Is It Me?

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Artista: It's Everyone Else
Etichetta: Autoproduzione
Uscita: 2012
Durata: 30:51
Voto: 4.1/5

It’s Everyone Else sono un ragazzo e una ragazza, due sintetizzatori e un sampler. Hanno più che evidentemente un sacco di idee e sono abbastanza aperti sul piano dei generi da non incartarsi mai nella ripetitività. La maggior parte delle voci spetta alla metà più delicata del duo, il che però non significa che la sua voce sia delicata. Ha un urlo acuto e penetrante che si muove in una certa gamma di frequenze da cui esce solo di rado, e quando la ripetizione della sua interpretazione vocale comincia a pungere l’orecchio, entra a darle il cambio una voce maschile molto caratteristica. Musicalmente si muovono dentro un territorio con il prefisso “post”, che si tratti di rock, hardcore o elettronica.

Già dando un’occhiata alla confezione dell’album, il consumatore ignaro può accorgersi che dietro c’è o un concetto studiatissimo o la maschera di qualcosa di brutto. Per fortuna, stavolta si tratta della prima ipotesi. L’album è impacchettato in una specie di triangolo, con stampata sopra un’immagine astratta della testa di un tirannosauro. Il disco in sé è nero e minimalista. Un packaging così riuscito e particolare fa crescere parecchio la curiosità, perché non c’è modo di prevedere che razza di sostanza musicale si nasconda là dentro.

Io l’album lo dividerei in due parti. Ognuno dei primi cinque pezzi potrebbe tranquillamente aprire il disco. Hanno tutti un buon punto di partenza che però non viene sviluppato fino in fondo: si interrompono più o meno a metà. Probabilmente era proprio questa l’intenzione del duo.  Il primo brano scatta dai blocchi con un attacco forte e ripetitivo che ci indica la direzione dell’album. Lo strillare senza compromessi viene ammorbidito dalla voce maschile. In questa musica l’atmosfera conta moltissimo, e il duo la centra alla grande. Rabies and Gentlemen si apre con un pianoforte accompagnato da una voce sottile. Il pezzo cresce bene e si sviluppa in puro stile post rock. La fine è netta, tagliata, e l’ascoltatore ha la sensazione che dovesse ancora succedere qualcosa.  Il brano Forget ha un’atmosfera molto alla Depeche Mode. Una melodia distorta e pacata, sostenuta da una batteria dosata con cura, ci accompagna con calma attraverso l’album.  Con Locust, che al primo ascolto è stato il mio preferito, l’album comincia davvero, in senso tradizionale. Mi piace un sacco anche l’uso dell’abbaiare di un cane verso la fine. La melodia stessa è di quelle che ti risucchiano, e questo effetto ti riporta di nuovo coi piedi per terra.  Se fossi il produttore dell’album, come singolo sceglierei Dinner for Two. È un ritmo drum’n’bass, con un’aggiunta ottima di tastiere distorte e il canto pulito della cantante, che risulta molto femminile.  Con un approccio totalmente diverso irrompe Doubledead: intro speedcore e urla, ma per fortuna il tutto ha senso ed è sorprendentemente facile da ascoltare.  Mi fermerei ancora sul decimo pezzo, intitolato Parallels. L’inizio, e anche il proseguimento della base, sembra uscito da un giochino per l’Atari, e sopra a tutto questo, su un ritmo in volo, vola la voce.

Eppur si muove potrebbe essere il titolo del debutto del duo sloveno It’s Everyone Else. Proprio mentre stavo ormai perdendo la speranza di trovare un po’ di originalità nella scena musicale slovena, quando mi sembrava che tutto quello che sento fosse in fondo solo riciclo di roba già sentita, mi è capitato tra le mani il loro album »Is it me?«.  Mi è stato consegnato con un suggerimento: si tratterebbe di hardcore digitale, ma questa etichetta può essere solo una tessera del mosaico musicale che serviva per costruire questo scenario sonoro.

Insomma, gli It’s Everyone Else hanno sfornato un prodotto davvero fresco. Molto atipico per la scena slovena, e per questo non si può che fare loro i complimenti. L’album, nonostante l’approccio cupo, è molto ascoltabile. Musicalmente non si esagera con nessuna trovata, quindi lo consiglierei a chiunque abbia la mente aperta, a prescindere da che musica preferisca. Forse mi ha dato fastidio solo la durata dei primi pezzi e il fatto che finiscano proprio nel momento in cui avevo iniziato a sentirli miei. Se volete verificare di persona com’è il tutto, cliccate qui! 

Formazione

Lucijan Prelog – sintetizzatori, elettronica, voce
Pika Golob – voce, sintetizzatore, sampler

Produzione

It’s Everyone Else

Tracklist

1. Weathercock
2. Rabies and Gentlemen
3. Pig Milk
4. Forget
5. Locust
6. Glass
7. Dinner for Two
8. Doubledead
9. Only Mothers and Clouds
10. Parallels
11. Oath to Order

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