Gonoba “strikes back!” (2013)
Autore: Rok Klemše
Foto: Nina Grad
Luogo: Gromka, Metelkova, Lubiana
Data del concerto: 07.02.2013
Numero di spettatori: 120
Prezzo del biglietto: 3€
Spero che con il titolo dell’articolo non mi attirerò le ire e la rabbia della Disney, nuova proprietaria della licenza di Star Wars, ma non avrei potuto inventarmi un titolo rubato più azzeccato. Proprio come l’Impero, la macchina death/thrash di casa nostra, i Gonoba, ha annunciato di nuovo la sua marcia di conquista. Solo che al posto del cupo respiro asmatico, il loro arrivo sinistro è annunciato dal tonfo di zoccoli di cammello. Più di un anno fa i Gonoba avevano deluso tutti con la notizia dello scioglimento e del ritiro, che per fortuna era solo temporanea. Proprio alla vigilia della festa slovena della cultura la band ha pubblicato per la label di casa On Parole il secondo album in studio Endless Cycles, presentato in anteprima sul palco di Gromka. Questa »release party« era quindi anche l’annuncio del ritorno sui palchi dal vivo. Per questo era logico aspettarsi una buona affluenza, ma la sala stracolma ha probabilmente sorpreso tutti, comprese le due band in scena.
Come primi sono saliti sul palco alle dieci, se la memoria non mi inganna, anche loro dopo una lunga assenza dalle scene, i death/thrasher della Savinja Paragoria, un tempo noti come The Scourge. Già con il vecchio nome i ragazzi avevano pubblicato un ottimo demo, From the Ashes (2009), poi per un po’ erano spariti per risorgere dalle ceneri come Paragoria. Con questo nome il quartetto formato da Matjaž Parfant (voce, chitarra), Jernej Štorgelj (voce, basso), Primož Brezovnik (chitarra) e Matija Kadliček (batteria) sta creando nel proprio studio il tanto atteso debutto, e i pezzi che ci finiranno dentro i ragazzi li hanno presentati giovedì scorso. I Paragoria portano avanti la storia scritta dai The Scourge, cioè un death/thrash metal aggressivo e crudo, ma melodico, con la differenza che la nuova incarnazione della band ha aggiunto parecchi elementi moderni, strutture più complesse e, prima di tutto, riff »groove« belli grassi. Un muro sonoro davvero spesso e imponente i Paragoria l’hanno costruito con un doppio attacco vocale dinamico, eseguito molto bene, e ancora meglio con una sezione ritmica rombante e ben affiatata, tra passaggi di chitarra vari e duelli a due. A un’esecuzione buona, stavolta, purtroppo è mancata un po’ di vita da parte della band; so che gli zombie vanno di moda, ma la band avrebbe comunque potuto spremere più energia. Qualcosa in più dell’immobilità e un contatto migliore col pubblico avrebbero solo completato un’esperienza musicale già di alto livello.
Poi il culmine della serata di giovedì: il tanto atteso ritorno di una delle band più amate del metal di casa nostra, che più di un anno fa aveva gettato la spugna decisamente troppo presto. Ma un ritorno più bello, con un disco buono come Endless Cycles, probabilmente non si poteva immaginare. L’album è la prova solida che la band ha mantenuto tutti gli elementi essenziali di un death/thrash metal incisivo ed energico, che l’avevano fatta salire tra le migliori band metal nostrane, mentre la domanda più sensata era se dopo un anno di riposo avesse mantenuto anche l’energia live per cui era conosciuta. La risposta è quasi totalmente sì, eccome! I Gonoba hanno salutato il pubblico con un’intro strumentale che ha fatto capire cosa aspettarci. Una tempesta di death/thrash metal tecnico e nient’altro! È stato fantastico risentire dal vivo l’incredibile rombo delle linee di basso taglienti di Branimir e la stampede alla batteria di Koki, oltre ovviamente al tornado chitarristico del duo Mitja Prelovšek/Grega Kamenšek. Duelli di chitarra virtuosi e melodie contagiose non finivano più, peccato solo che il suono scadente abbia seppellito buona parte delle parti di chitarra. Nonostante ciò, è stato un piacere osservare la fusione totale soprattutto di Grega (e Branimir) con i rispettivi strumenti. I Gonoba non si possono ovviamente immaginare senza il pazzo frontman Hopsy, che mentre i Gonoba dormivano ha accumulato chilometri ed esperienza con i The Canyon Observer. Gli è servito, perché è diventato una vera bestia vocale e un frontman molto migliore e più sicuro di sé. Ha respinto con facilità le richieste del pubblico di pezzi più vecchi, perché il senso della serata di giovedì era l’album Endless Cycles. È vero che stavolta il pubblico ha reagito molto di più sui pezzi vecchi come Procreation, In Vain e Fall of Mankind, ma è vero anche che la maggior parte dell’album, uscito proprio il giorno del concerto, non l’aveva ancora sentita per intero. Credo che in futuro sarà diverso, perché tutti i pezzi hanno la forza di un calcio rotante di Chuck Norris. Soprattutto, di concerto in concerto la band sarà più affiatata; stavolta, dopo un anno di stop, senza qualche sbavatura e qualche stecca non si poteva. Nonostante il suono scadente, che non ha tirato fuori da nessuna delle due band tutto ciò di cui sono capaci, l’importante è che i Paragoria hanno dimostrato di nascondere un bel po’ di potenziale, e forse ancora di più che il ritorno dei Gonoba è riuscito più che bene e che abbiamo riavuto una delle migliori band di casa nostra. Sia con il nuovo disco che con i concerti!
Scaletta
GONOBA:
1. Endless Cycles
2. Existence Denied
3. Awareness
4. Procreation
5. Between the Lies
7. Rational Conclusion
8. In Vain
9. Blame Game
10. Fall Of Mankind
11. As Bridges Fall
12. Camel Metal
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