Ian Moore fa sciogliere il Bluesiana (2015)
Luogo: Velden am Wörthersee (Vrba na Koroškem) / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 02.10.2015
Numero di spettatori: 70
Prezzo del biglietto: 30 € / il giorno del concerto 35 € / soci Kelag 25 € / studenti 20 €
La stagione dei concerti autunnale è sempre vivace. Così è capitato che proprio il primo venerdì sera si potesse finire a degli ottimi live in almeno quattro posti diversi. Ma alla fine scegliere dove andare non è stato poi così difficile, visto che nella regale sala del blues, il Bluesiana, dai nostri vicini a nord, suonava Ian Moore.
Ian Moore è un musicista americano di Austin, in Texas. Nella sua lunga carriera ha pubblicato 12 album da solista, per la maggior parte autoprodotti dopo i guai con le case discografiche. La sua musica pesca tanto dal rock quanto dal blues. Dalle sue parti è noto anche per i workshop di creazione e scrittura di canzoni. Sul palco si presenta da solista con la sua band, The Lossy Coils. Spesso però lo chiamano a collaborare anche gruppi locali, soprattutto per dare una mano nelle registrazioni in studio.
Arrivare presto al Bluesiana faceva presagire un’atmosfera piuttosto mogia – evidentemente il nome di Ian Moore non è così attraente da richiamare folle di appassionati di musica, almeno quelli locali. Ma con il passare del tempo la situazione è migliorata e sono arrivati pian piano facce nuove, anche gente che noi habitué non avevamo mai visto al Bluesiana. Magari il concerto di Ian Moore è servito anche come buona pubblicità per i futuri spettatori del Bluesiana.
Non capita spesso che al Bluesiana ci sia anche un gruppo spalla, ma è successo anche questa volta. A scaldare palco e pubblico per Ian Moore ci ha pensato un vecchio conoscente del Bluesiana – il chitarrista Anthony Basso, membro dei W.I.N.D., che a differenza di Ian sul palco del Bluesiana è già salito più di una volta. Anthony viene da Udine, in Italia. Oltre che con i W.I.N.D., si dedica anche a progetti suoi e stavolta, accompagnandosi con la chitarra acustica, ha cantato qualche pezzo di sua composizione. Il pubblico lo ha accolto bene e Anthony ha portato a termine il suo compito di scaldare la sala a pieni voti. Di sicuro lo rivedremo al Bluesiana, magari anche come solista.
Ian Moore è salito sul palco con la sua squadra di musicisti poco dopo le nove. Già dal discorso introduttivo ha conquistato il pubblico con la sua calma, la sua gentilezza e la sua delicatezza. Ha salutato con garbo tutti i presenti e ha spiegato dove e in che circostanze è nata la canzone che stava per suonare. E lo ha rifatto prima di ogni singolo brano, così noi ascoltatori abbiamo potuto farci un’idea del retroscena della canzone ancora prima di sentirla.
Uno potrebbe aspettarsi che Ian e i suoi sul palco siano pacati e i pezzi lirici e dolci dolci. Invece no. Con il suo carisma Ian Moore ha davvero fatto sciogliere almeno la parte femminile del pubblico, ma poi, quando ha iniziato a cantare e ha attaccato insieme ai ragazzi dei The Lossy Coils, nessuno è più riuscito a stare fermo. I ritmi erano a tratti saltellanti, a tratti più morbidi, ma la melodia era sempre cantabile e facilissima da ascoltare, quindi non ci è voluto molto altro per far muovere la gente.
Ian Moore e i The Lossy Coils sono dei veri professionisti. La gavetta sui palchi si sente eccome, sia nel modo di suonare sia nella presenza scenica. Errori praticamente non se ne sentono e sul palco regnava un rilassamento totale. L’interazione con il pubblico era giusta giusta per dare brio al concerto e, grazie al dosaggio perfetto di tutto, la sala mangiava letteralmente dalla mano di Ian. Quando lui voleva, si urlava con entusiasmo, quando serviva, si stava zitti. Ian, con la sua bacchetta da direttore d’orchestra, ci ha traghettati tra le sue canzoni, a volte con un blues sensuale e lirico, altre con un tocco più ruvido, quasi rock. In ogni caso con eleganza, rilassatezza e un senso della musica incredibile.
Sicuramente uno dei migliori concerti visti ultimamente, anche se il Bluesiana ospita di continuo musicisti di qualità. Con la sua raffinata sensibilità musicale e la sua naturalezza, Ian Moore ha mandato in estasi il pubblico. Speriamo davvero che anche a lui il Bluesiana, con la sua semplicità e il suo calore, sia piaciuto abbastanza da non fermarsi alla prima e unica visita in questo splendido club di Velden. Un artista da vedere e sentire assolutamente di nuovo.
Galleria fotografica
































