Helloween e Gamma Ray – rock infernale al Kino Šiška! (2013)

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Luogo: Lubiana / CUK Kino Šiška / Slovenia
Data: lunedì, 18.03.2013


Poco dopo le otto, davanti a un pubblico sorprendentemente nutrito, sono saliti sul palco i brasiliani Shadowside, che hanno mostrato come l’unica cosa esotica di loro sia il fatto di venire dal Brasile e di avere la cantante Dani Nolden al comando. Nel loro set di quaranta minuti, decisamente troppo lungo, gli Shadowside hanno infatti servito un power metal generico, di quelli che si sentono a ogni angolo. A rendere il tutto ancora peggiore e più indigesto ci ha pensato un suono pessimo, che ha schiacciato l’unica chitarra sotto un insopportabile rimbombo di basso. La voce della cantante, piuttosto solida e per fortuna lontana da qualsiasi gorgheggio gothic, nonostante l’impegno non ha migliorato l’esperienza: il pubblico è rimasto assonnato e ha concesso alla band solo qualche applauso sporadico, che dopo la disastrosa versione del classico dei Motörhead »Ace of Spades« non si sarebbe meritata nemmeno quello.

Ma ovviamente stavolta aspettavamo solo i due maestri del power metal tedesco, i primi forse ancora più dei secondi, visto che i pesi massimi tedeschi Gamma Ray con il leggendario Kai Hansen da noi suonavano per la prima volta. L’attesa era altissima anche e soprattutto per questo, e ancora più bello è stato vedere che i Gamma Ray l’hanno ripagata già in apertura con la mazzata di Power Plant »Anywhere in the Galaxy«. Il pubblico ha respirato all’unisono con una band energica e splendidamente scatenata fin dal primo secondo, e più volte ha interrotto il quartetto sorprendendolo con un coro spontaneo di »Gamma Ray, Gamma Ray!« Il frontman carismatico e leggenda della scena metal tedesca Kai Hansen non ci ha deluso: ha fatto cantare e saltare tutta la sala, ha sfoderato una prova vocale fantastica e un repertorio splendido, in cui non sono mancati inni come »Men, Martians and Machines«, »The Spirit«, »Empathy« e »Rise«. Kai ha avuto per tutto il tempo un sorrisone stampato in faccia, e la band sul palco trasmetteva una gioia di suonare quasi infantile. Ovviamente non sono mancati i salti, le scalate sulle pedane ai due lati della batteria del nuovo batterista Michael Ehré, le pose «alla Manowar» del bassista Dirk Schlächter e le ancheggiate «alla Judas Priest». Proprio queste ultime, insieme alla splendida esecuzione delle armonie di chitarra del duo Kai Hansen/Henjo Ricther, hanno scatenato il massimo dell’entusiasmo. Dato che i Gamma Ray hanno appena pubblicato il nuovo EP “Master of Confusion”, ci hanno servito anche due pezzi freschissimi, la title track e »Empire of the Undead«, che dopo il piuttosto mediocre To the Metal! promettono un nuovo schiacciasassi targato Gamma Ray. Kai e compagni hanno fatto esplodere il tetto quando Kai ha annunciato con la celebre intro di chitarra il classico di ferro degli Helloween »Future World«; poi ci hanno salutato con la banale e mediocre ode al metal »To the Metal« e, in grande stile, ci hanno detto addio per davvero con la fantastica »Send Me a Sign«.

I veterani Helloween, dopo mezz’ora di preparativi, sono saliti sul palco in modo parecchio pomposo. L’immancabile inno degli AC/DC »For Those About To Rock (We Salute You)« si è trasformato nell’«intro» dal vivo »Wanna Be God«, e i Zucconi sono comparsi da dietro un telo mimetico. Il palco post-apocalittico e distrutto, addobbato di zucche nascoste dietro maschere antigas, annunciava che i soldati-zucca sarebbero stati i padroni del nuovo mondo, ma gli Helloween ci hanno comunque catapultati per cominciare in un mondo fantastico con »Nabatea«, primo singolo del nuovo disco “Straight Out of Hell”. Con quel suo sapore epico e «darkeggiante» dal vivo ha convinto ancora più che su disco, ed è un vero peccato che un inizio così promettente sia stato un po’ guastato in seguito da un repertorio poco azzeccato. Dall’ultimo lavoro, nel complesso mediocre, ci sono arrivati ben cinque pezzi, purtroppo proprio quelli che non rientrano tra i migliori. Al posto di »Live Now!« e della noiosa ballad »Hold Me In Your Arms« sarebbero state scelte molto migliori, per esempio, »Burning Sun« o »World of War«. Eppure gli Helloween, con una mano dietro la schiena, hanno fatto saltare il pubblico già all’inizio con un’ottima versione dell’eterno classico »Eagle Fly Free«. Qui va sottolineato che Andi Deris, la cui voce in passato sapeva deludere, si è tenuto molto sicuro per tutta la serata. Stavolta è filato tutto liscio come l’olio, anche se sugli acuti più alti il mixer lo ha aiutato più di una volta, ma basti dire che se l’è cavata in modo più che soddisfacente persino con i pezzi dell’era Kiske. Dopo, nonostante un’esecuzione di altissimo livello, un buon suono e un Markus Grosskopf e un Michael Weikath sempre di ottimo umore (le loro mosse, pose e smorfie sgangherate non lasciano indifferente proprio nessuno), l’energia è calata un po’ con il brano di 7 Sinners »Where the Sinners Go« e con la novità »Waiting For the Thunder«, ma poi è arrivato il primo picco della serata, il tormentatore d’acciaio di Time of the Oath »Steel Tormentor«, rovinato solo dall’inutile e insulso assolo di batteria di Dani Löble, che ora siede dietro una fortezza con ben quattro casse. Del tutto superfluo e troppo da posers. Per fortuna a rimettere le cose a posto sono arrivate »I’m Alive« di Weiki e l’incredibile »Falling Higher«. È un vero peccato che gli Helloween degli anni Novanta restino così trascurati. A Deris i pezzi stanno chiaramente cuciti addosso, e il materiale dell’ottimo trittico Master of the Rings-The Time of the Oath-Better Than Raw resta tra il meglio che sia capitato all’heavy metal negli anni Novanta, un periodo ingiustamente ignorato. Da questo punto di vista gli Helloween avevano entusiasmato molto di più alla prima edizione del tour Hellish Rock. Tuttavia non meritano rimproveri troppo duri, perché conquistano soprattutto con l’esecuzione energica e una presenza scenica simpatica; stavolta a brillare è stato soprattutto Deris, con la maglietta dei Kiss e l’imitazione di Gene Simmons, e ancora di più perché durante »Power« non ha tirato all’infinito la corda con il pubblico a colpi di battute masticate e rimasticate. Nel primo bis gli Helloween hanno incendiato la sala con il contagioso hit »Dr. Stein«, ma il momento più atteso è stato senza dubbio il finale, in cui a Markus e Weiki, i vecchi compagni, si è riunito ancora Kai Hansen. I ragazzi hanno suonato alla grande un medley dell’eterna Halloween (peccato non per intero, come nel primo tour), e ancora più entusiasmante è stato il ritorno al debutto Walls of Jericho con »How Many Tears« e »Heavy Metal (Is the Law)«. Un’esecuzione incredibile soprattutto grazie al fantastico Kai, che ha fatto venire i brividi in particolare quando si è affiancato a Weiki e i due hanno sfoderato armonie suonate in modo fenomenale. L’ultimo momento, senza dubbio sublime, è stato la chiusura con quello che probabilmente è il più grande hit del metal tedesco, »I Want Out«, durante il quale sul palco si sono uniti agli Helloween anche i Gamma Ray (tranne il batterista Michael). L’esecuzione ha mandato il pubblico in estasi; forse ha stonato solo il tirare troppo per le lunghe l’attacco di »I Want Out«, ma l’immagine di Kai fianco a fianco con Markus e Weiki ha compensato ogni possibile pecca.

Il rock infernale ha fatto centro: gli Helloween hanno lasciato appagati un buon seicento spettatori, ma comunque un po’ affamati di una scelta di pezzi migliore. Le Zucche sono senza dubbio una delle band tedesche più grosse, sempre benvenute anche da noi, ma possono fare molto meglio, e la setlist andrebbe rivoltata come un calzino. In compenso i Gamma Ray hanno convinto ancora di più, e speriamo che Kai mantenga la promessa e torni dalle nostre parti anche con un tour da headliner.

autore: Rok Klemše
foto: Aleš Podbrežnik

SHADOWSIDE: 
1. I’m Your Mind
2. A.D.D.
3. Highlight
4. Hideaway
5. Gag Order
6. Ace of Spades
7. Waste of Life
8. Angel With Horns

GAMMA RAY:
1. Anywhere In the Galaxy
2. Men, Martians And Machines
3. The Spirit
4. Gamma Ray
5. Master of Confusion
6. Empire of the Undead
7. Empathy
8. Rise
9. Future World
10. To the Metal
— bis —
11. Send Me a Sign

HELLOWEEN: 
1. Wanna Be God (intro)
2. Nabatea
3. Eagle Fly Free
4. Straight Out of Hell
5. Where the Sinners Go
6. Waiting For the Thunder
7. Steel Tormentor
8. Drum Solo/I’m Alive
9. Live Now!
10. Hold Me In Your Arms
11. Falling Higher
12. Hell Was Made In Heaven
13. Power
— bis 1 —
14. Are You Metal?
15. Dr. Stein
— bis 2 —
16. Halloween/How Many Tears/Heavy Metal (Is the Law)
17. I Want Out


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