Instinct

0 3

Artista: Nikki And The Dove
Etichetta: Mercury Records
Uscita: 2012
Durata: 45:12
Voto: 4/5

Nikki And The Dove sono un duo svedese che mette insieme gli ingredienti di un paesaggio sonoro sognante, basato su tastiere elettroniche, sintetizzatori e programmazione (loop sonori) – bilanciati per contrasto da ritmi programmati, spesso con il peso tribale di ritmi campionati. Il tutto funziona come un drappo steso sopra la voce femminile, spinta dritta al centro di tutto. Una voce dominante che unisce la melensa retorica pop degli anni Ottanta e gli scarti eccentrici alla Björk. Sì. Possiamo parlare di una specie di pop elettronico indipendente, e il neologismo indietronica è parecchio comodo da questo punto di vista.

La band esiste da appena due anni, ma in questo breve periodo si è fatta notare con i singoli per i brani DJ, Ease My Mind, The Fox, Tomorrow, Mother Protect e The Drummer. Tutti i pezzi finiscono anche nel debutto in studio

La voce femminile, che sa essere dolce, fragile, quasi da bambolina, ma anche, per via della produzione stessa, sognante, fredda – distaccata, persino extraterrestre, è avvolta da loop ritmici e sub-ritmici tribali, dal sapore danzereccio, mentre sopra si stendono morbidi e seducenti drappi di paesaggi sonori sintetizzati. In una storia così ci starebbe benissimo, per dire, la voce di Kate Bush (il brano Mother Protect). Anche se parliamo di elettronica, le composizioni non sono banali: le pervade un senso straordinario per la scrittura raffinata, che unisce la morbida navigazione dell’ascolto facile e i salti complessi tra un passaggio ritmico e l’altro.  Ne concludiamo quindi che i Nikki & The Dove sono fatti prima di tutto per essere ascoltati! La musica di questa band richiede attenzione piena.  Nonostante un chiaro elemento pop, mantiene sempre una connotazione marcata e forte di alternativo, perciò è ideale da far girare nei club, ed è pensata per un pubblico scelto. Se ne sono accorte anche le etichette più grandi, come la Mercury Records, e così l’»indietronica«, anche con questo disco, nel nuovo millennio diventa sempre più popolare, persino mainstream.

Nei ritornelli pomposi che ogni tanto esplodono da questo lavoro (i brani In Our Eyes, Mother Protect, Somebody (qui è difficile non sentire una parodia della Lucky Star di Madonna)  o Under The Bridges) si colgono gli influssi della retorica synth pop degli anni Ottanta; a suggerirlo è soprattutto l’integrazione di tappeti di sintetizzatori, cioè di strutture sonore che respirano senza pudore gli Ottanta. Il brano The Gentle Roar è di fatto la fonte d’ispirazione per la copertina dell’album e per l’intero booklet. L’imitazione dei ritmi tribali afro tramite loop ritmici, unita a un canto dal piglio quasi dolcemente narrativo ma imperioso, dà vita alla vera immagine della giungla del continente nero.  È interessante che questa sensazione (i loop campionati di ritmi tribali) si ripresenti per gran parte del disco. Brani come Love to the Test o In Our Eyes, grazie alla combinazione tra la melodia delle strofe e l’uso di tappeti di synth (sullo sfondo), evocano abbondanti sentimentalismi tipici del lessico synth pop dei mitici anni Ottanta.

La cosa fondamentale è che questo album, dal primo all’ultimo secondo, regala un’esperienza cerebrale e trascendentale di prim’ordine! Ma solo se, quando ti metti ad ascoltarlo, stacchi logica e ragione. Ti porta in uno stato di rapimento. Ed è proprio questo il suo scopo principale. Un album non troppo lungo, nonostante i 12 brani. Allo stesso tempo porta un alto grado di dinamismo nelle composizioni e uno sfruttamento melodico altissimo, ed è cucito addosso a tutti quelli che hanno un debole per le band simili, basate in fondo sull’»elettronico«! La gamma di queste band è molto varia, ma ha denominatori comuni: dai Goldfrapp agli M83, fino ai The Wombats, persino gli Hot Chip e tutto quello che sta nel mezzo. Va tenuto presente che i Nikki And The Dove, oltre a tutto questo, ogni tanto sbattono perfino contro strutture post punk da una parte (The Fox) e contro la retorica »new wave« degli anni Ottanta.  Nonostante tutto, alla band è riuscito di sfornare un album diverso, il che significa che può tranquillamente costruirci sopra, piantando la propria identità espressiva nei dischi futuri.

Formazione

Malin Dahlström – voce
Gustaf Karlöf – programmazione, sintetizzatori, tastiere

Produzione

Nikki And The Dove

Tracklist

  1. Tomorrow
  2. The Drummer
  3. In Your Eyes
  4. The Gentle Roar
  5. Mother Protect
  6. Last Night
  7. Somebody
  8. Love to the Test
  9. DJ, Ease My Mind
  10. Winterheart
  11. The Fox
  12. Under the Bridges
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito utilizza i cookie per offrire il servizio web, i sistemi pubblicitari e le funzionalità che senza cookie non potremmo fornire. Visitando e utilizzando il sito, accetti l’uso dei cookie. Accetta Leggi tutto

Privacy e cookie