I Krig

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Autore: Rok Klemše

Artista: Vreid
Etichetta: Indie Recordings
Uscita: 2007

Gli inarrestabili norvegesi Vreid, a poco più di un anno dal loro ultimo lavoro Pitch Black Brigade (2006), ci regalano già un nuovo disco, I Krig (In guerra). La giovane formazione è nata dalle ceneri del leggendario gruppo norvegese Windir dopo la tragica scomparsa del frontman Valfar. È chiaro quindi che la band, composta da tre ex membri dei Windir e da un nuovo chitarrista, porti nella sua musica elementi del sound Windir, ma la sua nicchia se l’è ritagliata mescolando quegli elementi con il thrash metal. Pur non vergognandosi per niente del proprio passato, perché i Vreid sono lontanissimi dall’essere una copia dei Windir, ricordano i loro modelli con rispetto e tengono vivo il ricordo di Valfar.

Se i primi due dischi della band, Kraft e Pitch Black Brigade, erano stati una specie di ricerca di sé stessi, del proprio suono, I Krig è forse il lavoro più coerente e personale del gruppo. Da uno a cui i primi due album erano piaciuti un sacco, mi aspettavo lo stesso anche da questo, ma niente poteva prepararmi a un “Black n’ Roll” così ottimo ed esplosivo. Gli elementi del sound Windir si sentono ancora, ma rispetto ai dischi precedenti hanno assunto un tono più cupo, che non cattura l’attenzione così in fretta. Su I Krig si intrecciano black metal tradizionale e parti rock n’ roll quasi alla Motörhead, a cui si aggiunge, di tanto in tanto, un violino malinconico e folk, soprattutto nella incredibile title track. Questo mix unico riesce a creare un disco dal suono molto maturo, che si sposa alla perfezione con il tema più serio e tetro dell’album. I Krig si basa infatti sulla poesia del poeta norvegese Gunnar Reiss-Andersen, che racconta la resistenza norvegese durante la seconda guerra mondiale. Ed è proprio qui che sta un altro approccio che distingue i Vreid dal tipico black metal, quello che esalta temi violenti e “gore”.

Con I Krig ai Vreid è riuscito un mix perfetto di elementi e influenze diversissimi, fusi in nove pezzi eccellenti. Nell’opener Jarnbyrd si inchinano con un campanaccio persino a un pezzo di culto dei Blue Oyster Cult, (Don’t Fear) the Reaper. Under Isen mette in primo piano chitarre massicce e piatti sfruttati fino all’ultimo. Nella title track I Krig ci portano in viaggio nel mondo musicale dei Vreid, che parte con un violino struggente, prosegue con le chitarre acustiche e infine esplode in un black metal furioso. Svart è un vero e proprio capolavoro epico, che ricorda i Windir dei tempi di Arntor o 1184 e ci rammenta l’incredibile eredità di Valfar. Folkefiendar è l’onda d’urto perfetta di black/thrash metal, mentre Millom Hav Og Fjell ribolle di un finale trionfale, che si apre con canti popolari e poi si rovescia in un riffing black metal di grandezza epica!

La produzione del disco è eccellente, cristallina e tagliente, si sente benissimo ogni singolo strumento, persino il basso, di solito poco in evidenza nel black metal, che Hvall pesta come un ossesso. Le chitarre sono incredibili, vanno dalla sega brutale del black metal al riffing melodico e a melodie contagiose. Sture è vocalmente potentissimo: si presenta con growl black metal, parti parlate e parti cantate in pulito. Con I Krig i Vreid hanno toccato il loro apice creativo, prendendo le distanze dal proprio passato, ma senza tradirlo e dimenticarlo. I Krig sarà di sicuro uno dei migliori dischi “underground” di quest’anno, quello che farà finalmente ottenere ai Vreid il riconoscimento che meritano più che mai, e che in classifica nazionale norvegese ha già raggiunto una posizione alta. Il futuro è luminoso!

Formazione

Hvàll (Jarle Kvåle): basso
Steingrim (Jørn Holen): batteria
Sture (Sture Dingsøyr): voce, chitarra
Ese: chitarra

Produzione

Vreid

Tracklist

1. Jarnbyrd
2. Under Isen
3. I Krig
4. Væpna Lengsel
5. Svart
6. Dei Daude Steig Av Grav
7. Folkefiendar
8. Fangegard
9. Millom Hav Og Fjell

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