Gli H(app)eavy metallari Use Less! (2010)

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Autore: Rok Klemše

Luogo: Rock Cafe, Postumia
Data dell’intervista: 04.02.2010

I metallari heavy di Kamnik sono tornati sul palco dopo qualche mese di pausa creativa e lontananza dalle scene, e hanno suonato il loro primo concerto post-pausa all’Epic Rockline Contest di Postumia. Lo stop gli ha fatto decisamente bene: il live ha dimostrato che sono freschi, rinati, carichi di energia e soprattutto ancora più bravi di prima. Cosa hanno detto dopo il concerto? Lo trovi nelle righe qui sotto!

RockLine: Ciao Use Less! Il live di Postumia è alle spalle, che sensazioni avete?
Rok: Fenomenali! Probabilmente è il nostro miglior live finora!

RockLine: Ma perché vi siete iscritti a questo contest, in fondo?
Primož: Per vincere, ovvio!

RockLine: (risate) Ottimo motivo!
Grega: No, ci siamo detti che ci serve un pezzo davvero forte e che lo faremo, ma solo la mattina prima della finale. Quindi, se volete sentire questo pezzo, dobbiamo arrivare in finale.

RockLine: Nessun problema, accettiamo buste… ma non vuote.
Rok: Solo che come la infili una cassa di birra in una busta?

(risata fragorosa)

RockLine: Una busta grande!

RockLine: Stavolta avete presentato per la prima volta due pezzi nuovi, che sono piuttosto diversi da quelli del demo. Soprattutto Challenge of Love, che è una vera power ballad heavy metal bella potente.
Grega: Challenge of Love l’avevamo già suonata, però è vero che abbiamo presentato tre pezzi che non sono sul demo, e due di questi stavolta in vera e propria anteprima.
Rok: I due pezzi nuovi sono nati nel periodo in cui siamo stati assenti.
Matej: Da quando Tavčar è nella band, anche il nostro stile si sta ridefinendo, stiamo facendo progressi, e i pezzi nuovi sono sicuramente un passo avanti. Dopo la pausa creativa abbiamo presentato i due pezzi nuovi, mentre Challenge of Love è in scaletta già da un po’. A causa della pausa per un po’ non ci sono stati concerti, ma andiamo avanti su questa strada e spero che per metà estate avremo già parecchio materiale.
Primož: Rok è un chitarrista bravissimo e dà un grande contributo alla nascita dei pezzi.

RockLine: E di cosa parla Challenge of Love? Di qualche esponente del gentil sesso?
Primož: L’autore del pezzo è Rok, lascio che sia lui a spiegarlo.
Rok: Il pezzo si riferisce a una mia esperienza di vita, una delle più dure, e in questo pezzo ho buttato fuori tutto quello che c’era ancora da buttare fuori. Ci tengo tantissimo a questo pezzo e mi sembra molto sincero, perché un pezzo sincero, cioè un pezzo che parla di cose di cui non vuoi parlare, è piuttosto difficile da scrivere.

RockLine: Rispetto ai pezzi del demo, la direzione dei nuovi è parecchio diversa. Almeno da quello che ho sentito oggi, i pezzi nuovi sono più complessi, più elaborati, e le linee vocali stanno migliorando tantissimo.
Primož: Cresciamo sempre di più e, anche se l’heavy metal è il nostro filo conduttore, ci giochiamo anche con venature di thrash, power metal, progressive.
Matej: Oltre all’heavy metal, ognuno di noi ha altri gusti musicali, da me che sono più orientato al progressive, fino all’heavy metal puro e altri generi. Dopo il demo siamo riusciti a trovare una convivenza migliore tra questi generi: prima i pezzi erano piuttosto monotematici, su un’unica linea, mentre ora abbiamo trovato un equilibrio migliore tra questi elementi, dalla voce ai ritmi e agli assoli.
Rok: Non ci siamo dati regole su come deve essere un pezzo: quando lo fai, se piace a tutti è perfetto, se no ci aggiungi qualcos’altro.
Matej: In realtà il penultimo pezzo è nato così: ne avevamo già uno fatto per intero a cui bisognava solo dare una ripassata, era un po’ più difficile e abbiamo preferito andare sul sicuro. In due prove abbiamo fatto un pezzo intero e ci piace un sacco. A me è addirittura il preferito tra tutti i nostri pezzi.
Rok: Perché l’ha scritto lui (risate).
Matej: Beh… Non è stato un pezzo pianificato, è venuto fuori così e basta.
Grega: Il pezzo è nato, tutto combaciava e ciao, via!
Rok: Ok, ho un po’ mentito: il pezzo l’avete scritto voi due.
Matej: Sì, è stata una bella co-paternità.
Grega: Gli altri sono andati fuori a farsi una birra, noi due invece abbiamo fatto il pezzo.

RockLine: Quindi i pezzi li fate più o meno tutti insieme.
Primož: A volte capita anche che qualcuno faccia un pezzo a casa al computer
Matej: Ci sono parecchi metodi, da un riff o un ritornello che nasce in sala prove, fino a qualcuno che porta già qualcosa di pronto da casa. Di solito però almeno metà del pezzo si fa in sala prove, quando abbiamo già tutto preparato.
Primož: Ci è voluto circa un anno da quando suoniamo insieme per abituarci l’uno all’altro: ognuno sa esattamente cosa farà l’altro, anche sul palco, basta uno sguardo e capisci cosa serve.
Matej: Anche tecnicamente la band è cresciuta e si riescono a suonare cose più difficili di prima.
Rok: Quando facevamo la ballad ero in Germania da sei mesi. Ho scritto il testo, Matej ha scritto il riff e poi ci siamo mandati le basi via mail.
Matej: E quando è finalmente tornato a casa, prima del concerto ci siamo ammazzati di prove, 6-7 ore al giorno.

RockLine: Per quanto riguarda il genere, da noi occupate una bella nicchia. Di band che suonano un heavy metal come il vostro, qui da noi non ce ne sono tantissime.
Use Less: Peccato, sì.
Grega: Metalsteel, e poi siamo già quasi alla fine. Ci piace che il pezzo sia melodico, noi non siamo incazzati, suoniamo happy metal.
Matej: Cerchiamo di essere simpatici, non incazzati.
Primož: Anche se non scherziamo.
(risate)

RockLine: Giusto così. Da dove viene questa vostra ossessione per il surf e le camicie hawaiane? Già sul demo avvisate che non suonate surf ma qualcosa di più duro.
Matej: Questa storia va avanti dall’inizio, da quando io e Grega siamo entrati nella band. Al primo concerto ho messo una camicia hawaiana, e c’è modo migliore per far incazzare ancora di più i metallari, eh eh?
Grega: Si vergognava così tanto che ha dovuto dirlo.
Rok: A me faceva impazzire. Allora li guardavo ancora dal pubblico. Pensavo: guarda quel chitarrista che spacca e fa finta che non gliene freghi niente. All’epoca era ancora completamente statico, e per giunta con la camicia hawaiana addosso (risate).
Matej: Una settimana dopo abbiamo avuto un altro concerto, che un tizio ci ha registrato, e Primož, allora ancora cantante, ha detto quella frase. Ci è piaciuta così tanto che l’abbiamo tenuta. Dopo quel demo, comunque, io ho dovuto essere sempre vestito con la camicia hawaiana.
Rok: Che c’è, non gli sta bene?

RockLine: Sì, gli sta proprio bene (risate). E i piani per il futuro? Quando possiamo aspettarci un nuovo demo, un album?
Primož: Prima abbiamo un concerto al Rog, poi in programma c’è finire i pezzi che abbiamo già fatto a metà, e dopo staremo di più sui palchi. In primavera, se lo studio e il produttore che ci ha registrato il demo ci sono, magari un EP, ma per ora è ancora tutto un po’ tra le nuvole.
Matej: Se continuiamo con questo ritmo sono piuttosto ottimista.

RockLine: E se non passate il turno? Niente nuovo pezzo promesso?
Grega: Il pezzo ci sarà, ma non quello, ahah!

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