From The Beginning

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Matija Dedić/Jeff Ballard/Larry Grenadier
Etichetta: Dallas Records
Uscita: 2009
Voto: 2.5/5

Matija Dedić è un pianista jazz croato relativamente giovane ma già ben affermato, uno di quelli che avranno sicuramente già sentito nominare più volte tutti coloro che seguono con regolarità il vasto mondo del jazz contemporaneo: il tipo, tra le altre cose, ha pure portato a casa una bella serie di premi musicali. È noto anche per le sue collaborazioni con tantissimi nomi del jazz di fama mondiale. Il suo ultimo lavoro si intitola “From the Beginning” e ci ha suonato insieme al batterista statunitense Jeff Ballard e al contrabbassista Larry Grenadier, due jazzisti di livello mondiale che si sono guadagnati la fama soprattutto come membri del Brad Mehldau Trio. Il doppio album, che si muove su coordinate jazz moderne, è una specie di spaccato simbolico della sua produzione finora: Dedić ha messo insieme sei brani originali e sei standard jazz piuttosto noti, nati dalla penna di alcuni giganti del genere. Questi ultimi li ha suonati a modo suo, mantenendone però i motivi originali.

L’ottima sezione ritmica, che in passato ha collaborato con tanti jazzisti di prestigio, lascia a Dedić un bel po’ di spazio per esprimersi come autore, spazio che però nel disco, soprattutto sul piano ambient-emozionale, spesso resta vuoto, perché tutto si muove fin troppo spesso su binari rigidamente tradizionalisti. A grandi linee l’album si può dividere in due parti. Nella prima ci sono gli standard jazz, come la “Round Midnight” di Monk, dove Dedić, a parte qualche piccola variazione rispetto all’originale, si tiene in sostanza sempre al tema principale. Più o meno allo stesso modo va anche la sua versione di “You Are Too Beautiful” di Rodgers. “Prelude to a Kiss” di Ellington lascia un po’ più di spazio a un bel dialogo tra contrabbasso e batteria, mentre Dedić, con accordi meno espressivi, si defila discretamente sullo sfondo. Il classico di Davis “Nardis” (più volte si è già polemizzato se l’abbia scritto Miles o Bill Evans) è registrato con una sezione ritmica granitica e segue fedelmente le linee originali.

La seconda metà del disco è occupata dai pezzi originali, tutta farina del sacco di Dedić. Tre di questi sono stati registrati insieme a Ballard e Grenadier: “From the Beginning”, “W.A.M.” e “Mr. Handy”. La title track è jazz moderno che costruisce piano piano l’atmosfera e prepara il terreno per l’improvviso, drammatico ingresso della batteria di Jeff Ballard. Un jazz deciso e preciso permea anche “Mr. Handy”, mentre in “W.A.M.”, dal titolo piuttosto strano, si trova un’introduzione al pianoforte abbastanza interessante e velocissima. Con il tempo questa si evolve in uno swing con il pieno supporto dell’asse contrabbasso-batteria. Dedić si mette in mostra, tra le altre cose, anche con assoli “supersonici” sulle tastiere. Il brano “Angela” è dedicato alla compositrice croata Dora Pejačević (1885-1923). “Marina’s Dilemma”, insieme alla title track, grazie a un impegno emotivo nettamente più forte che altrove e all’uso regolare del contrappunto, è il pezzo più interessante del disco, mentre “Dr. A” è un episodio pianistico tranquillo e leggero, ma piuttosto anonimo.

“From The Beginning” è un esemplare piuttosto amaro di compromesso jazz moderno: da una parte linee guida accademiche sterili, che emergono soprattutto nel rimasticare irrigiditi i classici del jazz, dall’altra rari momenti di ispirazione autoriale, in cui le alte doti tecniche dei tre musicisti di primo livello finalmente respirano come si deve. Così com’è, il disco farà impazzire soprattutto i fan più sfegatati del jazz moderno fondato su basi tradizionaliste, mentre lascerà più o meno freddi gli amanti delle forme di jazz più sperimentali. Con l’aiuto dei suoi due compagni, grazie a un approccio tecnicamente molto rifinito sia nei pezzi originali sia, soprattutto, nelle interpretazioni dei classici, Dedić dimostra che può tranquillamente misurarsi con i migliori strumentisti della scena jazz internazionale di oggi, cosa che non si può certo dire delle sue capacità di compositore, che restano per lo più chiuse in rigidi schemi accademici. In futuro non guasterebbe un po’ più di linguaggio proprio, di spirito d’avventura e meno affidamento sui dogmi jazz accademici, che oggi di solito sono piuttosto irrigiditi. L’album offre comunque un bello sguardo sulla produzione di un musicista di talento e (per ora) di un compositore un po’ meno talentuoso, davanti al quale può ancora aprirsi una carriera da fare invidia, quando uscirà definitivamente dai rigidi binari accademici e sfrutterà in modo soddisfacente il suo grande potenziale.

Formazione

Matija Dedić – pianoforte
Jeff Ballard – batteria
Larry Grenadier – contrabbasso

Produzione

Matija Dedić & Miroslav Vidović

Tracklist

CD1:
1. From The Beginning
2. Mr. Handy
3. Round Midnight
4. W.A.M.
5. Angela
6. You’re So Beautiful

CD2:
1. Prelude To a Kiss
2. Nardis
3. Marina’s Dilemma
4. Lush Life
5. Bye, Bye, Blackbird
6. Dr. A

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