Here Waits Thy Doom

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Autore: Rok Klemše

Artista: 3 Inches Of Blood
Etichetta: Century Media
Uscita: 2009
Durata: 51:28
Voto: 4.5/5

I 3 Inches of Blood sono una band heavy/power metal della madonna che arriva da un paese che a prima vista magari non passa per il più ricco dal punto di vista musicale – ma l’apparenza inganna, perché dal Canada arrivano giganti come Rush, Exciter, Annihilator, Quo Vadis, Anvil, Devin Townsend con tutti i suoi progetti e potremmo andare avanti ancora a lungo. Un posto d’onore tra loro ce l’hanno anche i 3 Inches of Blood, con alle spalle una storia movimentata lunga dieci anni, che ha avuto una svolta importante dopo l’uscita del disco precedente, Fire Up the Blades (2007). Al tour di promozione dell’album non partecipò il cantante che si occupava delle voci più ruvide, Jamie Hooper, il cui ringhio hardcore era stato più volte oggetto di discussione, e poco dopo Jaime ha lasciato la band senza fare rumore e senza squilli di tromba. Un altro problema, che probabilmente frenava ancora di più la band dallo sbocciare del tutto, era la vecchia etichetta Roadrunner, che ai 3 Inches of Blood non dava granché retta: non si sono sbattuti nemmeno per procurare ai ragazzi una produzione decente, e sembra proprio che sia stata la Roadrunner a impedire alla band di toccare il suo apice. Beh, il vento del cambiamento è arrivato anche per i 3 Inches of Blood – il sostituto di Jaime l’hanno trovato in casa, visto che il suo ruolo l’ha preso il chitarrista Justin Hagberg, mentre la nuova casa l’hanno trovata alla Century Media, dove evidentemente gli hanno lasciato carta bianca per creare il nuovo album. Il risultato? Un disco fantastico: Here Waits Thy Doom!

Già il primo pezzo, un inno metal devastante nello stile di quel classico dei Motorhead che è Overkill, ti arriva un calcio nelle palle così forte che resti senza fiato, mentre Cam Pipes ti strilla in faccia della fratellanza dei metallari nel contesto di una guerra. E nonostante il messaggio da cliché, i 3 Inches of Blood sono lontanissimi dalla pateticità dei Manowar tutti pellicce e olio, e a darci una bella mano sono riff davvero potenti e pezzi scritti con un’ottima dinamica, cosa che dimostrano alla grande già nel primo brano, con il finale strumentale che Pipes annuncia con un urlante “Ataaaaaack!”. Se in certi punti lo strillare di Cam rasenta la monotonia, ci pensa Justin a sistemare tutto con un ringhio più aggressivo, che non occupa tanto spazio quanto quello di Hooper, ma in compenso è ancora meglio: completa Pipes e suona come un’eco brutale e cruda del suo urlo, proprio dove serve. Con Rock in Hell i 3 Inches of Blood ci mostrano anche l’altra faccia della medaglia, saldamente ancorata all’hard rock dei Settanta e degli Ottanta: il pezzo suona come qualcosa che avrebbero potuto scrivere i Deep Purple se avessero suonato heavy metal classico. In Here Waits Thy Doom un posto davvero speciale spetta ai riff possenti, scritti con grande cura, che fanno da fondamenta granitiche ai singoli pezzi e hanno pure il pregio di essere unici in ogni brano: in tutto il disco non c’è un solo riff di cui si possa dire “questo l’abbiamo già sentito”. Silent Killer ci porta nel mondo oscuro degli assassini silenziosi, e i 3 Inches of Blood ne trasferiscono benissimo l’atmosfera nel pezzo: stai lì ad aspettare solo il momento in cui il killer silenzioso ti sbucherà alle spalle e ti pianterà nella schiena un altro riff affilato come una lama. In uno dei momenti migliori dell’album, Fierce Defender, i 3 Inches of Blood si ricordano di un’altra delle loro influenze e, con un galoppo che si rifà alla New Wave of British Heavy Metal, ci mettono nei panni di un sopravvissuto che respinge orde di zombie. Linee vocali folli, melodie di chitarra eccellenti e un pezzo super movimentato con un assolo epico ci catapultano senza fatica in un mondo devastato governato dai non morti, da cui dobbiamo liberarci con qualsiasi cosa abbiamo sottomano. Metal e zombie: ci può essere qualcosa di più figo!? Preacher’s Daughter è probabilmente il più grande allontanamento da oggi dai classici 3 Inches of Blood, perché è permeato dell’atmosfera profonda dei Rainbow, soprattutto delle linee di chitarra di Richie Blackmore. Linee di chitarra quasi bluesy e da boogie rock ci portano in una devota cittadina del sud, dove la figlia del predicatore fa tutto quello contro cui predica suo padre. Le tastiere che suonano come un hammond dei Settanta evocano a meraviglia l’atmosfera del delta del Mississippi, e l’assolo sporco racconta alla perfezione la natura sporca della figlia del predicatore. Call of the Hammer è probabilmente il pezzo più devastante dell’album, semplice ma al tempo stesso tostissimo. La batteria dinamica riassume in pieno la storia di Thor, ed è facile immaginarsi il suo martello che si abbatte sugli dèi “pussy”. Cam e Justin si dividono alla grande le voci aggressive e in falsetto, mentre Shane Clark rende un bell’omaggio a una delle sue influenze più grandi, il compianto Piggy (Voivod), visto che la parte di chitarra solista è presa pari pari dal classico dei Voivod Psychic Vacuum. Nella fenomenale Snake Fighter ci aspetta un altro pezzo epico nel vero senso della parola: vanta un’atmosfera fantastica che si costruisce soprattutto sulla tensione crescente, mentre varietà e dinamica nascono da sezioni collegate tra loro ma al tempo stesso completamente diverse, che fanno del brano il momento più progressivo dell’album. Se già la parte strumentale è pomposa, epica e dinamica, cosa può essere più grandioso ed epico di Conan, il cui scontro con il tempio di Set e Thulsa Doom è il tema del pezzo? Sulla stessa scia continua At the Foot of the Great Glacier, probabilmente il pezzo più veloce dell’album, che con ritmi pesanti e martellanti e una sezione solista caotica racconta l’atmosfera della scalata di un ghiacciaio impegnativo pieno di trappole minacciose. Con All of Them Witches viviamo uno dei momenti più epici dell’album, dai primi istanti dell’intro sinistro fino all’ultimo secondo del pezzo. Il titolo è preso dal capolavoro cult di Polanski Rosemary’s Baby, in cui i satanisti hanno un libro con questo titolo. Riffing fenomenale, un pezzo in costante movimento che sale e scende in dinamica e un ritornello indimenticabile (di cui Here Waits Thy Doom è comunque pieno) piazzano il brano tra i vertici della discografia dei 3IoB. Con una parte centrale mozzafiato piena di duelli di chitarra, il pezzo regge il confronto con i migliori epici degli Iron Maiden, e le ottime doppie chitarre sono ormai una parte irrinunciabile dei 3IoB! Con 12:34 i ragazzi tirano fuori qualcosa di mai sentito, per i 3IoB. Il pezzo acustico, o meglio l’introduzione, funziona come Orchid prima di Lord of This World sull’album dei Black Sabbath Master of Reality, mentre qui è la quiete prima della tempesta a la Led Zeppelin e porta all’ultimo pezzo dell’album. E Execution Tank è la chiusura perfetta dell’epico Here Waits Thy Doom, che i 3 Inches of Blood concludono in maniera fantastica con il pezzo più lungo della loro carriera. Execution Tank si distingue soprattutto per delle chitarre ritmiche assurdamente buone, mentre brutalità e velocità del brano le rappresenta alla grande Execution Tank stesso: l’arma segreta e invincibile di un esercito senza nome che semina morte sul campo di battaglia. Proprio come la chiusura dell’album!

Here Waits Thy Doom è senza dubbio uno dei migliori lavori dello scorso anno: i 3 Inches of Blood ci hanno messo dentro tutto ciò che li rende unici e hanno solo spinto più in alto il loro sound di marca. Le voci urlate, aiutate al momento giusto da mezzi growl più aggressivi, la batteria devastante, il riffing e gli assoli geniali e soprattutto uno straordinario senso per la scrittura di pezzi vari e dinamici mettono Here Waits Thy Doom al primo posto nella discografia dei 3 Inches of Blood. Il disco è pieno dall’inizio alla fine di materiale per scapocciare senza freni, e l’atmosfera tosta e sudata di power/heavy metal senza pietà non cala fino all’ultimo istante!

Formazione

Cam Pipes – voce
Justin Hagberg – chitarra, voce, basso, organo, piano
Shane Clark – chitarra, basso
Ash Pearson – batteria

Produzione

Jack Endino

Tracklist

1. Battles and Brotherhood
2. Rock In Hell
3. Silent Killer
4. Fierce Defender
5. Preachers Daughter
6. Call of the Hammer
7. Snake Fighter
8. At the Foot of the Great Glacier
9. All of them Witches
10. 12:34
11. Execution Tank

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