HammerFall: Dominion

0 314

Etichetta: Napalm Records
Data di uscita: 16.08.2019
Produzione: James Michael, Oscar Dronjak & Pontus Norgren
Durata dell’album: 50.30 min
Genere: Power Metal
Voto: 7.5 / 10


Ormai gli HammerFall sono praticamente nella schiera delle leggende del power metal. Gli inflessibili scandinavi di Göteborg sono in giro dal 1993, e il loro debutto «Glory To The Brave», uscito nel 1996, all’epoca fu un contrappeso importante al dilagante assalto dei rami estremi del metal: riportando in vita i principi della vecchia scuola nell’approccio alle parti melodiche, in un certo senso aiutò a ristabilire l’equilibrio. Dopo che gli HammerFall, col loro coraggio, trovarono il favore delle etichette, infatti, seguirono tante nuove band, e anche vecchie (e di culto) metal band che negli anni Novanta avevano per lo più vivacchiato.

Comunque sia, gli HammerFall si sono rivelati una band di qualità altissima, altrimenti non sarebbero sopravvissuti fino al loro undicesimo, ma proprio undicesimo album in studio, che hanno chiamato «Dominion». Sono ottimi compositori e si è sempre saputo che gli HammerFall sanno piazzare un buon riff in un pezzo e infondergli la cosa più importante: quella bombasticità epica e quella voracità che, a livello di musicalità, accende al primo colpo.

Diciamocelo: gli HammerFall non sorprendono più. Ormai da un bel po’. Restano saldamente in sella al loro territorio musicale e alla direzione che padroneggiano, le sono fedeli e quindi fedeli ai propri ascoltatori. Hanno una fortuna pazzesca: la voce del cantante Joacim Cans è così «maledettamente» riconoscibile e unica. Gli basta aprire bocca e capisci subito che sono gli HammerFall. Nuovi o vecchi che siano. Cans continua a essere un vocalist penetrante e dominante. Marcatissimo. Che ridere quando la band ogni tanto prova a restaurare il principio compositivo della title track del debutto, oggi considerata un classico di culto. Stavolta nel nuovo album quel pezzo è Second To None. Ci sono di nuovo riff contagiosi sopra una galoppata ritmica più veloce, quelli che già sul debutto accendevano, come per esempio in Scars Of Generation, che strizza l’occhio a Metal Age, mentre la conclusiva Chain Of Command porta uno dei riff più interessanti dell’album ed è impostata, all’inizio del ritornello, in modo tale che se ne potrebbe far derivare anche il ritornello di Hearts On Fire. «Dominion» è al 100% un album degli HammerFall. Di sicuro lo è, perché ricorda mosse già fatte in passato, ma gli HammerFall non esagerano e sono riusciti ancora una volta a reimpacchettare le nuove idee in modo da dare al nuovo lavoro abbastanza freschezza e trovate ingegnose da non poter affatto definire «Dominion» una copia mediocre, ma anzi un ottimo album, che nella discografia della band sta a testa alta accanto ai suoi fratelli maggiori e garantisce al gruppo, anche in tempi nuovi, un’alta simpatia da parte dei fan. Per nulla inferiore al predecessore «Built To Last». Tra i pezzi interessanti, ovvero i momenti dell’album che si discostano dalla ricetta generale, c’è senz’altro (We Make) Sweden Rock, che non è proprio tipica dello stile compositivo degli HammerFall, ma qui la band cercava un’«inno» speciale, e dal punto di vista dell’arrangiamento le è riuscito incredibilmente bene. Il pezzo accende già nelle sue intenzioni di partenza! È infatti un omaggio alle band che hanno ispirato gli HammerFall a diventare quello che sono diventati. Il brano Dead By Down esprime l’ispirazione dai vecchi, cari Accept degli anni Ottanta e piazza uno dei riff più elementari dell’album.

Il nuovo album della band accontenterà senza dubbio tutti i fedelissimi, anche se mostra segni di stanchezza creativa. Non tutti i pezzi mantengono lo stesso livello di qualità lungo l’album. Ci sono degli alti e bassi, ma questo non toglie all’album i punti di forza essenziali per poterlo in qualche modo dichiarare un passo falso. Gli HammerFall non hanno deluso. Restano fedeli alla loro formula collaudata, solo che una volta è più convincente, un’altra un po’ meno. L’album non diventerà mai un classico, e non è nemmeno quello il suo scopo, ma è una continuazione credibile del cammino di una band che non si ferma e continua a tener testa a tutto. Per fortuna c’è lo straordinario Pontus Norgren in agguato con assoli eccezionali. «Dominion» è comunque, in tutto e per tutto, un vero album degli HammerFall. Dalla testa ai piedi. Non accende quanto potrebbe e qualche riserva c’è, ma come detto. I fan della band lo afferreranno di sicuro a due mani.

Tracklist:
01. Never Forgive, Never Forget
02. Dominion
03. Testify
04. One Against The World
05. (We Make) Sweden Rock
06. Second To One
07. Scars Of A Generation
08. Dead By Dawn
09. Battleworn
10. Bloodline
11. Chain Of Command
12. And Yet I Smile

Formazione:
Joacim Cans – voce
Oscar Dronjak – chitarra
Pontus Norgren – chitarra
Fredrik Larsson – basso
David Wallin – batteria


https://www.youtube.com/watch?v=Z6gqPrgvgUI
HammerFall – Dominion (video ufficiale)
https://www.youtube.com/watch?v=sLbXPjiWKXE
HammerFall – One Against The World (video live ufficiale)
https://www.youtube.com/watch?v=JbJNccQaKzs
HammerFall – (We Make) Sweden Rock (video ufficiale)
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie