Gli Halestorm sparano una tempesta di grandine e mandano Zagabria in tilt (2023)
Halestorm / Black Veil Brides / Mothica
mercoledì, 22. 11. 2023
Zagabria / Tvornica kulture / Croazia
È passato appena un anno da quando gli Halestorm, la sensazione hard rock americana della Pennsylvania, giravano per il Vecchio Continente come ospiti speciali del tour degli Alter Bridge e facevano tappa a Zagabria, ed eccoli già di nuovo sul luogo del misfatto. Stavolta però sono in tour da headliner, e per il secondo anno di fila portano in giro il loro ultimo album, il quinto in studio, “Back From The Dead”, uscito all’inizio del maggio scorso.
Il quartetto affilatissimo lo avevamo già visto l’anno scorso al Dom sportova, dove con uno show fantastico aveva fatto impazzire fino al midollo un palazzetto stracolmo, mentre stavolta, da attrazione principale della serata, si sono esibiti in un locale più piccolo, che era già sold out da un bel pezzo prima del loro arrivo. La Tvornica kulture è diventata il ritrovo della generazione più giovane, quella che si fa travolgere da rock e metal. Con un occhio di riguardo alle band dell’era più recente. E anche se gli Halestorm affondano le radici nella seconda metà degli anni Novanta – il che significa che il quartetto non è proprio nato ieri – hanno sfondato ai vertici del successo commerciale solo nel 2012, dopo la serie di hit infilate una dietro l’altra nel secondo album in studio, “The Strange Face Of…”.
Per le band di supporto gli Halestorm hanno scelto due artisti interessanti, che al massimo hanno contribuito ad assediare ancora di più i concerti di questo nuovo tour europeo. La prima è la cantautrice americana McKenzie Ellis, che si esibisce con il nome d’arte Mothica: è salita sul palco verso le sette e un quarto di sera e in mezz’ora di set ha presentato il materiale del nuovo album “Nocturnal” (2022) e dell’EP “Forever Fiffteen” (2021), che nella scaletta se la prendono la parte del leone. Una band di supporto ben rodata, la voce dolce e ammaliante di Mothica con un retrogusto amaro, e un alternative rock, più precisamente indie, che fa l’occhiolino alle mode di un pop contagioso e flirta con qualche elemento gothic. Nella prima parte non si è dimenticata della sua versione di Can You Feel My Heart dei Bring Me The Horizon, ma soprattutto è stato interessante scoprire che la cantante ha già un seguito notevole. La Tvornica kulture si stava riempiendo ed era già bella assediata durante il suo set. Il pubblico sapeva i testi a memoria e Mothica (il nome deriva dalla parola inglese per “strega”) non ha nascosto il buonumore, insieme alla sua band. Solo mezz’ora, ma abbastanza per capire che si tratta di un’artista che in futuro può puntare ancora più in alto, quanto a popolarità e successo commerciale.
I tre quarti d’ora successivi sono stati dei Black Veil Brides, shock/glam metaller americani tutti look e trucco, saliti sul palco alle otto e dieci. Il quintetto, che il giorno prima si era esibito da solo (senza gli Halestorm) alla Cvetličarna di Lubiana, ha trovato un’accoglienza pazzesca. A quel punto la Tvornica era già piena fino all’ultimo angolino. Buona parte del pubblico era quindi composta da un bel pezzo di fan “die-hard” stipati nelle prime file. Si può dire che avessero occupato tutta la platea. Andy Biersack, unico membro originale e di fatto insostituibile voce della band, non ha nemmeno dovuto sforzarsi più di tanto, perché il pubblico cantava i testi a squarciagola e portava la band in trionfo. La risposta è stata pazzesca. Dalla prima battuta fino all’ultimo secondo del set. Compatta e unita. Si tratta di un quintetto di ottimi musicisti, che hanno cucito i pezzi con maestria su una nuova base di accensione top. Groove, riff semplici ma di impatto e una musicalità cupa avvolta nel fascino del gothic sleaze. Le radici del metalcore sono sicuramente qui e proprio con questo elemento i Black Veil Brides ricordano la loro vena glamour. Un suono attuale.
La band è insomma popolarissima. Le ragazze vanno matte per il magnetismo di Andy Biersack e la chimica tra band e pubblico è stata semplicemente pazzesca. La Tvornica è stata scossa fino alle fondamenta e a tratti ti sembrava di assistere al set della band principale. Punto e basta. A crearla è stato un pubblico letteralmente fanatico, che, insieme all’ottima prestazione della band, ha garantito vibrazioni di altissimo livello a tutto lo show. La band ha presentato “The Phantom Tomorrow” (2021), ha suonato anche tre evergreen dell’amatissimo secondo album “Set The World On Fire” (2012), distribuiti lungo la scaletta (Rebel Love Song all’inizio, The Legacy a metà set e Fallen Angels verso la fine), e ha chiuso con il singolo In The End, preso dal terzo album “Wretched And Divine: The Story Of Wild Ones” (2013). Un’energia fenomenale. In tutto.
Segue un’ora e mezza di puro hard rock con gli Halestorm, e al centro della scena c’è ovviamente la cantante selvaggia e indomabile Lzzy Hale, che ancora una volta ha lasciato a bocca aperta con una prestazione vocale incredibile. Un’eruzione di camaleontismo vocale e di velenosa grinta da palco. Il quartetto, che ha pubblicato tutti e cinque gli album con la stessa formazione, trasudava impenetrabilità. Una sicurezza e una fiducia in sé fuori dal comune. E al tempo stesso un’enorme vicinanza al pubblico. Lzzy Hale (chitarra, voce), Josh Smith (basso) e Joe Hottinger (chitarra) sono sempre tutti e tre in prima linea a infiammare la folla tra flirt, incitamenti e provocazioni. E il pubblico è stato eccezionale. E con lui tutta l’energia dello show. La Tvornica è stata scardinata dai cardini. Il locale scoppiava.
Un approccio a tutta forza! Senza freni. Come se il giorno dopo non dovesse arrivare mai più. Mai. Frasi rapaci su un groove affilato e una stampede ritmica sostenuta da una furiosa martellata sul basso. Precisione e affiatamento incredibili. Si sente che tra i membri della band non ci sono segreti, che alle spalle hanno una quantità enorme di chilometri percorsi insieme e che sul palco si percepiscono come in trance. Poi ci sono i fantastici assoli di chitarra di Joe. Resti sbalordito da questa energia. Niente che non avessi già sentito, ma il modo in cui questa energia viene servita ti toglie semplicemente il fiato. Gli Halestorm sono quindi una squadra da palco pazzesca, che ti scuote. Da dentro verso fuori e viceversa.
I minuti correvano come secondi. Oltre ai tre singoli più recenti (Wicked Ways, Back From The Dead e The Steeple – con quest’ultimo la band ha chiuso il concerto), la band si è dedicata ai più grandi successi della carriera, con la metà di “The Strange Face Of…” in testa. I cinque singoli suonati da quell’album non c’è bisogno di elencarli uno per uno (Here’s To Us, come da copione, l’hanno tenuta da parte per l’immancabile bis). Particolarmente d’impatto la prima parte del bis, in cui Lzzy da sola sul palco, al pianoforte, decide di eseguire un medley di brani degli Halestorm che cambia ogni sera del tour.
E quando guardi tutti questi ragazzi, in praticamente il 100% dei casi una generazione completamente nuova di appassionati di rock’n’roll, ti è chiaro che il rock and roll resterà. Senza dubbio. Un’euforia, una dedizione e un attaccamento come quelli riservati agli Halestorm (e prima di loro anche ai Black Veil Brides) non li trovi facilmente. Gli Halestorm, con la loro esplosività e la loro potenza esecutiva, hanno scosso la Tvornica kulture come un tornado devastante – l’hanno sbattuta fuori dai cardini – e le sensazioni post concerto, che per un bel po’ non hanno smesso di prenderti, hanno dettato in un attimo che un’esperienza così con questa band eccezionale andrà ripetuta al più presto. Una splendida esperienza di tuoni rock’n’roll infernali per i tempi nuovi, che nei prossimi anni regalerà ancora tante delizie rock!
Autore: Aleš Podbrežnik & Edita Klemen
Foto: Aleš Podbrežnik & Edita Klemen
Scaletta di Mothica:
1. Casualty
2. Can You Feel My Heart (orig. Bring Me the Horizon)
3. Toxins
4. Buzzkill
5. Forever Fifteen
6. All Star (orig. Smash Mouth)
7. Upside Play
8. Sensitive
Scaletta dei Black Veil Brides:
1. Intro
2. Crimson Skies
3. Rebel Love Song
4. Wake Up
5. Nobody’s Hero
6. Scarlet Cross
7. Torch
8. The Legacy
9. Knives and Pens
10. Fallen Angels
11. In the End
Scaletta degli Halestorm:
1. I Miss the Misery (intro ‘a cappella’ di “Raise Your Horns”)
2. Love Bites (So Do I)
3. Do Not Disturb
4. I Am the Fire
5. Amen
6. Familiar Taste of Poison
7. Takes My Life
8. Drum Solo
9. Back From the Dead
10. Rock Show
11. I Get Off (with part of Crazy on You by Heart)
12. Wicked Ways
13. Freak Like Me
—bis—
14. God Bless the Beast / Shatter Me / Raise Your Horns / Break In (solo Lzzy alle tastiere)
15. Here’s to Us
16. The Steeple

































