Flying Teapot
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Gong
Etichetta: Virgin Records
Uscita: 1973
Durata: 37:02
Voto: 4/5
»Flying Teapot« è stato il primo capitolo della trilogia spacerock »Radio Gnome«, tre album che insieme formano l’opera chiave della peculiarissima mitologia dei Gong, una mitologia che oggi capisce fino in fondo solo il suo psichedelico creatore, il leggendario cantante e chitarrista australiano Daevid Allen, un tizio la cui mente ancora oggi veleggia da qualche parte lontano, in dimensioni parallele. Il capoccia dei Gong, a bordo della sua ‘teiera spaziale itinerante’, sotto l’effetto di varie sostanze psicoattive (e più tardi anche senza il loro ‘aiuto’) visse un ‘incontro ravvicinato del terzo tipo’, che nel 1973 mise in musica nel primo capitolo della famigerata trilogia »Radio Gnome«, uno dei momenti migliori nella storia di questa band prog rock di culto e ‘souvenir’ obbligato nella collezione di ogni fan dello space rock.
Anche se nella prima metà dei Settanta, sotto la guida di Allen, i Gong sembravano e si comportavano come una banda di strambi ‘fattoni’ rapiti dagli alieni da qualche comune hippie ‘alternativa’ in una grotta indiana e poi sottoposti a vari esperimenti rischiosi, erano tutti, nessuno escluso, musicisti eccellenti. Tutti tranne la moglie di Allen, la ‘strega’ di turno Gilli Smyth, che con la sua voce stridula e il suo fisico repellente faceva in modo che sotto il palco non si radunasse mai per caso troppa gente ‘carina’. Questo vale soprattutto per il maestro della chitarra Steve Hillage, il tastierista Tim Blake e il sassofonista/flautista Didier Malherbe.
Questi ultimi tre furono anche i principali responsabili dell’ innesto di elementi jazz rock fusion nel folle mondo psichedelico di Allen, una tendenza che negli anni successivi sarebbe ulteriormente cresciuta sui loro album. Questo significava al tempo stesso che i Gong stavano diventando piano piano interessanti anche per gli amanti del jazz fusion, che prima il mondo strambo e psichedelico di Daevid, con le sue specifiche follie, teneva alla larga. Così con »Flying Teapot« una cerchia sempre più ampia di persone, magari le stesse che prima li prendevano in giro e si stupivano davanti alle stranezze di Allen, iniziò ad apprezzare i Gong.
Ogni singola composizione di »Flying Teapot« porta chi ascolta in un viaggio intergalattico da matti, nato nei meandri tortuosi della mente di Allen, bella frammentata. Il brano d’apertura »Radio Gnome Invisible« è un esperimento psichedelico staccato dalla realtà, con vocalizzi folli tenuti insieme in modo melodico dalla voce carismatica di Allen, mentre le improvvisazioni complesse fanno in modo che tra le svolte ritmiche jazzate succeda sempre qualcosa di insolito e del tutto imprevedibile. Gli inserti dei fiati danno una bella dose di ironia giocosa, mentre Blake non si risparmia nello stendere texture elettroniche di tastiere. Questo si sente ancora di più nella title track, che all’inizio suona come la colonna sonora di un horror psichedelico, ‘merito’ in buona parte degli strilli dissonanti di Gilli, a cui seguono furbi meandri ritmici jazz fusion e il solito ‘sognare a occhi aperti’ vocale di Daevid. Anche se nella parte finale il motivo centrale con il verso portante si ripete ‘all’infinito’, sullo sfondo succede sempre qualcosa, mentre bizzarri ‘sketch’ vocali tengono insieme il concept spaziale-psichedelico.
»The Pot Head Pixies« è un pezzo autobiografico con un arrangiamento di sax beffardo, che descrive nel miglior modo possibile l’incarnazione dei Gong di quel periodo, soprattutto per quella parola, ‘crazy’. Il breve strumentale »The Octave Doctors And The Crystal Machine« è segnato soprattutto dalle variazioni elettroniche di Blake e porta l’ascoltatore senza fatica in un trip ambient spacerock. L’avventura epico-isterica »Zero the Hero and the Witch’s Spell«, che tra arrangiamenti scatenati e testo racconta l’incontro tra il protagonista della trilogia »Radio Gnome«, Zero the Hero (Daevid Allen nel ruolo principale), e la strega (Gilli Smyth in un ruolo di contorno), è senza dubbio il centro dell’album. Curioso che i leggendari Black Sabbath, dieci anni dopo, in »Born Again (1983) con il brano »Zero The Hero« si siano ricordati delle strane peripezie del protagonista di »Flying Teapot«. »Flying Teapot« si chiude con l’esperimento da brividi »Witch’s Song/I Am Your Pussy«, dove, tra un uso abbondante del wah-wah alla chitarra e le follie del sassofono, il ruolo centrale come narratrice di fantasie perverse tocca alla ‘strega del tè’, che con la sua risata selvaggia e fastidiosa ammalia anche il suo sempre sbronzo ‘maghetto’.
Il primo capitolo della trilogia »Radio Gnome« è stato uno dei tre picchi del genio stravagante di Allen dentro la famiglia Gong, che all’epoca era al top delle sue forze creative e in un periodo in cui la musica sperimentale sbocciava a ritmo forsennato riuscì a spingere il proprio status di culto fino ai limiti estremi. Con »Flying Teapot« i Gong, per qualità e visionarietà, sono finalmente riusciti a entrare nella lega delle più grandi band prog rock, anche se il viaggio spaziale di Daevid con la teiera psichedelica durò solo due anni, prima che dopo la sua pausa (temporanea) iniziassero a mutare in una band jazz fusion.
Formazione
Daevid Allen – voce, chitarra
Gilli Smyth – voce
Tim Blake – tastiere, cori
Didier Malherbe – sassofono, flauto
Steve Hillage – chitarra
Christian Tritsch – chitarra
Francis Moze – tastiere, basso
Laurie Allan – batteria
Rachid Houari – percussioni
Produzione
Giorgio Gomelsky
Tracklist
1. Radio Gnome Invisible (5:33)
2. Flying Teapot (11:49)
3. The Pot Head Pixies (2:59)
4. The Octave Doctors And The Crystal Machine (1:44)
5. Zero The Hero And The Witch’s Spell (9:37)
6. Witch’s Song/I Am Your Pussy (5:05)