God Fried Finger

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Artista: Blonde Zeros
Etichetta: El Gallo Rojo
Uscita: 2010
Durata: 58:09
Voto: 4.1/5

Come si fa musica oggi? Come si fa, con tutta la musica che esiste già, con tutti i suoni che sono già stati strappati agli strumenti in un’infinità di combinazioni, a tirare fuori qualcosa di fresco e di nuovo? E, cosa ancora più difficile, come si fa a rendere questa musica fresca e nuova anche armonica e ascoltabile? Questa era la domanda al centro del lavoro degli italiani Blonde Zeros, gruppo psychedelic jazz-core. Il loro debutto “God Fried Finger” era atteso da un bel po’, visto che la band ormai da tempo spaventava il pubblico con la sua musica d’avanguardia sui palchi più disparati, alcuni dei quali anche in Slovenia. Nel disco, tra la schiera di musicisti ospiti, c’è anche lo sloveno Blaž Celarec, che non presta alla band soltanto le sue doti percussive: l’intero album è stato registrato nel suo Attic Studio.

“Gid Fried Finger” è senza dubbio un disco difficile da affrontare. L’avanguardia si intreccia con una tendenza minimalista del tipo “less is more”, e nel frattempo si sentono standard jazz che i musicisti portano alle nostre orecchie facendo il giro largo. Le parti minimaliste sono piene di suoni di oggetti quotidiani, come forbici, campanelli, pentole da cucina e catene. La maggior parte della loro musica, però, o è intrisa di suoni di piatti apparentemente casuali, di tastiere organiche e di attacchi di chitarra distorti, oppure è piena dei suoni naturali di strumenti a corda di ogni tipo e di piacevoli fiati; la musica finisce così per risultare o terribilmente inquietante o profondamente emotiva. Con i crescendo nei pezzi, i musicisti danno alle loro creature un senso sempre più forte, anzi: riescono sempre a costruire una forma compiuta. La forza trainante dell’intero album sono basso e batteria, che però non fanno tanto da sezione ritmica quanto da essenza e anima della musica stessa, perché guidano i singoli brani nella direzione che questi due strumenti si sono scelti. E bastano certe finezze per portare la musica da beat ad alta energia a una “melodia” triste e malinconica. Di melodia vera e propria non ce n’è quasi traccia, eppure tutto suona collegato, pieno, interessante. Ascoltarlo non è facile, ma nel momento giusto e con l’umore giusto apre un mondo di emozioni e, insieme, di fantasia sfrenata e libera interpretazione.

Il viaggio dentro “God Fried Finger” è lungo e a tratti faticoso, ma vario e, anche se al primo ascolto non sembra, appagante. Abbraccia tutti i generi possibili, dal progressive stoner al minimalismo d’avanguardia fino alla fusion jazz. I tanti ospiti danno un contributo enorme, regalando ai pezzi personalità e forma definitiva. Purtroppo molti ascoltatori verranno respinti dal disco per la sperimentazione e l’impronta d’avanguardia della musica dei “biondini”. Ascoltandolo, infatti, si ha la sensazione che l’album sia stato impostato apposta in questa direzione, per girare al largo il più possibile dalle acque commerciali. Resta comunque il merito al gruppo di essere riuscito a creare qualcosa di diverso, anche se spesso lo è solo per il gusto di essere diverso. Sul piano dell’innovazione sono a un buon livello: molte “anti-melodie” sono messe in piedi con successo e, alla fine dei conti, risultano pure piacevoli all’orecchio. Purtroppo a volte sbiadiscono nella misera necessità di essere il più alternativi possibile rispetto alla musica di oggi, e posso solo ringraziarli perché più spesso a prevalere sono l’anima musicale, il cuore e il buon orecchio. Ed è questo che conta di più.

Formazione

Massimiliano Sorrentini – batteria
Danilo Gallo – basso
feat. Giorgio Pacorig – tastiere

Musicisti ospiti:
Enrico Terragnoli – chitarra
Maria Vicentini – vari strumenti a corda
Piero Bittolo Bon – fiati e ottoni
Blaž Celarec – percussioni
Laura Copiello – voce

Produzione

Massimiliano Sorrentini

Tracklist

1. Pat Garrett & Billy The End (Sorrentini)
2. Bugs (Sorrentini)
3. Neuenburgerstrasse (Gallo)
4. Elizabeth Dane (Sorrentini)
5. Sarabande (cello suite n. 5 – J.S. Bach)
6. Brighton Hill (Sorrentini)
7. Jena Plissken (Sorrentini, Bittolo Bon)
8. Program Zond (Sorrentini)
9. Goodbye Venezia (Gallo)
10. Electronic Peperoni (Gallo)

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