For The Journey

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Threshold
Etichetta: Nuclear Blast
Uscita: 2014
Durata: 55:00
Voto: 4.5/5

Con »For The Journey«, dove a occuparsi della produzione, impeccabile come da tradizione, sono tornati il virtuoso della chitarra Karl Groom e il maestro delle tastiere Richard West, i Threshold, pezzi grossi del prog metal inglese, sono finalmente riusciti a registrare due album in studio di fila con il cantante Damian Wilson in formazione. Damian, infatti, in passato li aveva lasciati ben due volte, dopo l’esordio »Wounded Land« (1993) e dopo l’album »Extinct Instinct« (1997), ma è sempre riuscito a tornare al momento giusto, quando la band aveva più bisogno di lui. Dopo la tragica scomparsa del cantante Andrew ‘Mac’ McDermott nel 2011, quando è rientrato e insieme hanno registrato l’ottimo »March Of Progress« (2012), era chiaro che la vecchia magia fosse tornata. Nel frattempo la band ha raggiunto un nuovo livello di maturità artistica ed è uscita da una prova durissima ancora più forte. »For The Journey«, il loro decimo album in studio, per molti versi è il successore stilistico del suo predecessore appena citato, anche se resta abbastanza vario da non poter dire che i Threshold abbiano iniziato ad affidarsi troppo a formule compositive e d’arrangiamento ormai logore.

»For The Journey« porta otto nuovi brani, e a far scattare l’entusiasmo di tutti i fan di lunga data ci pensa subito l’opener, un catalizzatore di energia come »Watchtower On The Moon«, che stilisticamente potrebbe stare benissimo nel periodo di »Hypothetcial« (1999). Passaggi di chitarra incisivi si intrecciano con trame di sintetizzatori stratificate e, con il supporto dei meandri di batteria devastanti firmati dall’immancabilmente affascinante Johanne James, costruiscono un’atmosfera cupa. Il ritornello melodico è sostenuto da un arrangiamento epico, dove spicca la voce potente di Damian, sempre al massimo dell’impegno emotivo. È proprio la sua voce a risucchiarti nell’album in un attimo, mentre brevi sezioni più sottili mantengono un buon equilibrio tra le parti strumentali complesse, con virtuosismi improvvisati su chitarra elettrica e sintetizzatore.

»Unforgiven« si regge su variazioni di chitarra complesse e furiose, mentre Damian, con la sua profonda estensione vocale, sviluppa in modo splendido un dramma ambient. Nel mezzo scorrono continuamente possenti trame sinfoniche e armonie vocali eteree. Il lancinante assolo di chitarra di Groom regala un finale malinconico. La maggior parte dei testi di »For The Journey«, com’è ormai tradizione per i Threshold, è di taglio critico verso la società e affronta con acidità le varie debolezze umane.

»The Box è una splendida mini-epopea di dodici minuti che si apre con un sottile arrangiamento piano e acustico, a cui presto si unisce la voce di Damian, sempre emotivamente ricca di espressività. Dopo un passaggio dinamico verso la sezione più incisiva, dove non mancano sfumature ritmiche furiose tra le linee di basso rombanti di Steve Anderson e le cavalcate di batteria di James, arriva un ritornello epico che farà felici tutti i fan storici dei Threshold, perché per un attimo ricorderà loro anche certi pezzi dell’era Mac. Possenti armonie tra chitarre e tastiere approfondiscono l’atmosfera intensa, mentre questa meravigliosa epopea oscilla per tutto il tempo tra prog rock e prog metal. Il climax orchestrale è uno dei picchi dell’intero album.

»Turned To Dust« offre un bel contrasto di stile e di atmosfera: è un pezzo d’impatto, con passaggi di chitarra brutali e rullate di batteria senza compromessi, e a goderselo di più saranno i fan del lato metal dei campioni del prog metal britannico. Le variazioni di chitarra malinconiche di Groom sono ancora una volta una vera coccola per le orecchie, mentre la chitarra ritmica di Pete Morten tiene insieme con eleganza la struttura melodica di questa composizione dinamica, che vanta anche un ritornello possente, di quelli che sa ‘evocare’ solo la voce di Damian. In »Lost In Your Memory« i Threshold mostrano il loro lato sofisticato: in mezzo ad armonie di chitarra malinconiche costruiscono con cura l’arrangiamento melodico centrale, che culmina in un ritornello emotivamente intenso, destinato a entrare in un attimo nel cuore di tutti i seguaci di lunga data.

»Autumn Red«, uno dei momenti più innovativi del disco, è di nuovo un brano un po’ più cupo, con generosi strati di tastiere e passaggi astuti verso sezioni melodiche, dove regna una strana miscela di impatto e raffinatezza. L’arrangiamento centrale d’organo è condotto in modo brillante, ma ancora meglio riesce il ritornello che prende il volo sotto la bacchetta del maestro vocale Wilson. Naturalmente non manca una sezione strumentale complessa, che però rimane ben subordinata al motivo centrale: i Threshold sono sempre stati esperti nel creare brani curati, con ‘capo e coda’, e a differenza di certi colleghi prog metal non si sono mai persi in qualche eccesso tecnicista-improvvisativo.

»The Mystery Show« con la sua parte d’apertura, dominata da possenti arrangiamenti sinfonici e dalla stratificazione vocale di Damian, ricorda la musica di un film horror carico di suspense, mentre il ritornello potente è di nuovo orchestrato in modo scaltro e sofisticato. Questo brano ricorda una combinazione stilistica tra la band attuale e i Threshold dell’era Mac (da »Hypothetical« in poi). In qualche modo è giusto che la chiusura dell’album sia uno dei suoi momenti migliori, e così è anche con »Siren Sky«, che sfoggia una combinazione brutale di frasi di chitarra senza compromessi e rullate di batteria spietate, seguita, attraverso ramificate trame sinfoniche, da un passaggio affascinante verso un ritornello etereo con Damian al culmine delle sue sempre impressionanti capacità vocali. Gli arrangiamenti orchestrali di West sono un vero balsamo per le orecchie e una fonte importante di raffinatezza nel creare l’atmosfera epica.

Il bonus track »I Wish I Could«, una cover dei Kyrbgrinder che si apre con una mozzafiato improvvisazione di chitarra di Groom, è un altro pezzo molto bello, con una leggera vena orientaleggiante, anche se dal punto di vista dell’atmosfera non è proprio la scelta migliore da piazzare in chiusura di questo CD.

Con »For The Journey« i Threshold hanno firmato ancora una volta un album di altissimo livello, destinato a entrare negli annali dei migliori dischi di rock progressivo e prog metal del 2014, riuscendo allo stesso tempo a ritrovare una bella solidità anche con la loro formazione più recente. Da quando con »March Of Progress« hanno aperto un nuovo capitolo della carriera, i migliori prog metaller britannici sembrano decisi a rimettersi in corsa per il trono mondiale del genere, oggi (di nuovo) occupato dai Dream Theater, ma forse è arrivato il momento che lo scettro torni in mani inglesi: »For The Journey«, che ai primi ascolti richiede un po’ più di tempo e dedizione rispetto ad alcuni dischi del passato prima di conquistarti del tutto, è senza dubbio uno dei migliori risultati della discografia dei Threshold finora.

Formazione

Damian Wilson – voce
Karl Groom – chitarra solista, cori
David West – tastiere
Johanne James – batteria
Steve Anderson – basso
Pete Morten – chitarra ritmica

Produzione

Karl Groom e Richard West

Tracklist

1. Watchtower On The Moon
2. Unforgiven
3. The Box
4. Turned To Dust
5. Lost In Your Memory
6. Autumn Red
7. The Mystery Show
8. Siren Sky

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