Greenslade
Artista: Greenslade
Etichetta: Warner Bros. Records
Uscita: 1973
Voto: 4.4/5
Dei Greenslade si potrebbe probabilmente dire che sono un supergruppo, cioè una band fatta solo di maestri dei propri strumenti. Quando uscì questo album (il debutto), i membri erano Dave Greenslade, Tony Reeves, Dave Lawson e Andrew McCulloch. Tranne Lawson, tutti si portavano dietro un pedigree eccezionale nel rock. Greenslade e Reeves avevano suonato nei Colosseum, formazione di culto e innovativa, McCulloch era fino ad allora famoso soprattutto per aver suonato la batteria su Lizard dei King Crimson, mentre Lawson veniva dagli Spider.
Visto che sia Greenslade che Reeves arrivavano dai Colosseum, con le loro radici nel jazz-rock di matrice blues, questo disco avrà probabilmente sorpreso un sacco di gente, magari convinta di trovarsi davanti una band simile ai Colosseum. L’album è infatti per lo più sinfonico, con una bella dose di elementi tipici del genere. La musica ricorda molto di più gli Emerson, Lake and Palmer (se Emerson non fosse stato così ossessionato dal “farsi le seghe” sugli strumenti) che non la band precedente di Greenslade e Reeves.
Feathered Friends ti fa già capire che suono avrà il disco. È piena di inserti di tastiera, con una batteria e un basso eccellenti. In più, anche il testo è davvero interessante, e un cantante di qualità lo interpreta alla grande. An English Western è un brano strumentale breve scritto da Greenslade. Anche qui la musica è piacevolissima all’ascolto e accessibile, e non mancano i ricchi suoni di tastiera (mellotron, clavinet). The Drowning Man è una delle poche creazioni in cui Dave Greenslade si è occupato in prima persona del testo. Peccato che non abbia preso in mano la penna più spesso, perché padroneggia bene la metafora e gli elementi poetici. Mi dispiace ancora di più perché Lawson aveva la mania di scrivere testi romantici, che rischiano di diventare in un attimo sdolcinati o noiosi. Come Feathered Friends, anche Temple Song parla di sensibilizzare la gente sull’ambiente (almeno secondo la mia interpretazione). Qui la cosa più interessante è il clavinet, presente dall’inizio alla fine, insieme ai campanellini di McCulloch. In realtà nel pezzo ci sono giusto un paio di melodie e un assolo, ma resta comunque una canzone che puoi ascoltare all’infinito.
La seconda parte dell’album parte con Melange, creazione collettiva di Reeves, Greenslade e Lawson. Reeves tira fuori linee di basso eccezionali, mentre Lawson e Greenslade fanno in modo che le tastiere, varie e assortite, siano usate al meglio. Come sempre la batteria di McCulloch è precisa e rifinita. Anche se What Are You Doing to Me è una di quelle maledette canzoni con il testo romantico, a me piace. Il testo è divertente e sbarazzino, pieno di doppi sensi e di umorismo sarcastico. Nelle canzoni romantiche successive a Lawson non è mai riuscito questo tipo di umorismo intelligente, anche se si vedeva lontano un miglio che ci provava. L’album si chiude con quella che forse è la traccia migliore. Sundance parte con una bella ouverture di pianoforte che ricorda la musica classica, poi si uniscono gli altri strumenti e il pezzo prende vita. Alla fine un pianoforte solitario ci canta di nuovo un lamento e ci saluta.
Magari i Greenslade non suonano il prog rock più difficile dal punto di vista tecnico, e a qualcuno le loro composizioni possono sembrare troppo semplici, ma a me la loro musica sembra meravigliosa. Forse non sarà davvero “importante”, perché non mostrano niente di nuovo, ma per me il loro stile di composizione melodico e il modo in cui mescolano generi che mi stanno a cuore (rock, classica, jazz e ogni tanto anche blues) è semplicemente adorabile. Si ha l’impressione che i pezzi siano stati scritti con il cuore e con l’anima, e non seguendo la ricetta secondo cui in un brano devono esserci almeno quindici melodie diverse che cambiano a raffica. Ma nonostante siano melodici, la musica è tutt’altro che semplice. Ci sono un sacco di svolte, colpi di scena e altre cose per cui continuerete a tornare su questo disco. Mi sembra che non abbia punti deboli. I testi sono buoni e abbastanza vari (a differenza di Bedside Manners Are Extra), basso e batteria sono ottimi, e le doppie tastiere di Greenslade e Lawson sono una vera prelibatezza. Forse l’unico difetto è il clavinet. A volte non c’entra con la musica, perché suona come un giocattolo, ma in certi momenti sembra insostituibile.
Devo sottolineare anche che la copertina dell’album è bellissima. Del resto non c’è da stupirsi, se ti dico che l’ha realizzata Roger Dean, il celebre artista che ha fatto le copertine anche per Yes, Asia, Badger, Osibisa, …
Per me, uno dei migliori album di rock sinfonico in assoluto.
Formazione
Dave Greenslade – tastiere
Dave Lawson – tastiere, voce
Tony Reeves – basso
Andrew McCulluch – batteria, percussioni
Produzione
Tony Reeves, Dave Greenslade, Stuart Taylor
Tracklist
1. Feather Friends 6:42
2. An english Western 3:25
3. Drowning Man 6:40
4. Temple Song 3:32
5. Mélange 7:27
6. What are you Doing to Me 4:40
7. Sundance 8:45
Durata dell’album: 41:11