Gravity Divine

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Autore: Rok Klemše

Artista: Sabaium
Uscita: 2006

È curioso che, quando si parla dei Sabaium, il gothic metal salti fuori sempre nella stessa frase. Il loro terzo disco Gravity Divine porta tutto fuorché gothic metal: l’unica cosa che ricorda anche solo vagamente quel genere sono le tastiere atmosferiche di Vesna Kupčič. Gravity Divine è anche il sesto disco della band, visto che, prima di ribattezzarsi Sabaium nel 1997, si chiamavano Catacomb e Decayed Catacomb.

Nel 2004, dopo l’addio del batterista Milko, vera forza trainante del gruppo, la band è quasi andata in pezzi. Con l’arrivo del nuovo batterista Jure Hadler e del chitarrista Leon Svilar il sole ha ricominciato a splendere anche per i Sabaium, e Gravity Divine è uscito in autoproduzione.

Gravity Divine propone uno sguardo molto groovy sul death metal melodico, con una valanga di tastiere atmosferiche sullo sfondo. Ogni pezzo avanza su un binario metodico e non esce mai dalla formula collaudata, se escludiamo qualche momento di beat veloci con la doppia cassa e le sporadiche incursioni delle tastiere in primo piano. Il disco, nel complesso, sembra privo di vita, senz’anima e mai abbastanza importante da cambiare, anche solo di un filo, il corso dell’album.

Riff grossi, “chuga-chuga”, si intrecciano con una voce doppia che passa da un growl di media profondità a qualche urlo acuto qua e là. Ogni tanto alla miscela mediocre si aggiungono dei “mezzi assoli” e qualche lead di chitarra più morbida, ma purtroppo questi momenti sono davvero rarissimi.

Anche se Gravity Divine è difficile da incasellare in un solo genere – si potrebbe dire che va dal black al death metal melodico fino al gothic metal – non è difficile arrivare alla conclusione che il disco sia estremamente noioso e fiacco. Praticamente non c’è un momento che ti faccia esaltare o ti metta di buon umore. Solo con il decimo pezzo, Saintlike Sinner, posso dire che qualcosa si imprime almeno nella memoria a medio termine. Detto questo, si può concludere che Gravity Divine sia un album molto focalizzato: i Sabaium sono sicurissimi di come vogliono che suoni il disco e della strada che vogliono prendere. Secondo me, però, quella strada non li porterà lontano. Comunque, i Sabaium stanno già preparando piano piano il nuovo disco, con il nuovo chitarrista Jure Vandur, e spero che sia migliore di Gravity Divine.

Formazione

David Kupčič – voce, chitarra
Vesna Kupčič – tastiere
Aleš Šketa – basso
Leon Svilar – chitarra
Jure Hadler – batteria

Produzione

Sabaium

Tracklist

1. Sound of Void
2. Moonlight Child
3. Astral Passage
4. Divine Gravity
5. Phases of Angels
6. Quest Within
7. End of Days
8. The Night Before
9. Cradle Borned Curse
10. Saintlike Sinner
11. Mephisto’s Dance

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