Indigo: Nikrmana

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Etichetta: Autoproduzione
Data di uscita: 21.06.2019
Produttore: Peter Penko
Durata dell’album: 37.59 min
Genere: pop / art / folk
Voto: 8.5 / 10


Gli Indigo sono una band che segue una visione musicale fatta di fusione tra pop, elettronica e collage tradizionali del melos popolare sloveno, che a piccole dosi arricchiscono la cultura espressiva del gruppo. Gli Indigo l’hanno messa a fuoco con l’audace esordio «Drugačna» (2013) e ora la portano avanti e la allargano sul nuovo album in studio «Nikrmana». Il primo cambiamento sostanziale è che la band prosegue la carriera senza chitarre. Sono passati sei anni tra un album e l’altro, e sono tanti. Abbastanza da poter stravolgere completamente il carattere musicale di un artista, fino a renderlo a malapena riconoscibile. Ecco, gli Indigo non hanno imboccato la strada della metamorfosi, come ad esempio i Neomi, eppure… Tra «Drugačna» e «Nikrmana» c’è un divario sonoro e di arrangiamento bello concreto.

La band ha un senso innato (interiorizzato) per la definizione essenziale e rifinita dell’arrangiamento. I brani sono quindi pop nella loro essenza e ti accendono all’ascolto in un lampo. Subito. Movimenti leggeri, rilassati, ma sempre dosati con precisione, da finissima meccanica: un incastro di pastelli delicati e collage sonori che costruiscono la struttura dei pezzi, con una ritmica semplice sullo sfondo, che, come detto, non richiede grandi sforzi per infilarsi subito sotto la pelle. Una band che bussa con decisione alle onde radiofoniche, e infatti siamo già testimoni di un’orda di singoli usciti. A rafforzare il tutto c’è anche la scelta del gruppo di reinterpretare il brano Tih deževen dan dei 1 X Bend (la celebre selezione slovena della canzone per l’Eurovision 1993), che per l’occasione viene spogliato fino all’osso e a pezzetti ha ricevuto nuova vita in una veste di arrangiamento completamente diversa, dove a farla da padrone sono i trucchi moderni della musica elettronica.

Anja Pavlin è, come vocalist, un elemento importantissimo: con il suo timbro dolce, delicato e piacevolissimo approfondisce l’effetto esoterico dei pastelli sussurrati e delicati del paesaggio sonoro, evocando sensazioni psichedeliche e trascendentali e portandoti volentieri verso un senso di rilassatezza sognante e comoda. Per questo effetto, e per come lo sfrutta al meglio, sull’album il primo posto va senz’altro, insieme all’ottima traccia d’apertura Škržati, proprio alla title track. Ma fa la sua parte anche la voce di Maj Valerij (ad es. in Leio), che ha a sua volta un bellissimo timbro naturale con cui si rivolge all’ascoltatore. Le due voci principali, in un gioco uomo-donna, si fondono spesso in duetti ben compatibili, con cui il gruppo ottiene un piacevole contrasto di punti. Molto riuscita è l’evoluzione del brano Vesna, dove nella parte finale si aggiunge l’elemento giocoso del «folklore della Carniola Bianca» delle Katice (gruppo vocale femminile). Uno dei vertici è sicuramente la combinazione della voce di Anja con quella di Marina Martesson (membro dei Laibach) nel brano Vem kan segla forutan vind. L’artista svedese di radici slovene entra nel pezzo cantando versi in sloveno, mentre Anja si cimenta con lo svedese. Una combinazione vincente di due cantanti, e due voci, dal carattere marcato.

La band preferisce usare l’assioma «less is more» negli arrangiamenti, piuttosto che appesantire la struttura dei brani con «decibel extra» o con strutture complesse che potrebbero toglierle fluidità, ovvero il flusso dinamico della gradazione delle atmosfere, che raggiungono i loro picchi drammatici nei ritornelli cantati.

Un album che supera il debutto in maturità, è al tempo stesso estremamente musicale e, sotto questo aspetto, suona anche abbastanza «della Bassa Carniola». La Bassa Carniola, del resto, può vantarsi di un bel numero di artisti con uno straordinario senso per la creazione di melodie che dialogano facilmente con il principio della sana musica da onde medie (il mainstream), almeno per quanto lo si riesca a cogliere sulle onde radiofoniche slovene (beh, almeno di notte, se mai per caso non riesci a dormire), e gli Indigo ci rientrano senza fatica. «Nikrmana» è quindi un nuovo, bellissimo lavoro della formazione Indigo e uno dei risultati più qualitativi nel campo del mainstream sloveno del 2019.

autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. Škržati
2. Vesna
3. Ajdovska
4. Kresnice / Tam
5. Vem kan segla forutan vind
6. Tih deževen dan
7. Nikrmana
8. Leio
9. Hrasti
10. Stroj

Formazione:
Anja Pavlin – voce, tastiere
Maj Valerij – voce, sassofono
Anže Čuček – basso
Peter Penko – programmazione


Indigo – Škržati (video ufficiale)
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