I Soen conquistano anche il Trainstation di Kranj
Luogo: Kranj / Transtation SubArt / Slovenia
Data: sabato, 07.09.2019
I progsters svedesi Soen diventano ogni anno più popolari. La band ha attirato l’attenzione soprattutto perché tra le sue file suona il batterista Martin Lopez, che si era fatto notare con i giganti del prog Opeth. Se nel 2012, quando la band aprì per i Paradise Lost, il tutto sembrava poco promettente, con gli anni di tenacia il quadro è cambiato. Dopo qualche cambio di formazione i Soen sono decollati e hanno iniziato a farsi notare. In Slovenia hanno già suonato più volte, stavolta per la loro serata è stato prenotato il Trainstation di Kranj.
In tour i Soen sono accompagnati dagli italiani The Price e dai finnico-inglesi Wheel. Il concerto l’hanno aperto i The Price, che hanno cercato di convincere con una musica bella, melodica e malinconica. Si sentiva l’influenza dei Paradise Lost, prima che si rimettessero a nuotare in acque death metal più cupe. Nonostante l’accento sulla malinconia, il tutto suonava piuttosto allegro. A tratti perfino saltellante, in stile Lacuna Coil. Niente di troppo convincente. Per lo più si trattava di ripetere schemi collaudati, e così non è che siano risultati proprio innovativi.
Con i Wheel il quadro è stato un po’ diverso. Molti li paragonano ai Tool, e in effetti si è sentito nelle parti più heavy e nei passaggi più calmi. Ma per fortuna i Wheel, che hanno alle spalle un album di debutto e due EP, non danno l’impressione di voler suonare solo come i Tool. Si colgono anche altre influenze, ci sono un sacco di spruzzate grunge e di rock alternativo anni Novanta. Purtroppo i Wheel non hanno nemmeno potuto mostrarsi nella luce giusta, perché mancava il bassista. Ma l’esibizione è stata senza dubbio solida e, a livello di stile, una scelta eccellente come gruppo spalla dei Soen.
I Soen in questi anni hanno mostrato un sacco di potenziale, costruendosi uno stile che ha, ovvio, influenze evidenti di certe band. Ma oggi ai Soen non si può più rimproverare di essere una pallida copia dei Tool con qualche elemento Opeth. Sono diventati molto di più, si colgono anche altri elementi. Soprattutto dal vivo si è visto che la band ha raggiunto una certa stabilità e che ha rafforzato il suo sound. Oggi, oltre a una sezione ritmica e a una voce di grande carattere, i Soen possono vantare due chitarre e anche le tastiere. La loro esibizione è convincente, la band non dava affatto l’impressione di andare col pilota automatico. E anche la comunicazione col pubblico era all’altezza.
La chimica tra i membri funziona alla grande. Difficile dire chi spicchi di più. Probabilmente a molti salta all’occhio per primo il batterista Martin Lopez, che può vantare un set enorme e soprattutto un modo di suonare ritmicamente fantasioso. Il cantante Joel Ekelöf è un frontman nel vero senso della parola. La sua voce suona identica a quella dei dischi, quindi non si può dire dei Soen che convincano solo su album. Il chitarrista Cody Ford ha mostrato un grande senso per la melodia, mentre ogni tanto alla chitarra dava una mano Lars Åhlund, che si occupava anche delle tastiere. Con piacevoli linee di basso completava il tutto Stefan Stenberg. I Soen sono decisamente una band che funziona come un tutt’uno.
I Soen hanno ovviamente presentato i brani dell’ultimo album Lotus (la recensione la trovi QUI), che è stato suonato quasi per intero. Naturalmente però non si sono dimenticati dei pezzi dei dischi precedenti, quelli con cui si sono fatti conoscere. E così ai presenti hanno servito anche Tabula Rasa, Sectarian, Lucidity, Slithering e altri. Il tutto era ben amalgamato. Ha contribuito anche l’ottimo suono, che permetteva di distinguere bene gli strumenti. E anche la scelta dei brani era varia. I Soen hanno suonato pezzi più incisivi e complessi, qualcosa di più semplice in stile rock alternativo e perfino qualcosa di più da ballad. Non si poteva prevedere tutto, e magari non è stato suonato proprio ogni favorito, visto che oggi i Soen hanno materiale da pescare da quattro album.
Insieme a Wheel e The Price, i Soen hanno regalato una bella serata di sabato, che ha richiamato gli amanti della musica malinconica e progressiva. E i Soen hanno dimostrato ancora una volta che nessun palco è un territorio sconosciuto per loro. Un ritorno è assolutamente benvenuto.
autore: Primož Novak
foto: Nina Grad





































