Gospodar torna in trionfo all’Ortofest (2013)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Lubiana / Orto bar / Slovenia
Data del concerto: 23.04.2013
Numero di spettatori: 180
Prezzo del biglietto: 8,00€ / 12,00€

Gli Avtomobili sono una leggendaria band art rock slovena. Il loro catalogo di materiale originale è così potente, ma davvero potente, che ogni volta che lo portano sul palco non riesci a scegliere il pezzo preferito. Appena ne scegli uno, fai un torto a quello dopo (o a quello prima) in scaletta.

Più di trent’anni in sella, più di trent’anni tra i nomi più in vista della mappa del rock sloveno e una band che negli anni Ottanta e Novanta ha plasmato il volto del mainstream sloveno, e anche jugoslavo. Gli Avtomobili non invecchiano. Maturano e basta. Il nuovo album »Pozna pomlad« – la recensione di RockLine la trovi QUI – ha portato nuova dinamite creativa, che spinge il motore degli Avtomobili sempre più avanti! Eppure resta la sensazione che, in tutti questi anni di resistenza e di ottimi pezzi e dischi consegnati al popolo, la band non abbia ancora ricevuto dal proprio paese il riconoscimento che merita per la sua arte. Band così importanti per preservare la tradizione e l’eredità della cultura rock slovena, come nel nostro caso gli Avtomobili, in altri paesi vengono premiate con almeno una serie di francobolli. Almeno quello. Il Canada ha protetto la musica dei Rush con un decreto speciale, come una sorta di monumento culturale. Di recente è uscito un francobollo con la copertina del loro album di maggior successo, »Moving Pictures« (1981). E la Repubblica di Slovenia? Sarà mai in grado di riconoscere il valore e la qualità della musica rock dei propri artisti? Parlo di qualità, non di raccomandazioni e di amicizie. Ecco, appunto. Meglio chiudere qui questo ragionamento. Da qualche parte, un giorno, su un altro pianeta, dove il mondo sarà gentile e onesto.

Un nuovo concerto e una nuova esperienza piena di momenti bellissimi, che ti staccano per un attimo dalle croci di ogni giorno. Questo è un incontro con gli Avtomobili. Ancora una volta. Per il secondo anno di fila, nell’ambito dell’Ortofest, gli Avtomobili hanno riempito l’Orto bar fino all’ultimo angolino. Solo nel 2009 il bilancio era stato un po’ più magro: allora l’Orto bar si era riempito appena a metà. La band si porta la cronologia dell’Orto bar nel mignolo della mano sinistra. Il concerto è iniziato alle dieci e un quarto di sera ed è finito alle dodici in punto, bis compreso. Nel rispetto dei protocolli richiesti, insomma. Anche un dettaglio così, per quanto di poco conto, dice qualcosa della ricca esperienza della band.

La band, che lo scorso ottobre ha pubblicato il nuovo album in studio »Pozna pomlad«, ha aperto il concerto proprio in questo stile. Con il brano Bar pozabe, che per orecchie abituate agli evergreen è una sorpresa a modo suo. Un pezzo cupo, che costruisce, costruisce, costruisce l’atmosfera lentamente e la porta con calcolo, in tensione crescente, fino al crescendo del ritornello, dove il rock tuona come si deve.

Forte. All’inizio troppo forte. Il classicismo dei primordi di Ona nosi uniformu reggeva ancora in qualche modo quell’impostazione, ma dava fastidio un leggero fruscio nel suono un po’ maldestro dell’evergreen Drugačno nebo. Poi, durante Kaj si hotel, ottimo brano nuovo dell’album »Pozna pomlad«, il fonico ha avuto pietà delle orecchie più esigenti e per l’evergreen successivo, che richiede una raffinatezza particolare nell’esecuzione – cioè Gorica – ha preparato un suono equilibrato. E così è rimasto nella sala fino alla fine del concerto.

Se un concerto riesce, vuol dire che ha risvegliato emozioni sincere. Nel messaggio musicale della band, come nei cuori del pubblico. E anche stavolta è andata così. La gente si è staccata dalla realtà, e si sono scatenate anche tutte le ragazze che sono uscite sui tacchi alti per buttarsi finalmente nella vita notturna, contribuendo non poco a riempire il locale. La primavera è davvero arrivata, evidentemente. È l’artisticità unica degli Avtomobili a richiamare la gente. Riescono alla grande a incrociare la figura di una melodia seducente con la “firma” inconfondibile della loro musica, che attira anche l’attenzione degli ascoltatori più esigenti.

Un quintetto di musicisti da urlo, guidato dagli indistruttibili fratelli Vuksanovič, che fa il suo mestiere in modo magistrale. Nel gioco della band spicca l’affiatamento straordinario dei cinque, ma anche il lavoro di ciascun singolo. Gli arrangiamenti degli evergreen sono arricchiti da passaggi di raccordo, ulteriormente rifiniti e conditi da inserti improvvisati che con la loro nobiltà esecutiva hanno di nuovo impressionato in pieno, soprattutto nei finali. A completarli con raffinatezza, con la loro costruzione musicale stratificata e un’esecuzione estremamente brillante, ci hanno pensato Booshee e David Morgan. Proprio grazie a loro oggi gli Avtomobili suonano ancora più artisticamente provocatori, perché ci sono molte figure che portano la storia musicale a un livello ancora più maturo, fino a sfiorare il jazz. Il calore delle linee di basso aggiunge quella qualità da elegante impianto funk che negli anni ha contagiato l’immagine live del repertorio di ferro, e soprattutto dei pezzi originali più recenti dell’album »Pozna pomlad«.

Grazie a Dio. Finalmente una band slovena che non ha bisogno di suonare cover per riempire l’Orto bar! La partecipazione del pubblico non è certo mancata, e soprattutto non sono passati inosservati i magistrali inserti di David Morgan e Booshee. Gli Avtomobili sono un vero piacere da guardare. Puntano al perfezionismo, e questo desiderio è così evidente nella band che anche i comuni appassionati di musica si ritrovano davanti una perfezione esecutiva da palco. Semplicemente suonano in modo fantastico. E difficilmente qualcosa li fa uscire dai binari. I ritornelli degli evergreen chiamavano il pubblico a unirsi in automatico! Questo lavoro sottile del quintetto, tutte le finezze, i movimenti da filigrana, tutto è stato messo ancora più in risalto nell’intimità del locale.

E chi è riuscito a incrociare con successo il rock sloveno con il reggae, o a rivestire l’intro di un brano… Ehm, cerco di essere banalmente chiaro – diciamo Roxanne (The Police) – trasformandolo in un proprio derivato? Gli Avtomobili e la loro Gospodar!  Ed è stato di nuovo divertente quando il pubblico voleva (come sempre) buttarsi troppo presto nel ritornello, mentre Marko doveva cantare ancora una strofa.

La serata è volata in un attimo. L’esperienza dal vivo con gli Avtomobili ha confermato ancora una volta che dei loro concerti non ti stanchi mai e non ne hai mai abbastanza. La loro opera resta un capolavoro senza tempo. Né più né meno. Vale quindi la pena dare di nuovo un’occhiata al calendario di quest’anno, per vedere dove sarà la prossima data della band.

Scaletta

  1. Bar pozabe
  2. Ona nosi uniformu
  3. Drugačno nebo
  4. Kaj si hotel
  5. Gorica
  6. Skozi leta
  7. Poslušaj
  8. Prljavi jezik
  9. Ljubezen ne stanuje tu
  10. Navaden dan
  11. Argentina
  12. Hvala za pisma
  13. Netopir pod srajco
  14. Sama
  15. Proti luni
  16. April
  17. Enkrat v življenju
  18. Enakonočje
  19. Gospodar
  20. V mrzlih dvoranah
    —bis—
  21.  Nekaj let
  22. Bar pozabe

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