Joey Cape in versione acustica: una carezza per le orecchie! (2009)

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Foto: Aleš Podbrežnik

Luogo: Orto bar, Lubiana, Slovenia
Data del concerto: 09.04.2009
Numero di spettatori: 180
Prezzo del biglietto: 10 € in prevendita

Chi non conosce il piccoletto saltellante, il capobanda dei punk rocker americani Lagwagon, Joey Cape, che venerdì 10 aprile, nell’ambito della decima edizione (quella dell’anniversario) dell’Orto fest, ha suonato all’Orto bar di Lubiana? Stavolta Joey non l’abbiamo visto nei panni del frontman iperattivo e scatenato a cui ci hanno abituato i palchi che divide con i ragazzi di cui sopra, ma sotto una luce completamente diversa. Punk rock in una versione molto più tranquilla, acustica. Suona strano? Per niente. Chi ha bisogno di chitarre elettriche, basso e batteria, quando sul palco puoi goderti una leggenda come Joey? Che, per giunta, si è rivelato anche un gran burlone, a spese sue e degli altri. Senza freni e senza le solite stronzate da star. Semplicemente coi piedi per terra e con un feeling incredibile col pubblico. Grande amante del whisky, anche se quella sera i postumi della sbornia ha preferito curarli con la vodka al succo, perché (a detta sua) un’altra serata a whisky sarebbe stata un filo troppo. Del resto, non si dice “chiodo scaccia chiodo”?

Il compito, ingrato o meno che fosse, di aprire la serata è toccato a Chad Rex, una bestia furiosa, come ama definirsi lui stesso. Anche se la sua musica è l’esatto opposto. Lo hanno dimostrato le ballate pacate, che hanno richiamato il pubblico: a quell’ora il piano di sopra dell’Orto era pieno da fare invidia. Non ricordo un’esibizione, in nessun momento, più carica di emozioni di questa. Dubiti? Ascolta per esempio “Breakin` Down 4 the 3rd”, “Righted”, “Mile Marker Town”, “Blankshot Man” o “Postcarted” e capirai di cosa parlo. Chad, che potrebbe tranquillamente stare accanto a un Bruce Springsteen ben più grosso, ha scaldato il pubblico senza alcun problema.

Jon Snodgrass, l’uomo con gli occhiali dalla grossa montatura nera, è tutta un’altra storia. Le sue canzoni in stile country sono spassose e scherzose, le melodie raffinate, i live difficili da descrivere. Ma soprattutto pieni di energia e di interazione col pubblico. Che durante il concerto si è scelto da solo i pezzi da ascoltare. E Jon ha accontentato tutti. Alcuni con piacere, altri li ha saltati volentieri per sceglierne di nuovi.

Infine c’è lui, il piccolo Joey Cape. In passato il leggendario frontman dei punk rocker californiani Lagwagon, oltre che nei progetti citati, lo si è potuto vedere anche come cantante dei Bad Astronaut, purtroppo sciolti dopo la morte del batterista Derrick Plorude, e come chitarrista nei Me First And The Gimme Gimmes. Impossibile non ricordare il duetto con un’altra leggenda, Tony Sly, cantante e chitarrista dei No Use For A Name. Cape si è cimentato anche come produttore. Oltre agli album di Lagwagon e Bad Astronaut, sono frutto del suo lavoro anche i dischi “Blue Skies, Broken Hearts … Next 12 Exits” e “End Is Forever” dei pop punker The Ataris, e “Nerf Herder” e “How To Meet Girls” dei casinisti Nerf Herder. Il suo primo album solista in studio, “Bridge”, è uscito il 21 ottobre dell’anno scorso per Bad Taste Records in Europa e Suburban Records in America. La corona di ventisei pezzi che si è potuta ascoltare all’Orto bar di Lubiana era fatta di brani del suo esordio, classici dei Lagwagon e qualcosa dagli altri progetti. Più che al suo album, da cui Joey ha suonato solo cinque pezzi (cioè “Who We`ve Became”, “Errands”, “Canoe”, “No Little Pill” e “The Ramones Are Dead”), a fare la parte del leone sono state le epopee dei Lagwagon. “Whipping Boy”, “May 16th”, “Razor Burn” e “Alien 8” sono solo alcune di quelle che la combriccola riunita il 9 luglio dell’anno scorso alla Mostovna di Nova Gorica (il reportage è qui) ha ascoltato in versione tosta, e che stavolta ha ascoltato in versione più morbida. Quale ti piaccia di più, giudica tu. La scelta non è facile, perché entrambe le versioni meritano un inno di lode.

Proprio come l’esibizione di Cape, durante la quale abbiamo scoperto con cosa il signorino cura i postumi, ci siamo divertiti per i suoi tentativi di ringraziare in sloveno, per la ricerca della scaletta “mai portata sul palco” e per tutti gli altri imprevisti. Alla fine Joey, Jon e Chad hanno regalato alla folla radunata anche il classico dei NOFX “Linoleum”, durante il quale a cantare ci ha pensato direttamente il pubblico. Con questo si è chiusa una serata senza eguali, quella acustica di Lagwagon, Rex, Snodgrass e Cape. Hai ancora dubbi sul fatto che il punk rock in acustico suoni bene?

Foto: Miha Mally

Scaletta

Joey Cape: 1. The Chemist 2. Not A Dull Moment 3. Whipping Boy 4. The Contontionist 5. Who We`ve Became 6. Wind In Your Sail 7. Move The Car 8. Killers And Liars 9. Errands 10. Canoe 11. Goodbye 12. You Deserve This 13. No Little Pill 14. Minus 15. Violins 16. Kids Are Alright Intro 17. May 16th 18. The Ramones Are Dead 19. Violet / 27 / Know It All / Razor Burn 20. I`m Not Gonna Save You —– bis —– 21. Burn That Bridge 22. 17 Years 23. 500 Miles 24. Alien 8 25. Kids Are Alright 26. Linoleum

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