per qualche anno. Gli Atreyu, a dire il vero, non spiccavano più di tanto quando sono sbucati sulla scena insieme a Killswitch Engage, God Forbid, Lamb of God e compagnia. Però nella loro carriera si sono costruiti una bella base di fan, e si è visto: la sala era piena il giusto. In circa 45 minuti gli Atreyu hanno servito un mix divertente di metalcore, hardcore e punk. La loro musica è easy, sono senza dubbio una band perfetta per far festa, perché niente complicazioni inutili. Le chitarre erano semplici, e così anche il ritmo. Il cantante spronava il pubblico di continuo, il bassista a un certo punto si è addirittura fatto un giro per la sala col suo strumento, e il batterista Brandon Saller, con la sua bella voce melodica, rendeva il tutto ancora più bello. Gli Atreyu starebbero senza dubbio benissimo nel cartellone del Punk Rock Holiday, perché sono semplicemente divertenti.

Qualche minuto dopo le dieci sono saliti sul palco le star della serata, i Killswitch Engage. La band è tornata in Slovenia dopo il celebre concerto di Maribor del 2008. Stavolta con il cantante originale Jesse Leach, rientrato nel gruppo nel 2012. In tour la band ha promosso l’ultimo album Incarnate (recensione QUI), finora accolto bene. Il set è partito con il famoso pezzo d’apertura A Bid Farewell, probabilmente il brano d’apertura più conosciuto dei KSE. Il pubblico ha partecipato fin dall’inizio cantando i ritornelli più noti, che non finivano più. Anche i pezzi nuovi hanno fatto subito presa, ma ovviamente i KSE non si sono dimenticati dei vecchi fan, suonando qualche brano dall’album Alive of Just Breathing. Killswitch Engage, dopo tutti questi anni, sono ancora quasi al top della forma. Per tutto il concerto il quintetto si è impegnato a mettere in piedi uno show come si deve, pieno di riff taglienti, melodia e una sezione ritmica potentissima. Il chitarrista/produttore Adam Dutkiewicz ha mostrato benissimo quanto sia fondamentale una mano destra precisa per far suonare tutto ancora più sicuro, e anche se Adam era già visibilmente sotto l’effetto dell’alcol, non si sono sentiti errori grossi.  Anche il cantante Jesse Leach è in ottima forma. La sua voce è chiara e incisiva. Spesso Adam ha aggiunto i cori in un secondo momento, e questo ha reso le armonie vocali ancora più speciali. Anche gli altri membri erano ben rodati, e la band nel suo insieme è affiatatissima. Verso la fine i KSE hanno sfoderato un po’ di evergreen come Rose of Sharyn, The End of Heartache, My Curse e In Due Time. Forse non tutti hanno avuto il proprio preferito, ma in generale era impossibile restare delusi dal concerto dei KSE.

I Killswitch Engage erano evidentemente entusiasti del pubblico sloveno. Dopo un paio di minuti sono tornati sul palco e, come bis, hanno piazzato il brano Life to Lifeless dall’album Alive or Just Breathing. Un gran finale per un’esibizione eccezionale.

Tirando le somme, dopo tanto tempo il Kino Šiška si è goduto un grande concerto metalcore, in cui Killswitch Engage, Atreyu, August Burns Red e Bury Tomorrow hanno mostrato quanto possa essere vario il metalcore di oggi.

foto e video: Klemen Udovč

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