From The Trees

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Hammill, Peter
Etichetta: Burning Shed
Uscita: 2017
Durata: 42:55
Voto: 4/5

»From the Trees« è il trentacinquesimo album solista dell’icona del progressive rock inglese Peter Hammill, noto soprattutto per la magnifica eredità dei Van der Graaf Generator, anche se la sua carriera solista è almeno altrettanto interessante per varietà di generi, ricchezza lirica e acume, atmosfera fuori dal comune e imprevedibilità compositiva. Il geniale Hammill, che da un pezzo è iscritto di diritto tra le leggende del progressive rock, anche in età avanzata resta un critico amaro della grigia quotidianità, anche se da tempo non lo fa più in modo così furioso e rivoluzionario. Le sue doti vocali, poi, non sono più potenti come una volta, quindi stavolta dell’antico tuono vocale non c’è più nemmeno l’ombra. D’altra parte il suo carisma vocale inconfondibile è ancora lì, e trova un’espressività speciale nelle armonie corali che arrivano ogni tanto, come per esempio in »Torpor« e »On Deaf Ears«.

»From the Trees« è, come c’era da aspettarsi, un disco decisamente malinconico, anche se in passato Peter ci aveva abituati a lavori ben più cupi. Nei testi, per lo più molto personali, il leggendario cantante e compositore torna spesso sulla consapevolezza del tempo che passa in fretta. In alcuni brani, come »What Lies Ahead«, si chiede poi, da uno che a livello di idee ha sempre oscillato tra due mondi (da bambino cantava nel coro dei gesuiti, da ragazzo si è appassionato alla scienza, soprattutto alla fisica, e in seguito è diventato un grande critico delle istituzioni organizzate, religiose comprese), che cosa ci sia ‘dall’altra parte’ quando l’esistenza fisica finisce. Per le sue confessioni si appoggia perlopiù ad arrangiamenti di pianoforte malinconici e pacati, mentre le improvvisazioni di chitarra sono rarissime e servono più che altro a dare ogni tanto un po’ di colore. »From the Trees« è un album relativamente breve, proprio come i suoi dischi solisti degli anni Settanta, che dovevano fare i conti con i limiti del supporto dell’epoca, ma Peter, in tutte e dieci le composizioni, riesce comunque a farci arrivare l’essenziale.

»From the Trees« è l’album che da mister Hammill ci aspettavamo un po’ tutti nell’autunno della sua carriera: un disco profondamente riflessivo e personale, dal marchio di una maturità straordinaria, ma anche meno elettrizzante, figuriamoci ribelle, rispetto a quanto era tipico del periodo d’oro (e più giovane) della sua produzione musicale. Aspettarsi che un musicista che sta per compiere settant’anni tiri fuori qualcosa di rivoluzionario, come gli riusciva per gioco a trent’anni, è davvero poco realistico. I fan di lunga data lo riascolteranno volentieri, perché contiene ancora le tante qualità per cui Peter è entrato tra le icone immortali della musica sperimentale, anche se di idee fresche non ce n’è traccia.

Formazione

Peter Hammill – voce, piano, chitarra, produzione

Produzione

Peter Hammill

Tracklist

1. My Unintended
2. Reputation
3. Charm Alone
4. What Lies Ahead
5. Anagnorisis
6. Torpor
7. Milked
8. Girl to the North Country
9. On Deaf Ears
10. The Descent

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