Gli Eruption avvolgono la Gromka nel mantello dell’oblio! (2017)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Gromka, Lubiana
Data del concerto: 05.05.2017
L’annata metal di quest’anno è stata da noi incredibilmente ricca già nella prima metà, e a inizio maggio ci hanno messo il loro zampino anche gli Eruption, con il tanto atteso terzo album in studio Cloaks of Oblivion. L’uscita del disco è stata festeggiata poco più di una settimana fa con un release party alla Gromka di Lubiana, che era anche lo show di warm-up per il festival di Fiume Dark »O« Metal, in programma il 14 e 15 luglio: ci suoneranno pure gli Eruption, con i black/thrash metaller Melechesh come headliner, band in cui al momento siede dietro le pelli lo sloveno Simon Škrlec.
Nello spirito del buon vicinato, che in politica è arabo puro e nel metal invece è la norma, giovedì scorso sul palco della Gromka, oltre agli Eruption, c’erano altre tre formazioni croate, e ad aprire le danze sono stati i Czaar di Fiume. In una buona mezz’ora il quintetto ha presentato la sua visione del thrash metal con pezzi da entrambi gli album in studio, Too Drunk to Think (2007) e Stari panj (2011), convincendo con qualche riff bello pesante e soprattutto con l’ottimo, vario e dinamico drumming di Insanus, che ha dato nuova linfa alla sezione ritmica anche con qualche soluzione death metal. I Czaar si sono rivelati in effetti una piacevole sorpresa… finché il cantante Dane non ha aperto bocca, tirando fuori una voce disperatamente sgangherata, che suonava come un pessimo mix di Čulk e Mucy, ora ringhiata ora declamata, e il tutto era completamente fuori strada. Però con la sua performance sconclusionata era così simpatico che, alla fine, un sorriso ti scappava comunque.
Come secondi dei tre di Fiume sono saliti sul palco i Krematorium, che avevamo già conosciuto due anni fa al festival Live After Death. Già allora non avevano convinto del tutto, e stavolta non è andata molto diversamente. Sul palco i ragazzi sono sicurissimi e spavaldi, gli strumenti li padroneggiano, ma il loro thrash suona fin troppo generico. A non migliorare il quadro ci hanno pensato un cantante poco entusiasta e il look in divisa da »cafoni«: giubbotti di jeans senza maglietta. I Krematorium fanno comunque il loro lavoro senza grosse pecche, ma purtroppo servono un cliché dopo l’altro e diventano subito noiosi e monotoni, cosa che non ha evitato nemmeno la cover del classico degli Exodus Metal Command.
Cosa che degli Eruption non si può proprio dire: dagli esordi di thrash tipico si sono evoluti in un thrash metal eccellente e tutto loro, caratterizzato da un approccio un po’ più tecnico e complesso, che non si regge solo sulla velocità. I cambi di formazione hanno portato un’esibizione diversa, meno selvaggia rispetto ai tempi in cui negli Eruption suonava ancora Tim Tajić, ma la musica ha guadagnato in profondità. Nonostante qualche problema tecnico, la ragazza e i ragazzi hanno presentato Cloaks of Oblivion sotto una luce ottima: i nuovi pezzi dal vivo suonano alla grande, il riffing del duo Čuk/Kamenšek è fluido, dinamico e convincente, e la sezione ritmica rombante e tellurica. Buco è diventato un cantante di prim’ordine, quindi è un peccato che per mancanza di tempo non abbiano suonato anche la straordinaria This Barren Existence. A disturbare un po’ sono stati solo i backing vocals di Čuk, che non si sposavano al meglio con la voce di Klemen, ma gli Eruption hanno confermato senza problemi anche dal vivo che Cloaks of Oblivion è un contributo eccezionale alla scena metal slovena.
Dopo l’intensità degli Eruption, gli ultimi a salire, i Monox, avevano un compito difficilissimo: convincere un pubblico ormai parecchio sfoltito. Non si sono fatti troppo distrarre e hanno comunque piazzato un ottimo set. Purtroppo qualsiasi riconoscibilità dei riff si è persa nel boato delle chitarre a otto corde, e i Monox si sono presentati anche senza il cantante fisso Tonko, che fa il suo lavoro molto meglio del cantante ospite Alen. Anche qui vale la stessa cosa: i Monox non hanno affatto fatto un brutto concerto, ma stavolta il loro groove/death/djent, dopo gli Eruption, ha trovato orecchie più o meno sorde.
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