Frank Zappa: 200 Motels
Etichetta: Zappa Records / UMe
Data di uscita originale: 4/10/1971
Data della ristampa per il 50º anniversario: 17/12/2021 (2xLP, 6xCD)
Produzione: Frank Zappa
Durata: 86.41 min (2xLP)
Genere: RIO/ Avant-Prog
Voto: 8.5/10
“200 Motels” è stato uno dei progetti più ambiziosi, stravaganti e provocatori dell’opus apparentemente infinito della leggenda musicale americana Frank Zappa. Nella sua discografia vastissima di solito non occupa un posto particolarmente di riguardo: questo progetto orchestrale, uscito proprio tra la prima fase di Zappa, avanguardistico-psichedelica, e quella successiva jazz rock fusion, non contiene nessun classicone rappresentativo, con l’eventuale eccezione di un paio di brani. Eppure sotto la superficie c’è un sacco di roba buona, e in qualche modo resta comunque snobbato rispetto ai lavori più celebrati di Frank, probabilmente anche perché dal vivo, negli anni successivi, di composizioni di “200 Motels” ne sono state suonate giusto una manciata. Ciò detto, per quanto spesso trascurato, “200 Motels”, come la maggior parte della discografia di Frank, ha superato alla grande la prova del tempo, e buona parte della musica e dei messaggi nei testi è ancora attualissima.
“200 Motels” era la colonna sonora dell’omonimo film musicale surrealista che, nonostante il surrealismo psichedelico, non è nato sotto l’effetto di sostanze psicoattive, visto che Zappa le ha sempre cancellate dal profondo dell’anima. Vale la pena ricordare che nel film recitavano anche uno dei due Beatles ancora in vita, Ringo Starr (nel ruolo del sosia di Frank), e la compianta icona della batteria Keith Moon dei The Who. Il progetto è nato dalla collaborazione tra la band di accompagnamento di Frank, The Mothers of Invention, che nel frattempo si era già parecchio trasformata rispetto agli esordi, e la Royal Philharmonic Orchestra britannica. Zappa, uno dei più grandi personaggi musicali e socio-culturali della seconda metà del XX secolo, uno di cui il nostro secolo avrebbe un gran bisogno se non se ne fosse andato per sempre troppo presto, nel 1993 (la sua miscela unica di satira musicale e sociale, nell’era del trionfo dei populismi volgari, del politicamente corretto e delle fake news, è più attuale che mai), ha scritto tutta la musica ed è stato, insieme a Tony Palmer, regista e sceneggiatore del film “200 Motels”.
L’ordine dei brani sull’album è un po’ diverso da quello del film, e anche alcuni mix sono differenti rispetto a quelli della pellicola. Zappa ha suonato la maggior parte delle parti di chitarra, delle linee di basso e della batteria, e si è occupato degli arrangiamenti orchestrali e della produzione. Curioso che su “200 Motels” non si sia messo nemmeno una volta davanti al microfono nei panni del cantante, né si sia lanciato nella narrazione satirica così frequente nei suoi album non strumentali.
“200 Motels” contiene un (quasi) concept sulle folli avventure di una rock band in tour, già presentato in forma originale sul live “Filmore East – June 1971” (1971). La rock band in questione sono ovviamente The Mothers of Invention, che durante una visita a Centerville fanno tutti, ognuno a modo suo, uno strano giro di vite: impazziscono e cominciano a mettere in scena ogni sorta di follia e assurdità. Il bassista Jeff Simmons, dopo una forte dose di cannabis che gli provoca allucinazioni di immagini bizzarre, perde le staffe e abbandona il gruppo. La sua uscita è avvenuta davvero, ancora prima delle registrazioni del film e della musica di “200 Motels”. Simmons più tardi, dopo il suo primo e unico album solista, ha ‘ricevuto’ da Zappa l’indulgenza e ha collaborato di nuovo con lui come chitarrista ritmico negli album “Waka/Jawaka” (1972, RockLine recensione) e “Roxy & Elsewhere” (1974). Il brano “Lucile Has Messed My Mind Up”, finito sull’omonimo album di Simmons, l’ha scritto e ‘prestato’ sotto pseudonimo Zappa in persona. Più tardi è uscito in versione reggae sul capolavoro concettuale di Frank “Joe’s Garage” (1979). Durante le registrazioni di “200 Motels” Simmons è stato sostituito al basso dall’attore Martin Lickert. “200 Motels” è stato anche l’unico album di Zappa a vedere la partecipazione del chitarrista inglese occasionale, ormai scomparso, James George Tomkinson, più noto con il nome d’arte Big Jim Sullivan.
Il concept in questione era soprattutto una satira dell’industria musicale e un ritratto del lato oscuro dei tour rock, abuso di droghe compreso. Su quest’ultimo punto Zappa, pur essendo un accanito fumatore di sigarette, non ammetteva pietà, cosa che nel 1970 ha sperimentato sulla propria pelle il compianto chitarrista e cantante dei Little Feat Lowell George, costretto a lasciare la band.
Tra i membri dei The Mothers of Invention di allora che con il loro contributo (soprattutto vocale) hanno lasciato un segno evidente su “200 Motels” ci sono senz’altro il batterista originale dei Mothers Jimmy ‘the Indian of the group’ Carl Black, tornato per un breve periodo nell’esilarante Lonesome Cowboy Burt, stavolta nel ruolo cantato del cowboy solitario Burt, e Flo (Mark Volman) ed Eddie (Howard Caylan). Questi ultimi due si erano uniti a Frank all’inizio dei Settanta, insieme a Jim Pons, dopo aver assaporato per un attimo la dolce gloria con i The Turtles e il loro più grande successo Happy Together, a fine anni Sessanta. Entrambi sono brillanti nei loro ruoli vocali, soprattutto Volman, che spesso ironizzava sul proprio aspetto corpulento e miope. Allora faceva parte dei The Mothers of Invention anche il leggendario e versatile batterista britannico Aynsley Dunbar, che nella sua carriera, oltre a Zappa, ha collaborato con nomi come John Mayall, Jeff Beck, Journey, Jefferson Starship, David Bowie, Mick Ronson, Whitesnake, UFO e Keith Emerson, per citarne solo alcuni.
I brani migliori, o meglio più divertenti, di “200 Motels” sono soprattutto quelli rock ‘umoristici’, tra i quali almeno un paio si potrebbero proclamare classici di Zappa, mentre le composizioni orchestrali prevalentemente avanguardistiche, che riflettono l’eterno amore di Frank per le opere di Igor Stravinskij ed Edgard Varèse, per la loro complessità e la frequente caoticità sono roba solo per ‘palati scelti’. Oltre alla già citata prelibatezza comica Lonesome Cowboy Burt, parodia della musica country in cui brilla Jimmy Carl Black nei panni di una caricatura redneck, il cowboy Burt, e al suo seguito avanguardistico Redneck Eats (l’interpretazione vocale di Jimmy ricorda molto Captain Beefheart, un altro celebre amico musicista di Frank), una menzione speciale se la merita Mystery Roach, uno dei pochi brani di “200 Motels” con il potenziale da classico, che però finisce proprio quando le cose si fanno più divertenti.
Tuna Sandwich è il pezzo centrale di una suite in cinque segmenti, tra i quali è difficile scegliere il più matto e assurdo. Vale la pena ricordare che nel breve strumentale avanguardistico Dance of the Rock & Roll Interviewers Zappa se la rideva già dei giornalisti musicali americani (ben pagati e piuttosto sul filo del cliché). Janet’s Big Dance Number e Lucy’s Seduction of a Bored Violinist & Postude sono due orge strumentali orchestral-avanguardistiche che, pur senza testi, si riferiscono alle due ‘groupie’ bionde del film, visibili anche sulla copertina e sul poster di “200 Motels”. Dental Hygiene Dilemma, che sembra la base musicale di un cartone psichedelico in cui Paperino, invece di andare in campeggio con i nipotini, se ne va in un bordello, è un bell’esempio del classico assurdo e surrealismo alla Zappa. Allo stesso tempo riflette gli esordi musicali di Frank, quando a inizio anni Sessanta, prima della nascita dei The Mothers of invention, componeva musica per film di serie C e per porno. Questo segmento musicale è comparso davvero nel film “200 Motels”, sotto forma di breve cartone animato assurdo-grottesco.
Gli amanti del rock comico si divertiranno anche ascoltando Daddy, Daddy, Daddy, canzoncina pop/rock’n’roll volutamente sdolcinata e giocherellona che prende in giro le più svariate ‘mantenute’ e i loro ricchi ‘paparini’. Il numero degli uni e delle altre, a più di cinquant’anni dalla nascita del brano, è salito alle stelle. A Nun Suit Painted On Some Old Boxes è un breve strumentale avanguardistico con un vocalizzo femminile da operetta quasi fastidiosamente acuto. Merita una menzione soprattutto perché è uno dei primi esempi in cui Frank tratta in chiave satirica e critica la religione organizzata.
Magic Fingers, che contiene una citazione di Jeff Beck, è un divertente pezzo hard rock che ancora oggi dovrebbe piacere a tutti gli amanti dell’hard rock ‘old school’ e dei trucchi chitarristici nello stile di Jimmy Hendrix. Si dimentica spesso (di solito per via della loro natura satirica) che nella prima metà dei Settanta Zappa ha creato parecchie ottime opere di impronta hard rock. Il pomposo antipasto finale Strictly Genteel, tra tutti gli esperimenti orchestral-rock (stavolta addirittura con elementi di opera), cioè i pezzi a cui ha partecipato l’orchestra, risulta il più divertente. Più tardi Frank l’ha rifatta in versione strumentale sull’album “Orchestral Favorites” (1979).
“200 Motels”, dopo più di cinquant’anni e la prova del tempo, ha finalmente trovato un posto più degno nella discografia di Frank, anche se non è uno dei suoi traguardi monumentali ed è lontanissimo dall’essere il punto di partenza ideale per chi sta appena scoprendo la sua eredità musicale. Peccato che brani come Mystery Roach, Lonesome Cowboy Burt, Magic Fingers e Strictly Genteel non abbiano avuto frequenti interpretazioni dal vivo, perché senza dubbio rientrano tra gli standard di Zappa più divertenti. “200 Motels” non è il miglior concept album di Frank (qui “Joe’s Garage” è un caso a parte), e nemmeno il suo miglior esperimento orchestrale, ma è probabilmente la sua colonna sonora per film più divertente. A batterlo è solo la colonna sonora integrale, non tagliata, del film “Baby Snakes” del 1979, uscita nella versione lunga soltanto nel 2012, e per giunta solo in formato digitale su iTunes.
Autore: Peter “Dr. ProgRock” Podbrežnik
Tracklist (versione 2xLP):
Lato A
1. Semi-Fraudulent/Direct-From-Hollywood Overture (1:59)
2. Mystery Roach (2:32)
3. Dance Of The Rock & Roll Interviewers (0:48)
4. This Town Is A Sealed Tuna Sandwich (prologue) (0:55)
5. Tuna Fish Promenade (2:29)
6. Dance Of The Just Plain Folks (4:40)
7. This Town Is A Sealed Tuna Sandwich (reprise) (0:58)
8. The Sealed Tuna Bolero (1:40)
9. Lonesome Cowboy Burt (3:59)
Lato B
1. Touring Can Make You Crazy (2:52)
2. Would You Like A Snack? (1:23)
3. Redneck Eats (3:02)
4. Centerville (2:31)
5. She Painted Up Her Face (1:41)
6. Janet’s Big Dance Number (1:18)
7. Half A Dozen Provocative Squats (1:57)
8. Mysterioso (0:48)
9. Shove It Right In (2:32)
10. Lucy’s Seduction of A Bored Violinist & Postlude (4:01)
Lato C
1. I’m Stealing The Towels (2:14)
2. Dental Hygiene Dilemma (5:11)
3. Does This Kind of Life Look Interesting To You? (2:59)
4. Daddy, Daddy, Daddy (3:11)
5. Penis Dimension (4:37)
6. What Will This Evening Bring Me This Morning (3:32)
Lato D
1. A Nun Suit Painted On Some Old Boxes (1:08)
2. Magic Fingers (3:53)
3. Motorhead’s Midnight Ranch (1:28)
4. Dew On The Newts We Got (1:09)
5. The Lad Searches The Night For His Newts (0:41)
6. The Girl Wants To Fix Him Some Broth (1:10)
7. The Girl’s Dream (0:54)
8. Little Green Scratchy Sweaters & Courduroy Ponce (1:00)
9. Strictly Genteel (the finale) (11:10)
Formazione:
Frank Zappa – chitarra, basso, arrangiamenti e orchestrazioni
Mothers of Invention:
Mark Volman – voce
Howard Kaylan – voce
Jimmy Carl Black – voce nel brano Lonesome Cowboy Burt
Jim Pons – voce (Bad Conscience)
Ian Underwood – tastiere, fiati
George Duke – tastiere, trombone
Martin Lickert – basso
Aynsley Dunbar – batteria
Collaboratori:
Ruth Underwood – percussioni orchestrali
Big Jim Sullivan – chitarra, orchestrazioni
The Top Score Singers – coro
David Van Asch – direttore del coro
Phyllis Bryn-Julson – voce soprano nei brani Mystery Roach e Janet’s Big Dance Number
The Royal Philharmonic Orchestra
Elgar Howarth – direttore d’orchestra
Classical Guitar Ensemble
John Williams – supervisore dell’ensemble di chitarre
Theodore Bikel – voce narrante
