Il weekend degli Avtomobili: festa anche a Isola (2015)

0 101

Luogo: Isola / TC Hangar Bar / Slovenia
Data: venerdì, 15.05.2015


Arriva il weekend e il venerdì sera non sai proprio che fare. Dai un’occhiata all’offerta di concerti del giorno e storci il naso: a Lubiana non c’è niente che ti interessi. Poi scopri che a Isola suonano gli Avtomobili. Avventura all’orizzonte, quindi, e bel cambio di scena rispetto al concerto dei Demolition Group il giorno prima a Lubiana!

È vero, gli Avtomobili non li ho visti una volta sola: il primo incontro risale al lontano 1993, nel cuore della vecchia Lubiana, dove suonavano sotto il cielo aperto. Negli ultimi anni li ho seguiti in location più «mondane» tra i «vasti» spazi concertistici lubianesi, come il Cankarjev dom, il SiTi Teater, l’Etno klub Zlati zob, oppure in quella più intima fatta di tavolini e tovagliette eleganti del caffè Salmič. A Isola, invece, l’Hangar bar è a tutti gli effetti un locale da club. E qui senti subito quel battito autentico, meno noto a noi continentali, o meglio sempre più sfocato. I locali della costa slovena, infatti, si accendono molto tardi (dopo le 23:00). Ed è proprio allora che all’Hangar bar la gente ha cominciato a riempire il posto di colpo. Giovani del posto e qualche «diportista» che aveva ormeggiato i suoi preziosi gioielli galleggianti lì vicino, in marina.

Gli Avtomobili erano sul posto un bel po’ di tempo prima. Se ne stavano seduti tutti insieme a un tavolo, ognuno col suo boccale di birra a ingannare l’attesa. La sensazione era genuina, calorosa, di casa, proprio quella che nel caos cittadino di Lubiana manca sempre di più. Il Litorale, si sa: terra del sole.

Alle undici di sera gli Avtomobili hanno quindi attaccato. La scaletta resta quella standard, rodata ormai da un bel pezzo. L’unica differenza rispetto a quella del concerto al caffè Slamič di Lubiana è che Ona nosi uniformu è stata spostata dalla coda della scaletta all’apertura, mentre il nuovo singolo Poslušaj l’hanno suonato solo nel bis e non anche nella parte regolare (al Slamič l’avevamo sentito due volte). Nel piccolo spazio del club il suono funzionava alla grande. Più il locale è piccolo, più è difficile ottenere buone condizioni sonore. Agli Avtomobili l’esperienza non manca e anche stavolta hanno portato a casa il compito. Il suono era bello. E sul posto c’era un mucchio ancora più «bello» di teste ben alticce che rotolavano nelle prime file, a divertirsi liberamente.

La band non ha deluso affatto. Ha di nuovo creato in un attimo quella magia tutta sua, unica, inconfondibilmente art rock. La voce di Marko suonava perfettamente rilassata, dopo le incertezze che si erano insinuate nel suo concerto al caffè Slamič di Lubiana all’inizio di questo aprile. La band, poi, ha messo sul piatto in un modo o nell’altro la sua solita forma vincente di brillante funzionamento sul palco, dove tutti i tasselli del suono stanno in perfetta simbiosi. La chitarra di Bushy e le tastiere di Mirko hanno intrecciato ancora quel celebre dialogo succoso e giocoso, mentre la sezione ritmica dei due David resta un contrappeso marcato. Tutto al suo posto. Inutile ripetere che oggi gli Avtomobili eseguono la maggior parte dei brani in modo un po’ diverso rispetto agli originali degli album in studio o al periodo in cui avevano un’altra formazione (con Lasič o Jakin). Il primo fattore che ha contribuito a questo cambio di maturità, o meglio a questa evoluzione, è Boštjan Andrejc, con la sua colorazione del suono alla Floyd, una raffinatezza estremamente organica e un perfezionismo notevole. Anche David Morgan, dalla mano jazz levigata, che ancora una volta ha lasciato di stucco nella parte finale allungata del nuovo brano Netopir, dove si è lasciato andare a un nuovo guizzo improvvisativo, è un ingranaggio importante di questa svolta evolutiva del gruppo. I fratelli Vuksanovič restano ovviamente figure insostituibili della squadra. Il carisma vocale di Marko è il marchio di fabbrica di questa ottima band slovena, che in tutti gli anni di attività non ha ancora ricevuto il giusto riconoscimento dal Ministero della Cultura della Repubblica di Slovenia.

Come ogni loro concerto, anche questo a Isola ha preso fuoco in un attimo. Gli Avtomobili si sono presentati ancora una volta da veri professionisti e hanno sfoderato due ore di live a pieno sangue, con tutti i brani più noti della loro carriera in repertorio. Un altro concerto bellissimo. Se proprio devo spaccare il capello, a uno spettatore viziato come me può dare fastidio solo il repertorio prevedibile. Sarebbe bello infilare piano piano in scaletta anche qualche «rinfrescata». Gli Avtomobili non avrebbero alcun problema: il loro opus discografico è straordinario.

Gli Avtomobili, intanto, stanno preparando il materiale per un nuovo album in studio, ottima notizia. Dopo il concerto, poi, la serata non era affatto finita. I festeggiamenti all’Hangar  sono andati avanti, anche con una torta che il gruppo stesso ha tagliato e distribuito di persona ai prescelti. Di proprio pugno, insomma!

Come curiosità aggiungo in chiusura un’ultima osservazione (lettura facoltativa) di importanza minore. Marko indossava la stessa maglia del concerto di fine novembre 2014 all’Etno klub Zlati zob di Lubiana e del 16.05.2011, cioè quasi esattamente quattro anni fa (rispetto alla data del concerto di Isola), quando gli Avtomobili suonarono in mezzo al Rožnik a Lubiana!

autore: Aleš Podbrežnik
foto: Aleš Podbrežnik

Scaletta:
1. Ona nosi uniformu
2. Kaj si hotel
3. Drugačno nebo
4. Gorica
5. Mraz
6. Nekaj let
7. Ljubezen ne stanuje tu
8. Proti luni
9. Pot domov
10. Sama
11. Prljavi jezik
12. Skozi leta
13. Argentina
14. Navaden dan
15. April
16. Netopir
17. Hvala za pisma
18. Gospodar
19. Enkrat v življenju
20. V mrzlih dvoranah
21. Enakonočje
22. Poslušaj
23. Bar pozabe


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie