Humanity Galore
Autore: Rok Klemše
Artista: Penitenziagite
Etichetta: On Parole Productions
Uscita: year_month
Durata: 34:00
Voto: 4.5/5
Ne ha fatta di strada la death metal band di Kranj Penitenziagite, il cui nome ci ha fatto spezzare la lingua al primo incontro. La band, che il nome se l’è preso in prestito dal classico di Eco Il nome della rosa, ha iniziato il suo cammino più di dieci anni fa, facendosi notare con il primo demo nel 2005. Qualche anno dopo, con il suo ottimo successore The New Evolution, i Penitenziagite si sono scrollati di dosso le radici black metal trasformandosi in una death metal band purosangue, e poi l’attività in studio si è spenta. Fino a quest’anno, quando finalmente festeggeranno il tondo anniversario con l’album d’esordio sulla lunga distanza, Humanity Galore.
Che nella band covasse da un pezzo la voglia di un debutto in studio è chiaro subito dopo l’assalto sonoro di Origin of Desolation, che in un attimo ti travolge con la forza dell’onda d’urto di una bomba atomica. L’attacco dal sapore orientale dell’opener per un istante richiama i momenti più death metal di gente come Behemoth o Melechesh, ma i Penitenziagite esplodono subito in death metal nel senso più vero del termine, quello vicino a band come Immolation, Monstrosity o Vomitory. E i Penitenziagite, a conti fatti, non hanno proprio niente da invidiare ai giganti appena citati: certo, Humanity Galore non è nessuna (r)evoluzione del death metal, ma non ne ha neanche bisogno, perché è semplicemente una porzione eccezionale di death metal tellurico come da noi non se ne sentiva da un pezzo. Il disco è un rappresentante scintillante di un death metal dinamico, schiacciasassi e dal suono eccellente, che si distingue per l’enorme varietà del materiale. Varietà che sta soprattutto in riff efficaci e diversi tra loro, che non si ripetono mai e imprimono a ogni pezzo l’anima nera della morbosità umana. La cosa interessante è soprattutto che nel disco non ci sono praticamente assoli di chitarra (lunghi), e non se ne sente per niente la mancanza, perché il duo di chitarre Anže Demšar/Žan Kavčič riempie l’insieme a tappeto di riff folli che una volta stridono blasfemi, un’altra tagliano brutali, una terza ti regalano anche una melodia o due (il bridge «epic as fuck» in Cleansing) e una quarta sfondano tutto con un groove massiccio che calpesta come le creature della Nebbia di King. Una base solida la garantisce il basso di Matic, che non si sente proprio benissimo, ma riempie comunque bene l’oscurità di Humanity Galore e non lascia che il sole ci filtri dentro. E poi c’è la batteria di Gašper, che ti si abbatte addosso come il Kaiju di Pacific Rim e ti fa a pezzi da ogni lato. Perché ci pensa a tutto: doppia cassa veloce, mazzate sul rullante, un uso ponderato dei piatti e una varietà infernale. Se sull’EP la batteria suonava un po’ di cartone, su Human Galore la storia è tutta un’altra, perché ha la forza di un tornado. E «last but not least» a incartare il tutto in una perfezione death metal ci pensa il fenomenale vocalist Demšar, che per potenza si paragona senza fatica a Ross Dolan (Immolation) o a Erik Rutan (Hate Eternal). Anže è brutale, ma allo stesso tempo chiaro e comprensibile.
Su Humanity Galore i Penitenziagite hanno scelto una strada simile a quella dei Dickless Tracy su Paroxysm of Disgust, perché, proprio come loro, hanno registrato di nuovo un po’ di vecchio materiale. Su Humanity Galore ricompaiono così, in una veste più nuova, rinfrescata e quindi ancora più d’impatto, tre demolitori dal demo The New Evolution – Path Lain In Shadows, Lords Long Forgotten e Circle of Life – che si fondono perfettamente con il materiale nuovo e formano un mostro blasfemo coerente, che non ti molla dalla sua presa fino agli ultimissimi istanti di Circle of Life, quando alla fine ti spreme fuori anche l’ultima briciola di vita. E se pensavi che verso la fine Humanity Galore perdesse forza, è proprio il contrario. Circle of Life esplode infatti con la furia di una guerra totale e sigilla il fatto che Humanity Galore è un album da cui trasudano pezzi che lasciano il segno. E il fatto che Humanity Galore sia probabilmente il miglior disco death metal di casa nostra dopo la leggendaria Through Endless Torment dei Supremacy di Šoštanj! Humanity Galore è il drago che roderà l’essenza stessa dell’umanità, o come diceva Salvatore: »Penitenziagite! Watch out for the draco who cometh in futurum to gnaw your anima!« È ora di fare penitenza!
Formazione
Anže Demšar – voce, chitarra
Žan Kavčič – chitarra
Gašper Čebulj – batteria
Matic Diba – basso
Produzione
Jan Švigelj e Žiga Zmazek
Tracklist
1. Origin of Desolation
2. Fire Makes Way
3. Cleansing
4. Dictation
5. Path Lain In Shadows
6. Humanity Galore
7. Lords Long Forgotten
8. Circle of Life