Heads Or Tales Live
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Saga
Etichetta: Ear Music Records
Uscita: 2011
Durata: 42:50
Voto: 4.5/5
“Heads Or Tales” è un album che occupa un posto speciale nel cuore di tutti gli appassionati dei leggendari rocker progressive canadesi Saga, che all’epoca erano all’apice delle loro forze creative e della loro fama commerciale. Ma probabilmente in pochi avrebbero immaginato che, quasi trent’anni dopo la sua uscita, i loro beniamini avrebbero suonato dal vivo tutto il capolavoro del 1983. La scelta di portare sul palco “Heads Or Tales” per intero è ancora più sorprendente se pensi che i Saga, dal 2008, cioè dal periodo in cui hanno pubblicato l’album in studio “The Human Condition” (2009), fino al 2010 erano nel pieno di un radicale rimescolamento della formazione.
Il cantante storico e membro fondatore Michael Sadler aveva deciso di dedicarsi alla famiglia a tempo indeterminato, e al suo posto era arrivato l’ex cantante dei Final Frontier, Rob Moratti. Quest’ultimo, pur essendo un talento vocale eccezionale, si è ritrovato con il compito ingratissimo di sostituire l’insostituibile Sadler, senza dubbio il carisma e il marchio di fabbrica di questo gruppo unico di Oakville. Come c’era da aspettarsi, il periodo non è durato a lungo e già all’inizio del 2011 Michael è tornato dai vecchi compagni, con grande gioia della maggior parte dei fan, mentre Rob si è congedato in modo amichevole dai fratelli Crichton, dal tastierista Jim Gilmour e dal batterista Brian Doerner per dedicarsi alla carriera solista.
I Saga sono noti da tempo per i loro album dal vivo fuori dall’ordinario. Nel 2005, per esempio, hanno pubblicato “Chapters Live”, in cui hanno suonato l’intera serie di brani concettuali chiamati ‘chapters’, che mettono insieme la saga fantascientifica sul furto del cervello di Einstein. Poi, nel 2007, hanno fatto felici tutti i fan di lunga data con “Worlds Aprat Revisited”, in cui hanno eseguito per intero il capolavoro “Worlds Apart” (1981). In queste uscite live parecchie versioni dei classici sono risultate perfino più interessanti e d’impatto che in studio. Con “Heads Or Tales Live” non cambia nulla, anche se sarebbe del tutto sbagliato, se non quasi blasfemo, sostenere che Moratti nell’interpretazione dei classici si sia messo sullo stesso piano di Sadler e che di quest’ultimo non si senta la mancanza. Rob ha infatti un timbro quasi completamente diverso, spiccatamente melodico e rock, e la sua scelta di non provare a imitare il celebre predecessore, vocalmente senza dubbio molto più versatile, si è rivelata quella giusta.
Gli standard di “Heads Or Tales” rivivono così sotto una luce del tutto diversa, a partire dall’hit di apertura “The Flyer”, uno dei classici più amati nella storia della band. Questo pezzo senza tempo sembra fatto apposta per la voce di Rob, quindi non sorprende che sia stato proprio lui ad aprire i concerti del tour di “The Human Condition”. Inutile poi dire che i suoi compagni strumentisti se la cavano alla grande con l’interpretazione di brani che non suonavano su un palco da una vita. È un vero piacere, per esempio, risentire dal vivo dopo tanto tempo uno sempreverde dimenticato come “Cat Walk”, dove riescono ogni volta a incantare con le multiarmonie dei sintetizzatori e con il gran finale di chitarra solista, dominio di Ian Crichton.
Anche “The Sound Of Strangers”, che per il tempo più lento e il testo piuttosto ripetitivo è forse il pezzo meno interessante di tutto “Heads Or Tales”, nell’interpretazione di Rob viene fuori benissimo. La epica “The Writing” nella versione rinnovata è da leccarsi i baffi, anche se resta uno di quei classici che è praticamente impossibile immaginare senza il contributo di Sadler. Nella complessa ballata “Intermission”, come previsto, si calmano parecchio grazie a un’atmosfera carica di elettricità, di cui è in parte responsabile anche il pubblico scatenato, e si abbandonano a una sottigliezza malinconica totale. Il ‘sognare a occhi aperti’ viene poi interrotto con ottimo tempismo dalla martellante e accelerata “Social Orphan”.
Il breve antipasto “The Vendetta (Still Helpless)” è soprattutto un’occasione per giocare con spiritose texture di sintetizzatore e l’ouverture di uno dei momenti più alti di questo live. È quel momento solenne, quasi sacro, in cui il tastierista di lunga data Jim Gilmour prende in mano la parte vocale sulla brillante ballata “Scratching the Surface”, uno dei pochi classici di “Heads Or Tales” che praticamente non può mancare in nessun concerto dei Saga. L’esecuzione live di tutto “Heads Or Tales” si chiude con la brillante prelibatezza art rock “The Pitchman”, dove dimostrano ancora una volta perché da sempre sono considerati fra i più abili costruttori di ponti tra il prog rock e l’AOR.
Il vero valore di “Heads Or Tales Live” verrà riconosciuto solo fra una manciata di anni, ma già oggi è un documento live a suo modo unico di un’era breve nella storia delle leggende del prog rock canadese, quando per la prima volta hanno dovuto arrangiarsi come meglio potevano con un secondo cantante e convincere i fan di lunga data che non c’era stato nessun cambiamento radicale nella visione creativa di sempre. Parecchi fan storici, o meglio i tradizionalisti, davanti a questo ottimo documento live faranno comunque notare con una punta di acidità che con Sadler sarebbe stato tutto ancora meglio, ma il vero valore dell’intera registrazione sta proprio nella sua unicità, quasi esotica, che la voce di Moratti ha portato nei classici dei Saga di lunga data.
Formazione
Rob Moratti – voce
Ian Crichton – chitarra
Jim Crichton – basso
Jim Gilmour – tastiere
Brian Doerner – batteria
Produzione
Saga
Tracklist
1. Intro (1:43)
2. The Flyer (4:03)
3. Cat Walk (4:21)
4. The Sound Of Strangers (3:55)
5. The Writing (4:06)
6. Intermission (6:14)
7. Social Orphan (3:27)
8. The Vendetta (Still Helpless) (1:56)
9. Scratching The Surface (5:17)
10. The Pitchman (7:03)