Found in Far Away Places
Autore: Primož Novak
Artista: August Burns Red
Etichetta: Fearless Records
Uscita: year_month
Durata: 52:21
Voto: 4.2/5
August Burns Red, i metalcorer cristiani americani, non mostrano alcun segno di stanchezza. Sono passati appena due anni e la band ha già sfornato un nuovo disco. Con »Found In Far Away Places« prova a dimostrare per la settima volta (se contiamo anche l’album natalizio Sleddin’ Hill) di essere al massimo della forma e piena di idee. Ma sarà davvero così?
Il potenziale il gruppo lo faceva intravedere fin dagli esordi, ma l’attenzione più grossa è arrivata con l’album Constellations (2009), che vanta una buona produzione e un tocco più moderno. Dopo di allora gli ABR si sono tenuti stretti a quella ricetta, cercando di migliorarla a ogni disco, anche se di vere vette non si può parlare, ma di una band molto costante sì, senza dubbio. Con il lavoro precedente, Rescue & Restore, la band aveva cambiato produttore, facendo capire di poter confezionare un disco solido anche senza l’aiuto di un nome più blasonato, anche se Carson Slovak e Grant McFarland non hanno convinto come Jason Suecof. Ciò nonostante, gli ABR hanno deciso di lavorare di nuovo con il duo.
Found In Far Away Places parte forte, con riff aggressivi, una sezione ritmica sicura, melodie e anche breakdown. Ma subito dopo la band mostra che non si fermerà alla solita ricetta. Con una sperimentazione fatta di contaminazioni con altri generi, gli ABR scardinano la monotonia del metalcore. Non si tratta infatti di una tipica formazione metalcore che punta tutto su bei ritornelli e breakdown da manuale. In Identity e Majoring In The Minors la band infila una parte country che suona originale, ma anche un po’ scherzosa. È una trovata che aveva già fatto presa con i Between the Buried and Me, solo che gli ABR non si concedono strappi così netti tra un genere e l’altro. La band, infatti, torna subito a una parte potente e distorta o a una più melodica. Insomma, senza esagerare. Nei pezzi gli ABR piazzano parecchi passaggi più calmi, che danno ai brani una struttura interessante, ma che a volte rischiano di tirarla inutilmente per le lunghe. Per il pubblico più ampio gli ABR offrono il brano Ghosts, con parti vocali orecchiabili firmate da Jeremy McKinnon dei A Day to Remember. Il pezzo parla di senzatetto, e così, oltre ai testi personali, la band mette l’accento anche sulla critica sociale. Fino alla fine il disco si fa apprezzare per brani variegati che mettono in primo piano la melodia, che è una costante della band. Per evitare i cliché, l’accento è anche sulla tecnica: i breakdown non sono prevedibili e i riff di chitarra non si reggono su un paio di accordi.
I membri della band fanno più che bene la loro parte. A spiccare è ovviamente il chitarrista JB Brubaker, che con le sue melodie e i suoi passaggi calmi senza distorsione dà agli ABR un tocco unico. Il batterista Matt Greiner, invece, con il suo stile e la sua preparazione ritmica fa sì che gli ABR si stacchino dalla media delle band metalcore.
Found in Far Away Places non è il classico prodotto a tavolino per il mercato. Si fa forte di una melodia piacevole e contagiosa, ma allo stesso tempo chi ascolta si ritrova davanti una proposta più complessa, con svolte inaspettate e breakdown fuori dall’ordinario. Il disco è la prova che il metalcore non è del tutto spremuto, se a farlo sono musicisti capaci (e produttori).
Formazione
William Jacob Luhrs – voce
JB Brubaker – chitarra solista
Brent Rambler – chitarra ritmica
Dustin Davidson – basso, voce
Matt Greiner – batteria
Produzione
Carson Slovak, Grant McFarland
Tracklist
1. The Wake
2. Martyr
3. Identity
4. Separating The Seas
5. Ghosts (Featuring Jeremy McKinnon)
6. Majoring In The Minors
7. Everlasting Ending
8. Broken Promises
9. Blackwood
10. Twenty-One Grams
11. Vanguard