Jinjer: Macro

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Etichetta: Napalm Records
Data di uscita: 25/10/2019
Produzione: Max Morton
Durata dell’album: 41.12 min

I Jinjer, band ucraina, in pochi anni sono diventati una vera sensazione. Se nel 2017, come spalla degli Arch Enemy, sembravano solo un’altra band solida con una voce femminile, subito dopo la loro popolarità è decollata. I Jinjer hanno fatto capire che anche un paese come l’Ucraina può sfornare gruppi di qualità. Di colpo sono esplosi. I loro videoclip su YouTube fanno milioni di visualizzazioni. Di chi sia il merito è difficile dirlo. Soprattutto la band ha un’ottima promozione, di cui si occupa anche l’etichetta Napalm Records. E, infine, in primo piano c’è la carismatica e talentuosa cantante Tatiana Shmailyuk. Il grande dubbio è se i Jinjer avrebbero convinto con la sola musica con un cantante uomo. Molto probabilmente no.

Macro è quindi il terzo album della band. È il prolungamento dell’EP Micro, uscito prima del disco. Già in apertura, con On The Top, i Jinjer mostrano che non intendono mollare. Il pezzo di per sé non offre niente di nuovo: i Jinjer si limitano a confermare il loro senso del groove e la tecnica. La struttura è piuttosto basilare, quindi di grandi svolte non ce ne sono. Shmailyuk, però, brilla già: è potente sia con il growl sia con le parti melodiche. Il senso del groove la band ce l’ha di sicuro. E anche se i Jinjer cercano di infilare qualche elemento più progressive, non si possono proprio mettere accanto alle band djent, nonostante l’uso di riff sincopati. Questo però non significa che i Jinjer non sappiano sorprendere. I Jinjer hanno un loro stile, che non si riesce a prevedere del tutto.  

La sorpresa più grossa del disco è probabilmente Judgement, che propone una strofa in stile reggae. Un tentativo interessante, ma non mi sembra il più riuscito. Dal punto di vista vocale, però, risulta di sicuro fantasiosa e mostra Shmailyuk come una vocalist davvero capace. Il pezzo guadagna ulteriore dinamica quando arrivano le parti con la batteria in «blast beat» a tutta velocità. Un buon esempio rappresentativo della band è Retrospection, che mostra i Jinjer nel loro stile calmo, brutale e incisivo. Il pezzo cattura ancora di più perché Shmailyuk all’inizio canta nella lingua madre e poi passa all’inglese.

Passata la metà del disco, sembra che i Jinjer abbiano detto praticamente tutto. Come da copione, tirano fuori qualche pezzo più lento, come Home Back. Si buttano di nuovo nella brutalità con The Prophecy. L’album si chiude con IainnereP, un brano atmosferico e morboso, di stampo elettronico. Un’aggiunta interessante che porta varietà, ma sembra anche che la band abbia avuto fretta di chiudere il disco e non avesse più vere idee.

La cosa particolare dei Jinjer è che mescolano elementi di generi diversi e lo fanno con criterio, senza accumulare roba a caso. Insomma, si sentono elementi di metalcore, groove, djent e anche di nu metal. Quest’ultimo lo cito perché certe parti sono incisive alla maniera dei Korn, solo che i Jinjer rimpacchettano il tutto in chiave più tecnica. Per ora i Jinjer lavorano ancora con una formula non convenzionale, ma anche quella potrebbe cambiare con la fama.  

Dal punto di vista dell’esecuzione, i Jinjer hanno senza dubbio raggiunto un livello professionale. Si sente la cultura musicale e il senso del ritmo. La chitarra non offre grandi picchi, ma basso e batteria sono tanto più dinamici. Soprattutto le linee di basso, che spiccano, completano bene il quadro e danno ai Jinjer un’altra particolarità. Anche a livello di suono i Jinjer suonano moderni: li contraddistingue un sound parecchio lucidato, che si potrebbe attribuire a una band americana moderna.

Con Macro i Jinjer confermano al massimo il loro status, ma di un vero salto in avanti naturale non si vede traccia. Macro è senza dubbio un prodotto solido, ma già col predecessore la band aveva dimostrato di poter fare di più. Evidentemente serve più tempo per comporre, ma con tour così lunghi è un compito piuttosto difficile.

8/10

Tracklist:

  1. On The Top
  2. Pit of Consciousness
  3. Judgement (& Punishment)
  4. Retrospection
  5. Pausing Death
  6. Noah
  7. Home Back
  8. The Prophecy
  9. lainnereP

Formazione:

Tatiana Shmailyuk – voce
Roman Ibramkhalilov – chitarra
Eugene Abdukhanov – basso
Vladislav Ulasevish – batteria

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