John Mayall – la leggenda del blues fa impazzire Graz!

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Luogo: Kassemattenbuehne / Graz / Austria
Data del concerto: 20.07.2007
Spettatori: 350
Prezzo del biglietto: 20 euro

John Mayall è decisamente più di uno dei tanti artisti attempati e malconci che, in queste giornate d’estate dal caldo sfacciato, terrorizzano gli abitanti del Vecchio Continente, ignari di tutto e per giunta completamente disidratati. Il tizio è un’istituzione nel vero senso della parola, la figura paterna del movimento blues britannico (per molti anche mondiale), che nonostante i suoi non proprio verdi settantaquattro anni continua a suonare dal vivo senza sosta in giro per il mondo. Stavolta, di sicuro con grande gioia anche di “tutte le cinquanta divisioni” di appassionati sloveni di blues, si è fermato per un’oretta e mezza nell’atmosfera intima dello splendido castello di Graz, in Austria. John, come previsto, non ha deluso. Anzi, tutto il contrario. Sulle ali di una splendida generazione di Bluesbreaker per il nuovo millennio, ha servito una dimostrazione di prima categoria della forza e del carattere del suo, come ama dire lui stesso, più grande amore – il blues!

Ti gira subito la testa davanti alla grandezza dei nomi di musicisti di caratura mondiale che in passato, chi più chi meno con successo, sono passati proprio dalla scuola blues di John Mayall. I più noti sono sicuramente Eric Clapton, Peter Green, Jack Bruce e Mick Taylor. A questa cerchia elitaria, dopo quanto visto ieri, si potrebbe senza dubbio aggiungere almeno un altro nome: Buddy Whittington! Un signore piacevolmente rotondo, dall’aspetto di semplice yankee, che ha entusiasmato con l’eccezionale dinamica del suo modo di suonare la chitarra. A tratti forse persino troppo vicina a idee di Eric e Mick ben note a chi ascolta con un minimo di attenzione, il che non sminuisce in alcun modo l’importanza del suo ruolo, che, con la voce di John visibilmente stanca, ha salvato più di una situazione scomoda. Allo zio sicuro di sé è toccato anche l’onore di aprire questo evento tanto atteso, e se l’è cavata nel migliore dei modi, con una “jam” impressionante che poco dopo si è persa nel ritmo incalzante del classico di BB King Every Day I Have The Blues! Quest’ultima richiama sul palco lo stesso John Mayall, che si lascia subito andare ai ricordi di un altro gigante del blues, Freddie King! A Palace Of The King e I’ve Got A Woman segue la risposta fragorosa del pubblico all’assolo di armonica a bocca di Burnt Bridges, lunghissimo e giocato con parecchio spirito. Uno sfogo emotivo graditissimo, che stavolta, tanto per cambiare, non ricordava per niente nessuna delle perversioni di Sonny Boy Williamson.

Mayall, nonostante l’evidente rispetto per l’eredità musicale del passato, rifiuta con orgoglio qualsiasi pigro adagiarsi sugli allori. La rilassata I Love You More Every Day e soprattutto la stupefacente Congo Square, blues essenziale a cui John lascia ogni tanto sconfinare in qualche variopinta sfumatura jazzy, mostrano un autore che prende il proprio lavoro estremamente sul serio, ma con la giusta dose di scioltezza, che permette alla band un dialogo giocoso nascosto tra i tanti, colorati intrecci. Di un coinvolgimento quasi troppo entusiasta siamo stati testimoni con Pretty Woman, dove Whittington per un attimo è sembrato deciso a far rivivere le linee di Mick Taylor, ma davanti allo sguardo severo di John ci ha ripensato, evidentemente all’ultimo momento. Quest’ultimo liquida la bellezza di Albert King con un giocoso assolo di Hammond, dopo il quale ci siamo ritrovati all’improvviso nel bel mezzo di un eccitante “medley” dei Led Zeppelin, condito con una I Need Love eseguita alla grande, che ha ricordato a tutti i presenti, senza il minimo rimorso, il loro debito non saldato con il grande Willie Dixon.

Una delle sorprese maggiori della serata è stata senza dubbio Help Me Thru The Day, nella fantastica interpretazione vocale del piacevolmente tondo Buddy. Un’altra classica di Freddie King che, in questo viaggio nei ricordi a ruota libera, lasciava intuire anche qualche perla di Robert Johnson, che però John negli ultimi anni evidentemente affronta a fatica. Tra i giganti del blues ci siamo potuti godere anche altri due classici di Otis Rush, la malinconica So Many Roads e soprattutto l’immancabile All Your Love, che insieme a Hideaway è stato anche l’unico brano eseguito del periodo Eric Clapton di Mayall. Mica male, eh!

Scaletta

1.Every Day I Have The Blues 2.Palace Of The King 3.I’ve Got A Woman 4.Burnt Bridges 5.I Love You More Every Day 6.Congo Square 7.Help Me Thro The Day 8.Pretty Woman 9.Hideaway 10.So Many Roads 11.I Know What You Mean —–bis—– 12.All Your Love 13.Texas Guitar

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