Hladno pivo all’Ortofest (2016)

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Autore: Aleš Podbrežnik

Luogo: Orto bar / Lubiana
Data del concerto: 08.04.2016
Numero di spettatori: 200
Prezzo del biglietto: 9 €

Punka nam manjka, “ci manca il punk”, potrebbe essere il motto che venerdì 8 aprile 2016 ha riempito la sala grande al piano di sotto, accanto al fumoir dell’Orto bar. Nel menu del giorno dell’Orto fest c’era stavolta la punk rock band di Zagabria Hladno pivo. La band, con le radici che affondano nel lontano 1988, oggi suona in questa formazione: Milan Kekin–Mile (voce), Zoran Subašić–Zoki (chitarra), Krešimir Šokec–Šoki (basso), Mladen Subašić–Suba (batteria), Milko Kiš–Deda (tastiere). Gli Hladno pivo sono una band che non ha mai perso un grammo di carisma, ed è per questo che anche ai giorni nostri resta più che benvenuta, anzi, direi proprio desiderata, sui palchi sloveni.

Superi i buttafuori all’ingresso, arrivi nella sala concerti dell’Orto bar e la trovi già piena di gente sorridente che aspetta una bella serata: garanzia di concerto riuscito. Quella sera non c’era nessuna band di supporto e gli Hladno pivo sono partiti a sorpresa con soli 15 minuti di ritardo sull’orario annunciato, una puntualità quasi sconcertante. In circa due ore e un quarto di concerto i ragazzi di Zagabria hanno riempito a dovere la scaletta con tutti i pezzi più marcanti della loro carriera, oltre ai brani dell’ultimo album in studio, “Dan zatvorenih vrata”. Il loro genere lo chiamano Hladno pivo, ovvero punk rock con dentro un po’ di tutto. Ed è impossibile non essere d’accordo. Oltre a presentare qualche pezzo preso dall’album più recente, uscito l’anno scorso, il concerto è stato più o meno una compilation “best of”, ed era proprio quello che il pubblico, entusiasta, voleva. L’energia non è mai mancata, dall’inizio alla fine, né alla band né al pubblico, che ha saltato insieme ai pezzi e si è chiaramente divertito dalla prima all’ultima canzone. In scaletta non sono mancati i successi:  »Svijet glamura«, »Pjevajte nešto ljubavno«, »Maderfakersi«, »Šank«, »Zimmer frei«, … Fare foto in prima fila è diventata così un’impresa. Più che altro un campo di battaglia, ma per un concerto di una band punk da festa è ormai una costante.

Dopo i due bis obbligatori, gli Hladno pivo hanno servito al pubblico entusiasta, come ultimo pezzo della serata, »Nije sve tako sivo«.

Cosa dire in chiusura? Un’ottima esibizione dei “vicini di casa”, ai quali, da quel che si è visto, suonare nei club più piccoli calza a pennello. Del resto, con il carisma che si ritrovano, gli Hladno pivo appartengono proprio ai palchi dei club. E anche il pubblico, vista l’energia che la band è riuscita a tirargli fuori, li gusta al meglio proprio così, serviti in questo modo. Riff di chitarra diretti, senza troppi giri, voce potente e testi che spaziano su ogni argomento: la formula del successo è sicuramente questa.

Sul suono in sala non ho nulla da dire. Tutto funzionava a dovere e si sentiva chiaro e pulito. Da lodare anche il banchetto del merch ufficiale, dove si potevano comprare qualche disco recente e qualche maglietta.

Un Hladno pivo così, con una birra fredda servita all’Orto bar, ce lo auguriamo sicuramente anche in futuro: una band con una tradizione marcante e longeva di 27 anni resta un’esperienza live di prima categoria, e con la sua visita nella capitale slovena ha arricchito più che efficacemente il programma dell’Ortofest di quest’anno.

testo e foto: Klemen Udovč

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