Harem Scarem – sbalzi d’umore a ritmo di rock (2013)

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Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Jernej Vene, Aleš Podbrežnik

Luogo: Trieste / Macaki klub / Italia
Data dell’intervista: 31.10.2013

Darren James Smith è il batterista degli ottimi hard rocker melodici canadesi Harem Scarem. La band aveva già annunciato il ritiro ufficiale dopo aver pubblicato nel 2008 il suo album di addio in studio, “Hope”. Ma dopo le richieste quasi “furiose” dei fan di tutto il mondo, all’inizio di quest’anno questi signori del rock melodico hanno rimesso in moto la macchina e hanno deciso di registrare ancora una volta il loro album classico “Mood Swings”. Così, a ottobre di quest’anno, è uscito in versione aggiornata e con il titolo “Mood Swings II.”! Gli Harem Scarem si sono quindi lanciati in un nuovo tour europeo. La fortuna ha sorriso anche ai fan sloveni della band: il quartetto di Toronto, rodatissimo, si è fermato anche a Trieste, dove siamo riusciti a intercettare per qualche minuto Darren, che poco prima del concerto ha scambiato due parole e qualche pensiero con RockLine.

RockLine: Gli Harem Scarem si sono riattivati, dopo che cinque anni fa avevate dichiarato ufficialmente il ritiro della band?
Darren: Sì, sì. È vero. Se parlo solo per me, in realtà sono tornato negli Harem Scarem dopo vent’anni. Un tour esattamente così lo avevamo fatto già vent’anni fa, mentre l’ultimo concerto che avevo suonato con gli Harem Scarem prima di questo tour risale a ben 14 anni fa. Anche dopo che ho lasciato la band siamo rimasti sempre amici e in contatto. E poi compaio in ogni album degli Harem Scarem. Forse ne ho saltati solo uno o due. Sono davvero felice che siamo di nuovo insieme. Ci stiamo divertendo da matti.

RockLine: Quest’anno avete suonato anche al celebre Firefest di Nottingham, in Inghilterra. Che impressioni ti ha lasciato?
Darren: Ah. Era una follia. Tre giorni di festa pazza, un sacco di alcol. Era il weekend e, ovviamente, il momento per staccare del tutto. Un casino totale. Ci hanno invitati come headliner della serata. È stata un’esperienza speciale.

RockLine: Avete appena ripubblicato il vostro album in studio classico »Mood Swings«: l’avete registrato completamente da capo e gli avete cambiato un pochino il titolo, ora si chiama »Mood Swings II.«?
Darren: Sì. Per riottenere i diritti d’autore sul materiale, perché l’etichetta con cui avevamo pubblicato l’album negli anni Novanta non ne voleva sapere di restituirceli.

RockLine: Come vi siete messi al lavoro su questo progetto? Com’è andato il processo?
Darren: In pratica non volevamo cambiare niente. Volevamo avvicinarci il più possibile all’originale uscito negli anni Novanta. Allo stesso tempo, però, non volevamo che avesse un suono datato. Quindi ci siamo adattati alla tecnologia moderna da studio. Direi che volevamo aggiungere ancora più vitalità: stavolta in studio la band ha davvero respirato come un corpo unico. Tutti e quattro i membri. È uno degli album più importanti della nostra carriera e anche i nostri fan più accaniti si aspettano di sentire questi pezzi dal vivo. Adesso è molto più facile costruire la scaletta dei concerti. Non dobbiamo farci troppi problemi. Amiamo tutti questo album perché sappiamo quanto sono forti le canzoni. Per questo abbiamo deciso di suonarlo per intero in questo tour.

RockLine: Tutto d’un fiato?
Darren: Suoniamo l’album per intero. Ma non nell’ordine delle tracce. Abbiamo mischiato i pezzi in scaletta, così saltiamo da un periodo all’altro di tutta la nostra carriera.

RockLine: Quali sono le tue influenze musicali? Cosa ti ha ispirato già da ragazzino a decidere di fare il musicista, nel tuo caso il batterista?
Darren: Hmm…. Oggi in realtà è un pezzo che non suono più solo la batteria. Suono tutti gli strumenti e canto anche parecchio. Prima di questo tour sono volato a Las Vegas per girare un video per i Red Dragon Cartel, la nuova band di Jackie E. Lee. Quindi collaboro anche al prossimo album in studio di questa sua nuova formazione. Poi suono negli Heavens Fire, dove canto. L’album che abbiamo già registrato e che sta per uscire si intitola »Judgement Day« ed è molto più duro e tirato di quello che facciamo oggi con gli Harem Scarem. Per quell’album ho scritto tutto io e ho cantato io tutte le parti vocali principali, quindi ne sono molto orgoglioso. Ho messo la voce, ma come seconda voce, anche nell’album dei First Signal uscito nel 2010. Sulle influenze è difficile risponderti con precisione. Mi piace tutta la musica. Dal punk alla classica, dal funk al Motown e così via. Faccio fatica a scegliere un genere da mettere al primo posto e dire che è il mio preferito. Almeno per quanto mi riguarda, è praticamente impossibile.

RockLine: Il tuo grande talento vocale è stato sfruttato anche dagli Harem Scarem su »Mood Swings«, dove canti la voce principale di Sentimental Boulevard?
Darren: Sì. Anche stavolta ho messo la voce su questo pezzo, quando abbiamo registrato di nuovo l’album per la ripubblicazione. Ed è anche l’unico mio contributo al processo di re-incisione di »Mood Swings«.

RockLine: Quindi, voi Harem Scarem state pensando di registrare e pubblicare ancora un album in studio?
Darren: Ne parliamo, ne parliamo. Quando penso a com’è la vita oggi di ognuno di noi, so che non possiamo smettere di fare dischi. Tutti e quattro siamo dentro un sacco di progetti. Siamo sempre attivi musicalmente. Quindi continuerà a succedere. Ma non posso ancora dirti con certezza che faremo insieme anche il prossimo album degli Harem Scarem.

RockLine: Hai pubblicato anche un album solista.
Darren: Sì. Ma era dieci anni fa. All’inizio doveva chiamarsi Black Star, poi l’etichetta ha deciso di farlo uscire con il nome Darren James Smith.

RockLine: E qual è il prossimo passo per gli Harem Scarem, nell’immediato futuro?
Darren: È difficile dirti se continuerò. Se il tempo me lo permette, sì, ma ho un contratto di dieci anni con i Red Dragon Cartel e da ora in poi sarà quella la band su cui mi concentrerò al 100% per le mie attività musicali. Vedremo cosa porterà il tempo.

RockLine: Come vivi oggi la popolarità degli Harem Scarem?
Darren: Evidentemente il rock melodico non è ancora morto. Certo, non è più popolare come una volta, ma insomma. All’epoca, negli anni Novanta, il »grunge« ci ha spazzati via tutti, cioè tutti quelli con i bei capelloni lunghi, ah ah ah… Ci ha quasi distrutti del tutto. In quel periodo non ero nemmeno sorpreso dalla situazione. Mi ci facevo solo una risata. Ero semplicemente costretto ad adattarmi. Ho cominciato a occuparmi di altri progetti. Ho iniziato a suonare la chitarra con più impegno e a cantare molto di più. La batteria, prima di questo tour, non l’avevo toccata per una decina d’anni. In pratica ho dovuto reimparare da zero. Ma a quanto pare oggi sono rimasti comunque così tanti appassionati di rock melodico che vogliono vederci sul palco da rendere possibile anche solo pensare a un nuovo tour. Ed eccoci qua.

RockLine: Il Canada è sempre stato considerato una fucina di ottime band di rock melodico?
Darren: Sì, sì. Tutte quelle band, Honeymoon Suite, Loverboy, Brighton Rock e così via. Suonano in giro per il Canada di continuo. Ancora oggi. E poi non devo dimenticare il mio grande amico Nick Walsh e i suoi Slik Toxic, e anche la fenomenale band Famous Underground. Anche loro vengono da Toronto, proprio come gli Harem Scarem. Come vedi siamo ancora tutti qui e calciamo più forte di quanto penseresti. Almeno per ora, ah, ah, ah,…

RockLine: Negli anni Novanta per gli Harem Scarem erano tempi duri, come hai già detto tu. Avete cambiato per un periodo il nome da Harem Scarem a Rubber. Perché?
Darren: Ripensandoci, è stata una mossa sbagliata. Volevamo sopravvivere, volevamo adattarci, scappare da quei bei capelli lunghi. Oltre al nome della band abbiamo cambiato anche stile musicale. Ma quella mossa non ci ha ripagati in nessun modo. Il rock melodico allora aveva perso praticamente tutta la sua popolarità e così abbiamo perso la bussola. Non sapevamo più cosa fare.

RockLine: Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro concerto di stasera a Trieste?
Darren: Una vera bomba di adrenalina! Piena di sudore ed energia. Niente di meno.

RockLine: Vuoi aggiungere qualcosa di importante per chiudere?
Darren: Vorrei ringraziare tutti gli amanti del rock melodico che non avete perso la fede. Senza di voi questo tour degli Harem Scarem non sarebbe stato possibile, e di sicuro anche la scena non avrebbe retto così a lungo come ha fatto.

traduzione e cura: Aleš Podbrežnik
foto: Aleš Podbrežnik e Jernej Vene

Il reportage di RockLine dal concerto degli Harem Scarem (band di supporto i Perfect View dalla città italiana di Modena) del 31.10.2013 al club Macaki di Trieste lo puoi leggere per intero QUI!

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