In Transit

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Autore: Peter Podbrežnik

Artista: Saga
Etichetta: SPV Records
Uscita: 1982
Voto: 4/5

Gli art rocker canadesi Saga non avrebbero davvero potuto scegliere momento migliore per pubblicare “In Transit”, il loro primo album dal vivo. Dopo l’uscita dell’album della svolta “Worlds Apart” (1981) avevano infatti toccato il loro massimo successo commerciale e vivevano il picco della popolarità, soprattutto in patria e nell’Europa centrale, cioè proprio dove ancora oggi sono più venerati. Quel successo andava ovviamente rafforzato e messo a frutto, e cosa c’era di meglio di un album dal vivo, che mostrasse i tanti talenti da palco di una band che da questo punto di vista è sempre stata tra le formazioni prog rock più stimate, status che si gode ancora oggi tra i palati fini della musica.

“In Transit” è stato registrato in Danimarca durante il tour di “Worlds Apart” nel 1981. La scaletta dell’album pesca alcuni dei brani più amati dei loro primi quattro dischi, per molti fan dei classici e dei più popolari, la cui particolarità erano anche i misteriosi “capitoli” di fantascienza. Nelle versioni live i Saga rimangono per lo più fedeli agli originali in studio, quindi qui non troverai grandi improvvisazioni o lunghe escursioni soliste (a parte l’assolo di batteria verso la fine della registrazione), il che per una band che ha sempre messo un bel po’ di enfasi sulla struttura melodica dei suoi pezzi è una scelta saggia. I singoli membri suonano sempre sicurissimi e la registrazione scoppia di energia ad altissimo voltaggio. Quando si incontrano le linee a più strati delle tastiere di Gilmour (soprattutto clavinet e sintetizzatori), le parti di chitarra hard rock di Ian Crichton, il basso rombante di suo fratello Jim, la batteria massiccia di Negus e la voce malinconica di Sadler, la magia dei Saga è perfetta. Colpisce in particolare il suono ricchissimo delle tastiere, che nasce dal fatto che ben tre membri della band, Gilmour, Jim Crichton e Sadler, si alternano alle tastiere. Quanto fossero amati in Europa in quel periodo lo dimostra anche il pubblico in estasi, che dà una mano a Sadler con entusiasmo in diversi ritornelli.

“In Transit” si apre con “Careful Where You Step”, un capolavoro art rock dall’album “Silent Knight” (1980), che con la sua atmosfera drammatica, cibernetico-apocalittica, costruita da strati ramificati di sintetizzatori e riff di chitarra incisivi, scalda subito l’ambiente e fa venire l’acquolina per le prelibatezze che seguono. Arriva poi “Don’t Be Late”, ancora oggi amatissima, sempre dal già citato album, che come da copione è uno dei vertici di questa registrazione ed è del tutto all’altezza della versione in studio. “Humble Stance” dal loro omonimo esordio, con il suo ritmo marciante e scherzoso e gli ornamenti barocchi alle tastiere, stempera un po’ la tensione e fa “cantare” l’atmosfera. Nel frattempo Ian Crichton piazza qualche arpeggio di un gusto quasi sfacciato e un assolo che porta un’ottima esecuzione fin quasi a una dimensione “spaziale”. Un altro dei vertici è l’epica “Wind Him Up” (Worlds Apart, 1981) con il suo ritornello ipnotico, che con testo e video sul giocatore di carte compulsivo fu il loro più grande hit di quell’anno e, a tutt’oggi, il loro brano piazzato più in alto nella loro storia. La cult “How Long”, primo pezzo dell’esordio, con l’intro di tastiere alla “Baba O’ Riley” e le sezioni che alternano energia e sogno, è un altro regalo per tutti gli amanti della nostalgia art rock di fine anni ’70. Segue la bellissima ballata “No Regrets” (Worlds Apart) con la voce malinconica e il clavinet di Jim Gilmour. Quest’ultimo, a mio parere, con la sua voce è sempre stato per i Saga un po’ quello che Brian May o Roger Taylor erano per i Queen: un efficace portatore di contrasto vocale rispetto al carismatico cantante, senza il quale, per il resto, non si poteva immaginare la maggior parte delle esecuzioni. Segue il breve momento solista “A Brief Case” sotto la bacchetta del batterista Steve Negus, che, nonostante il netto vantaggio tecnico del suo attuale successore Brian Doerner, ho sempre considerato il batterista più adatto al loro sound. Non ho nulla contro i numeri solisti, se la registrazione contiene tanti pezzi, ma nel caso di “In Transit”, che avrebbe dovuto presentare per la prima volta una raccolta di brani della band, sarebbe stato meglio avere al suo posto un altro classico dei Saga. Quel bisogno viene comunque più che soddisfatto dall’eccellente “You’re Not Alone” (Silent Knight), dove si sente chiaramente con che energia il pubblico partecipa con la band nei ritornelli per tutto il tempo. A chiudere la registrazione è “On The Loose”, primo brano di “Worlds Apart”, dove la band, insieme al pubblico nei ritornelli, si trasforma davvero nei veri “re della serata”.

“In Transit” è un ottimo documento dal vivo dei tempi d’oro della popolarità della band, che anche sul palco ha sempre saputo ripagare a dovere chi l’ascoltava. Le esecuzioni sono eccellenti, del tutto all’altezza degli originali in studio, la band respira con il pubblico dall’inizio alla fine, la produzione è altrettanto solidissima e con la ristampa è stata ulteriormente migliorata. L’unico neo riguarda la brevità (solo otto pezzi sono davvero pochini): la registrazione passa in un lampo e, di conseguenza, mancano alcuni brani amati come ad esempio “It’s Time”, “See Them Smile”, “Hot To Cold”, “Too Much To Lose”, “Amnesia”, ecc. Se ci passo sopra, “In Transit” è uno dei migliori album dal vivo dell’inizio degli anni ’80 e un acquisto obbligato per tutti i fan della band, mentre chi sta ancora scoprendo la loro musica non sbaglierà di molto se deciderà di cominciare proprio da questa registrazione.

Formazione

Michael Sadler – voce, tastiere
Ian Crichton – chitarra
Jim Crichton – basso, tastiere
Jim Gilmour – tastiere, clavinet, cori, voce (6)
Steve Negus – batteria, percussioni

Produzione

Jim Crichton

Tracklist

1. Careful Where You Step
2. Don’t Be Late
3. Humble Stance
4. Wind Him Up
5. How Long
6. No Regrets
7. Brief Case, A
8. You’re Not Alone
9. On The Loose

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