IO Earth: Aura

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Autoproduzione
Data di uscita: 14/4/2020
Produzione: IO Earth
Durata dell’album: 63.56 min
Genere: Progressive Rock
Voto: 10/10


Gli IO Earth sono una formazione prog rock in sette da Birmingham, in Inghilterra, che quest’anno ha pubblicato il suo quinto album in studio, «Aura». Dopo quattro album eccellenti, in cui gli IO Earth hanno mostrato ogni volta un picco artistico, l’ultimo, «Solitude», sembrava quasi dire che sarebbe stato difficile superarne la perfezione artistica. Soprattutto dopo che la band, per dare vita al nuovo lavoro in studio, ci aveva messo addirittura meno tempo che in passato. Veniva quasi da pensare che, dopo quattro dischi, il gruppo avesse toccato lo zenit artistico e detto l’essenza vera della sua visione musicale. Le aspettative che il disco successivo a «Solitude» riuscisse ancora a sorprendere erano quindi, diciamo, basse.

Eppure «Aura» è tutto fuorché un disco che non sorprende. In tutto lo splendore di una nuova prova di bravura artistica. Rispetto allo ‘spaccatutto’ «Solitude», un disco diciamo piuttosto sorretto da una dose massiccia di distorsioni, «Aura» ne è l’esatto opposto. La band ha subordinato gli arrangiamenti a un chiaro valore musicale. Più che mai in tutta la sua carriera, li ha ottimizzati. Li ha completamente «slegati» dalla durezza sonora e, nei nuovi, si è lanciata alla ricerca di effetti ipnotici, trascendentali e sospesi, disegnando ampi orizzonti musicali stratificati e pieni di spazio. A farla da padrona è l’aura artistica di un uso variegato e pastellato delle tastiere (tra cui sintetizzatori ondeggianti, suoni vicini al mellotron, l’integrazione del theremin) e di soluzioni orchestrali, riempite in modo essenziale da una flessibilità di idee sensuale, intuitiva e profondamente sentita nell’integrare pianoforte, violino, flauto e tin whistle, oltre che da qualche occasionale momento esoterico di chitarra «alla Gilmour», che per tutto l’album si alterna anche a inserti acustici. Tutti gli elementi sono legati  l’uno all’altro in un conglomerato conciliante dallo spettro colorato, con una tenuta compatta fatta di dialogo e ascolto reciproco delicati. La dinamica delle sfumature sonore, l’alta compatibilità nel fondersi e collegarsi è semplicemente stupefacente e conferma soltanto la straordinaria coesione del settetto nel seguire la direzione musicale tracciata su «Aura». Il risultato è un traguardo musicale davvero eccelso, a cui è difficile che qualcuno si avvicini.  A tutto questo si aggiungono duetti vocali uomo-donna e la voce quasi operistica della mezzosoprano ospite Uyange Bold, del gruppo East West Voices of Empire, che rafforza gli effetti di solennità e di navigazione trascendentale e magnifica un’evoluzione altamente vibrante di dramma teatrale, pieno di mistica e malinconia struggente. Allo stesso tempo, questa integrazione intensifica, o meglio contrasta, tutta la leggerezza della raffinatezza sonora. Come se il gruppo cercasse o scoprisse di continuo, nel suono, una purezza verginale perfetta. Qualcosa che (evolutivamente) aspettava di esprimersi appieno proprio su «Aura».

È un album che vale la pena ascoltare prendendoti il tempo e dedicandocisi anima e corpo, perché ripaga fino all’ultimo. I tempi sono folli e non è facile trovare una mezz’oretta da dedicare rigorosamente a te stesso nella quotidianità, ma qui si tratta di una cura simile a una corsa in salita. Solo che le batterie le ricarichi, o meglio ti rigeneri, in modo un po’ diverso.

La giovane cantante Rosanna Lefevre, che di anni ne ha poco più di venti, è una nuova scoperta per gli IO Earth. Non solo su «Solitude», il suo primo con la band, si è trovata al posto giusto al momento giusto e ha «salvato» quel disco: sul successore mostra un lato nuovo, finora inesplorato, dei suoi incanti vocali. «Aura», un lavoro impastato con una pasta decisamente diversa, richiede un approccio vocale completamente diverso e Rosanna conferma la sua brillantezza e il suo talento superiore. Ovunque compaia con la sua voce, a tratti verginalmente graziosa, diventa un generatore inesauribile di passione ed emozioni. Naturalmente a dominare sono lo struggimento e l’alta malinconia, che in correlazione con un’esecuzione strumentale riccamente arrangiata approfondiscono il momento di mistica, misteri e solennità vibrante. Gli inglesi sono maestri in questo e gli IO Earth, anche con «Aura», sono tra i primi matador nel dominare quest’arte. L’album contiene anche momenti intensamente vicini alle caratteristiche del musical cinematografico. Vale in generale per entrambe le parti del brano Resonance, mentre Breathe e Shadows hanno il massimo di trascendenza, di vorace mistica britannica, e interiorizzano anche una malinconia incredibile. The Rain, struggente e ambiziosissimo epilogo sinfonico, si può proclamare il vertice artistico del disco, anche se «Aura» va affrontato in modo assolutamente complessivo. Se togli anche solo un pezzettino del suo puzzle musicale, hai perso praticamente tutto, perché la sua essenza artistica crolla come un castello di carte. Semplice. Meglio di quello che «Aura» offre nel 2020 in termini di arte targata IO Earth, con ogni probabilità non si può fare. Ma mai dire mai, perché sensazioni simili le dava già l’eccelso «Solitude».  

La forza creativa raggiunta da «Aura» è eccelsa, lo sviluppo dei pezzi sorprende a ogni passo e il disco si insinua sotto pelle molto lentamente. Ma una volta che un lavoro del genere ti si infila sotto pelle, si «incastra» nel lettore e non ne vuole più uscire. Ogni mossa artistica è dosata con una finissima meccanica sensibile, di estetica compositiva filigranata, che nella conciliazione degli elementi dell’immagine sonora raggiunge l’optimum espressivo. Sia sul piano atmosferico ed esecutivo, sia, ovviamente, su quello compositivo.

Non vale la pena dilungarsi troppo, per non perdere l’essenza della suprema estetica artistica di questo lavoro. Qui la musica è semplicemente ciò che merita di essere chiamato bellezza senza confini, piena di incanti che nell’ascoltatore scatenano reazioni a catena di stimoli intensi, di appagamento dell’anima. Naturalmente dipende da che anima sei. Se il tuo cuore è «progressivo», allora forse proprio «Aura» è il tuo album del 2020!

Autore: Aleš Podbrežnik

Tracklist:
1. Aura
2. Waterfall
3. Breathe
4. Resonance I
5. Circles
6. Shadows
7. Resonance II
8. The Rain

Formazione:
Rosanna Lefevre – voce, cori
Dave Cureton – voce, chitarra, basso, chitarra acustica, cori, percussioni, tastiere, programmazione
Adam Gough – tastiere, theremin, chitarra acustica, cori, programmazione
Luke Shingler – flauto
Jez King – violino
Christian Nokes – basso
Tim Wilson – batteria

Musicista ospite:
Uyanga Bold – voce


IO Earth – Circles (video ufficiale)
IO Earth – Waterfall (video ufficiale)
IO Earth – Shadows (video ufficiale)
IO Earth – “Aura” (copertina)
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