Fighting

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Artista: Thin Lizzy
Etichetta: Vertigo Records
Uscita: 1975
Durata: 38.20

 Nel 1975 per i Thin Lizzy le cose iniziano a farsi davvero serie. Dopo un anno intero passato a suonare dal vivo, i ragazzi sfornano Fighting, il loro quinto album in fila e il secondo da quando Brian Robertson e Scott Gorham sono entrati nella band.

In generale, gli album dei Lizzy soffrono di una cronica mancanza di energia, quella che invece caratterizza i loro concerti. Vale anche per Fighting, che comunque presenta la band in una veste nuova, più sicura di sé, cosa che ci convince già dalla copertina, un filo più “punkish”. Il disco spazia tra umori e stili musicali diversi e, per quanto riguarda il suono, rispetto al predecessore è un bel passo avanti. Nonostante l’evidente fase ancora embrionale del songwriting di Phil, l’album respira una nuova grinta, merito soprattutto del duo di chitarre, che qui per la prima volta suona del tutto sciolto. I ragazzi si costruiscono così il loro stile e il loro suono, ben rappresentati da Rosalie. Si tratta di un pezzo rock & roll da ballare, firmato dal vecchio marpione Bob Seger. Rosalie evoca subito quell’ingenuità da inizio carriera e la voglia di farsi valere degli stessi Lizzy. I ragazzi sono decisamente in vena “da battaglia”, come ci mostra la titletrack Fighting My Way Back, dove non si fanno prigionieri. Altrettanto “spietata” è Suicide, uno stacchetto lubrificato da un blues sporco, dove Lynott, con il suo approccio vocale cattivo, accompagnato dall’alternarsi di assoli di chitarra altrettanto “marci” di Brian e Scott, fa capire che i ragazzi fanno sul serio. Della maturazione musicale di Phil è testimone Wild One, che mostra l’altro suo lato, quello più emotivo, e qui di nuovo non possiamo ignorare i passaggi di chitarra a mo’ di terzetto che, come se volessero richiamare l’attenzione su di sé, saltano fuori a intervalli regolari. Simile, almeno nell’atmosfera, la malinconica Spirit Slips Away, dove assistiamo di nuovo a “dibattiti” tra chitarre. Entrambi i brani raccontano soprattutto l’intesa e la conoscenza reciproca dei due chitarristi, che suonano freschi e pieni di idee. Questa nuova freschezza, unita alle linee di basso instancabili di Lynott e ai testi semplici, mostra piano piano il nuovo volto dei Thin Lizzy, che il proprio potenziale lo avrebbero sviluppato fino in fondo sui palchi dal vivo.

La lotta dell’uomo comune contro la corruzione della società è al centro di For Those Who Love To Live. È la storia di un altro grande irlandese, George Best, noto per la sua vita piuttosto selvaggia fuori dai campi da calcio. Dolce e quasi comicamente semplice, questo pezzo entra dritto nell’orecchio di qualsiasi ascoltatore, anche il più neutrale. Un messaggio simile porta Freedom Song, anch’essa adornata da una melodia semplice e piena di sentimento. Lynott porta avanti la sua battaglia “operaia” per la giustizia con Ballad Of A Hard Man, un vero dirty boogie hard rock che deve parecchio al suo predecessore It’s Only Money. Un cazzotto in testa che ti costringe a una bella sgambata. L’esatto opposto è la buffa e del tutto inutile Silver Dollar, che comunque indica bene la direzione in cui i Thin Lizzy si erano avviati così allegramente nei dischi precedenti.

Va citata anche King’s Revenge, secondo me uno dei pezzi migliori dell’album, la cui storia dal sapore più medievale si può leggere in modo simile ai brani già nominati. Nel complesso il disco mostra nei membri della band un’atmosfera più ribelle e, allo stesso tempo, omogenea, ed è per questo che oggi Fighting resta una pietra miliare che segna l’inizio della loro epoca di maggior successo.

Formazione

Philip Lynott: voce/basso
Brian Robertson: chitarra/voce
Scott Gorham: chitarra
Brian Downey: batteria

Produzione

Philip Lynott

Tracklist

1.Rosalie
2.For Those Who Love To Live
3.Suicide
4.Wild One
5.Fighting My Way Back
6.King’s Vengence
7.Spirit Slips Away
8.Silver Dollar
9.Freedom Song
10.Ballad Of A Hard Man

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