Incognito
Artista: Kapela La Chateliere
Etichetta: Autoprodotto
Uscita: 1999
Voto: 4.5/5
Kapela La Chateliere, ottima formazione slovena di jazz rock d’avanguardia, si è fatta notare per la prima volta con l’album De Profundis, un successo puro dal punto di vista artistico. Meno fortuna sul piano commerciale, ma dubito che fosse quello l’obiettivo. Con questo secondo disco i ragazzi hanno dimostrato di non essere una meteora e che il talento gli esce praticamente da tutti i pori.
Prima di tutto va detto che per questo album i Kapela La Chateliere hanno messo a segno un nuovo acquisto: un bassista. Prima si occupava di queste mansioni il polistrumentista Andrej Žibert, mentre ora il peso è passato sulle spalle dell’ottimo Matevž Gregorič.
Stilisticamente si può dire che Incognito segua le orme di De Profundis. In sostanza sentiamo un jazz rock eccellente e pieno di energia, con tantissime influenze d’avanguardia. Poi ci sono, ovviamente, anche vari elementi balcanici, senza i quali nei progetti di Čopar evidentemente non si va da nessuna parte. Ma che continui pure così, perché le sue rielaborazioni dei motivi balcanici in melodie jazz rock e d’avanguardia vengono sempre fuori alla grande e in modo naturalissimo. Ci sono un po’ meno parti ambient rispetto al primo album, in compenso i ragazzi sono molto più concentrati su una musica con una carica positiva enorme. Con questa roba il cervello non può fare a meno di mettersi a ballare: è roba divertente, ma allo stesso tempo estremamente complessa e intelligente.
La musica è di nuovo suonata come si conviene a una band con musicisti di questo calibro. Andrej Čopar dimostra ancora una volta uno strano talento per melodie bellissime e al tempo stesso complicate, e naturalmente lo aiuta anche Andrej Žibert. I due protagonisti principali non convincono solo come compositori, ma si rivelano anche arrangiatori ed esecutori fuori dal comune. Alle loro spalle non è certo da meno l’ottimo Evgen Malis, che ancora una volta fa vedere che in Slovenia la fisarmonica non si usa solo nella musica popolare da balera. Anche il nuovo arrivato, Matevž Gregorič, mostra di non essere stato chiamato a caso in questo collettivo fatto solo di virtuosi.
L’unica nota triste di questo album è che qualche anno dopo Andrej Čopar ha lasciato il gruppo e che, alla fine, la band ha smesso di esistere. Beh, almeno abbiamo questi due dischi, che soddisfano più che bene la mia fame di jazz rock e d’avanguardia.
Anche il secondo album dei Kapela La Chateliere è un vero gioiello e non riesco proprio a smettere di ascoltarlo. Forse dal punto di vista dei generi non è così ramificato come l’esordio, ma il fatto è che il disco è più breve e non ci hanno potuto ficcare dentro tutto quello che magari volevano. Lo ripeto: possiamo ritenerci fortunati che dischi così siano nati nel nostro paese, ma purtroppo non hanno ricevuto il riconoscimento che meritavano. Spero solo che le mie parole risveglino l’interesse di qualcuno e che magari qualcuno che conosceva la band quando era in attività si ricordi dei suoi momenti migliori.
Formazione
Andrej Čopar – flauto, sassofoni, WX7
Evgen Malis – fisarmonica, sintetizzatore
Andrej Žibert – batteria, chitarra, sintetizzatore per chitarra
Matevž Gregorič – basso
Ospiti: Marko Kodelja – violino, Andro Čoporović – voce
Produzione
Andrej Žibert
Tracklist
1. Teza
2. Spanish Eyes
3. Mr. B.
4. Štirje osamljeni jezdeci
5. Balkan Things N. 4
6. Dual
7. Čopi
8. Bez ‘armonike nema…
9. Menuet za Vinka in Slavka