Get Up Get Loose Get Off!

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Artista: Johnny Burning
Etichetta: Street Symphonies Records
Uscita: 2008
Durata: 44:27
Voto: 4/5

Nell’attuale revival dello sleaze glam rock di fine anni Ottanta sono soprattutto le band scandinave a fare la parte del leone, con Chrash Diet come probabilmente il nome più importante di questa nuova ondata! Fai fatica a crederci, ma i Johnny Burning con il loro esordio “Get Up Get Loose Get Off!” (2008) mettono sul piatto un altro prodotto straordinariamente convincente, che funziona in tutti gli elementi di base che servono a costruire un buon sleaze.

Il clonare, che riprende in modo così abile l’approccio italiano, stavolta conta incredibilmente poco. Il quintetto di Imola suona compatto, e i contributi di ognuno nel mettere in scena le idee per la causa comune si completano alla grande in questo disco. Ogni singolo pezzo è convincente a dir poco. Seducente. La band ha il carisma per mostrare le palle. Sul disco i Johnny Burning suonano sfacciati, edonisti, indomabili. Insomma, roventi. Una produzione eccellente è ovviamente il primo requisito per rendere così attraente e convincente un album che gira intorno a musica ormai sorpassata, tirata fuori dalla naftalina e suonata un’altra volta. Viene solo da desiderare che negli anni Ottanta, nell’età dell’oro, ne avessero fatti di più di dischi così, perché oggi, per una band con un genere “estinto”, cioè fuori moda, è tanto più dura riuscire a farsi largo.

Il centro del carisma di questa formazione è raccolto attorno al cantante Manuel. Il tizio ha una voce innaturalmente alta. Tutto ruota intorno a lei. Anzi, da lei dipende l’intero potenziale fandom della band, tanto è particolare quella voce. Puoi solo amarla o solo odiarla. Alla lettera: per una persona (almeno presumibilmente) di sesso maschile, una voce davvero incredibilmente alta. Anzi, la prima volta che ho ascoltato l’album si incastrava così bene nel suono complessivo che mi sono detto: “Furbi! Una voce femminile nel glam rock! Come funziona bene questa roba!!!” Poi prendo il CD promo, lo giro e nella foto sul retro non trovo nessuna ragazza, solo ragazzi. Un’ottima burla, che rientra nel pacchetto sleaze, solo che qui per giunta è pure vera! Non saprei descriverlo con più precisione che dicendo che il tipo evidentemente si è sparato un palloncino enorme pieno di elio prima di avviarsi verso lo studio. Più sale con le tonalità, più diventa rumoroso e convincente. In più ha un vantaggio su molti suoi connazionali italiani: nel canto il suo inglese è incredibilmente comprensibile, il che è un prerequisito. Di solito tanti gruppi italiani si bruciano quando devono parlare, figuriamoci cantare all’americana (anche se al pubblico italiano questo modo storpiato di porgere l’inglese non dà fastidio per niente).

Ma l’ascoltatore vero scoprirà in fretta che dietro a quella voce femminile sparata in primo piano, urlata e strillata, si nasconde ottima musica. Anche quando partono pezzi dai titoli sbalorditivamente scemi come Idiota o Sassy Lassie Goose (manca solo Titty) – questo pezzo (con il cowbell in bella vista) è uno dei picchi del disco – questi ragazzi non mollano l’acceleratore. È un drive sleaze glam corposo e rotolante, con una produzione perfettamente bilanciata, bassi bello grossi, un’eccellente comunicazione di riff solidi e compatti, decorati con l’asprezza primordiale di una penetrazione sottocutanea immediata, mentre il lavoro di chitarra è completato da assoli splendidi e rifiniti. I Johnny Burning sono una band con un ottimo senso per mettere in risalto la melodia principale. Ci aggiungono quel “tocco” esecutivo e la cosa convince. Se non l’ha già fatto all’inizio del disco, Burning Miracle ti farà saltare la testa, senza se e senza ma.

Salsiccia “nasty”, “kinky”, “sassy”! E altro ancora! Forse non è tutta roba da dare in pasto al pubblico. Manuel non si limita a vestirsi da donna (cosa che fa parte dell’arsenale di ogni vero culto sleaze rock, sia chiaro), ma canta pure come una donna, ed è incredibile. L’album è scolpito alla grande dalla testa ai piedi, e i ragazzi lo confermano con la fenomenale ballad Shine (che ritornello!!!), di quelle di cui non si vergognerebbero nemmeno i maestri delle ballad dei tempi d’oro dello sleaze, i Cinderella. Certo, su alcuni pezzi ci sono dei buchi in cui si poteva fare di più, ma nel giudizio complessivo, per un esordio, stavolta siamo decisamente sopra le aspettative. I mitici anni Ottanta, i Motley Crue ancora freschi e tosti! Ti prende la nostalgia? Mettiti su i Johnny Burning! Un esordio importante per il revival dello sleaze!

Formazione

Manuel – voce
D.B. – chitarra
Niko – chitarra
Cesko – basso
Rob – batteria

Tracklist

01. Intro
02. Wrong Shape
03. Devil Inside
04. Sassy Lassie Goose
05. Idiota
06. Lost & Found
07. Burning Miracle
08. Time To Rock
09. Shine
10. Rock In The U.S.A.
11. Turn Down Just To Leave It

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