IV

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Autore: Aleš Podbrežnik

Artista: Winger
Etichetta: Frontiers Records
Uscita: 2006
Durata: 49:52
Voto: 3.5/5

I Winger, alla fine degli anni Ottanta, erano semplicemente incredibili. Riuscivano a servirti pezzi “mainstream” doc come Can’t Get Enough o Seventeen, ma anche traguardi hard rock artisticamente più profondi (In The Day We’ll Never See, Time To Surrender). Certo, quel periodo si limitava ai primi due album in studio della band (Winger (1988) e In The Heart Of The Young (1990)); “Pull” (1993), a cui, come vedrete, questo disco del “ritorno” si ricollega in più di un punto, all’uscita si beccò invece una montagna di critiche controverse.

Il boss Kip Winger, che in passato aveva suonato con Alice Cooper, con i Winger aveva messo insieme due album che vendevano un casino, ma erano anche altri tempi (la fine degli anni Ottanta). “Pull” mostrava poi il lato più oscuro della band e non fu accolto con grande entusiasmo né dalla critica né dalle folle, anche se, con gli occhi di oggi, contiene pure qualche momento – più luminoso – davvero interessante. Con quel disco i Winger avevano portato dentro intelletto e poesia esoterica: era un album molto più maturo dei primi due, e ironia della sorte la band si sciolse proprio per colpa delle critiche, e per lo stesso motivo il disco non vendette bene.

Ora, a tredici anni dall’uscita di Pull”, arriva il ritorno della band con “IV”. Nella formazione del nuovo album ci sono tre membri originali di quella che registrò “Pull”, cioè il chitarrista Reb Beach, il bassista e cantante Kip Winger e il batterista Rod Morgenstein.

“IV” non porta granché di quello che i primi Winger offrivano più di 15 anni fa. Gente! Non aspettatevi pezzi tipo Easy Come Easy Go o Madalaine. Il nuovo album si ricollega a “Pull” e ai lavori solisti di Kip degli anni successivi, quelli che seguirono “Pull” e che seppellirono il caro vecchio glam/hair metal. Il che significa che ci ritroviamo con un disco di composizioni cupe, dalla grande atmosfera tenebrosa, che non molla un attimo nemmeno nei passaggi più melodici! C’è la voce appassionata ma decisamente pessimista di Kip Winger, un approccio ispirato alla rovina e al vagare dentro la crisi di chi ha perso la propria identità. Un disegno efficacissimo, tutto giocato sull’atmosfera! Nelle composizioni ci sono armonie vocali eccellenti: i cori sono perfettamente fusi e i Winger, da sempre famosi per questo, ti conquistano con loro soprattutto nei ritornelli, che regalano i picchi atmosferici dei brani. I riff hanno sostanza e un fascino riconoscibile, il suonato è da fuoriclasse, e l’album è interessante perché per degli americani mette insieme in modo insolito approcci hard rock melodici e atmosfera malinconica, un terreno in cui sono maestri soprattutto gli hard rocker delle isole britanniche. Di solito, in momenti così, le band americane finiscono per scadere in un patetismo disperato fatto di sfuriate zuccherose, e invece i Winger con “IV” se la sono cavata con abilità.

Right Up Ahead evoca un’immagine oscura in modo efficacissimo con uno shockante riffing doom a semitoni, M16 segue le furbate mainstream dell’era post grunge, ma con un tipico ritornello hard rock melodico, mentre un pezzo come On A Day Like Today può funzionare anche da efficace aiuto per addormentarsi, con un tocco sottile bellissimo. Il brano Disappear rotola di continuo su quel confine in cui mescolare mosse doom e melodie hard rock standard può degenerare in cattivo gusto permanente, il che significa che i Winger su “IV” navigano in modo parecchio pericoloso, ma senza affondare, e restano sempre almeno con la testa fuori dall’acqua. E questo è sorprendentemente positivo, perché porta freschezza. È sempre una cosa fresca quando un tentativo di novità riesce! Reb Beach sfoggia un po’ di trucchetti solistici di chitarra davvero imponenti, e tra tutti spicca il suo giocoliere alla chitarra in Your Great Escape. Four Leaf Clover porta addirittura, non ci crederete, qualche parallelismo col neo-prog rock degli anni Ottanta.

Tutti quelli che reggono la triste atmosfera oscura di “Pull” e dei lavori solisti di Kip troveranno un sacco di momenti notevoli anche su “IV”. Tutti gli altri, quelli che cercano l’attacco “hair – shock”, non si perdono niente se evitano di proposito “IV”. Evidentemente a Kip e soci non riesce più di scrivere marcette glamour. Viene quindi da chiedersi perché fosse necessaria la reunion. Di sicuro questo disco avrebbe raccolto molti più elogi se fosse stato un esordio, o se la band si fosse rimessa insieme con un altro nome. Detto questo, è un album che merita ogni possibilità. L’atmosfera è abbastanza avvincente e si tratta di una deviazione del rock melodico nella direzione opposta al patetismo americano che di solito colpisce tante band del genere quando cercano di proporre qualcosa di “diverso”.

Formazione

Kip Winger – voce, basso, chitarra acustica, tastiere
Reb Beach – chitarra, cori
John Roth – chitarra, cori
Cenk Eroglu – tastiere, chitarra & FX
Rod Morgenstein – batteria

Produzione

Kip Winger

Tracklist

1. Right Up Ahead
2. Blue Suede Shoes
3. Four Leaf Clover
4. M16
5. Your Great Escape
6. Disappear
7. On A Day Like Today
8. Livin’ Just To Die
9. Short Flight To Mexico
10. Generica
11. Can’t Take It Back

Durata dell’album: 49.58

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