I See You
Autore: Peter Podbrežnik
Artista: Gong
Etichetta: Snapper Records
Uscita: 2014
Durata: 62:07
Voto: 4.5/5
»I See You« è con ogni probabilità l’ultimo album nella storia della leggendaria band progressive rock franco-britannica Gong, visto che il 13 marzo 2015 il loro fondatore e capostipite Daevid Allen ha salutato la triste realtà della ‘dimensione terrestre’. Il musicista australiano di culto, che già alla fine degli anni Sessanta, da membro fondatore dei Soft Machine, aveva dato una mano a gettare le fondamenta del progressive rock, ha lasciato dietro di sé una famiglia Gong in lutto, cresciuta negli ultimi decenni fino a un numero impressionante di membri, e un’eredità musicale straordinaria che comprende alcuni album spartiacque della cosiddetta scena di Canterbury. Daevid, creatore di una mitologia psichedelico-spacerock tutta sua, che ha toccato il culmine con la trilogia di »Radio Gnome Invisible«, nonostante l’età venerabile e una malattia infida è rimasto incredibilmente creativo fino alla fine dei suoi giorni e ancora nel marzo 2014, cioè nello stesso anno in cui è uscito »I See You«, aveva partecipato come ospite a un album solista prodotto dal collaboratore e stimato chitarrista occasionale Andy Bole.
Della ‘vecchia guardia’ dei musicisti Gong, oltre ad Allen su »I See You« compare anche lo storico bassista Dave Sturt (Jade Warrior), che si è occupato pure dei campionamenti elettronici, mentre come ospite c’è anche la moglie di Daevid, Gilli Smyth. Tra i familiari, sull’album c’è pure il figlio di Daevid, Orlando Monday Allen, che ha curato batteria e produzione e ha messo la voce solista su »The Eternal Wheel Spins«. La maggior parte delle voci è ovviamente di Daevid, mentre alle chitarre gli fanno compagnia lo strambo chitarrista irano-britannico Kavus Torabi (Knifeworld, Cardiacs) e il maestro brasiliano della sei corde Fabio Golfetti (Violeta de Outono). Ai fiati ci pensa in modo convincente Ian East, con sax e flauto.
Una formazione Gong così impressionante come quella del predecessore »2032« (2009), dove ha suonato praticamente la line-up classica, Allen su »I See You« non è riuscito a riportarla in piedi, ma anche i talenti un po’ più giovani, con Torabi e Orlando Allen in testa, hanno superato ogni aspettativa e hanno creato un album come si deve per l’addio a uno dei personaggi più pittoreschi della storia del progressive rock. »I See You« è infatti sotto ogni aspetto un classico album dei Gong, con un sacco di elementi psichedelici/spacerock e una bella spruzzata di jazz fusion grazie agli arrangiamenti dei fiati.
La title track, con la giusta dose di follia, psichedelia e melodia, potrebbe stare su qualsiasi classico album dei Gong della prima metà degli anni Settanta, mentre brani incisivi come l’esperimento jazz-psichedelico »Occupy« e »When God Shakes Hands With The Devil« dimostrano che in un signore burlone ed eterno critico sociale come Allen è rimasto fino all’ultimo un bel po’ di spirito ribelle, che esprimeva a ogni occasione. Una delle incarnazioni più riuscite del carattere di Allen è il succoso e amaro sermone sociale intitolato »This Revolution«. La particolarità principale di »Pixielation« è che compare in esclusiva sulla versione CD dell’album.
Spesso, ascoltando i singoli testi di »I See You«, sembra quasi che Daevid, già durante la registrazione dell’album, un anno prima della morte, sapesse di non avere più molti giorni su questo mondo, cosa evidentissima nei dieci minuti di »Thank You«, dove tra l’altro ringrazia la moglie, il figlio e tutti i musicisti (»thank you for the music«) con cui ha collaborato nella sua ricca carriera. Il brano strumentale conclusivo »Shakti Yoni & Dingo Virgin«, l’ultimo pezzo dei Gong in cui compaiono insieme Daevid e Gilli Smyth, è un epilogo ambient più che adatto alla fine di un’era.
Sempre lucido e burlone, il vecchio patriarca dei Gong ha detto addio con »I See You«, l’ultimo viaggio della sua teiera volante, in un modo sorprendentemente splendido, regalandosi per il suo atto musicale finale un album del tutto all’altezza dei vertici della sua ricchissima discografia. È molto improbabile che gli altri membri dell’ultima versione dei Gong, dopo la morte di Daevid, vadano avanti con lo stesso nome, ma può senz’altro succedere che sotto la guida del figlio restino attivi come nuovo ‘derivato’ della vasta famiglia Gong. Di sicuro se lo augurerebbe anche l’eterno anarchico e utopista Daevid, che nel frattempo con la sua teiera volante ha raggiunto un’altra dimensione e la meta finale, il pianeta Gong, che è tutto ciò che dovrebbe essere la Terra se su di essa avessero prevalso la voce della ragione e la legge della giustizia universale.
Questa recensione è dedicata alla memoria di Daevid Allen (1938-2015).
Formazione
Daevid Allen – voce, chitarra
Dave Sturt – basso e campionamenti al computer
Oralndo Allen – batteria, voce su “The Eternal Wheel Spins”
Kavus Torabi – chitarra
Fabio Golfetti – chitarra
Ian East – sax, flauto
MUSICISTA OSPITE:
Gilli Smyth – cori
Produzione
Orlando Monday Allen
Tracklist
1. I See You (3:33)
2. Occupy (2:54)
3. When God Shakes Hands with the Devil (5:40)
4. The Eternal Wheel Spins (7:04)
5. Syllabub (4:32)
6. This Revolution (3:50)
7. You See Me (2:40)
8. Zion My T-shirt (6:18)
9. Pixielation (4:42)
10. A Brew of Special Tea (1:22)
11. Thank You (10:35)
12. Shakti Yoni & Dingo Virgin (9:30)