Jungle Rot – devastante assalto di death metal old school americano alla Metelkova (2026)
Jungle Rot (spalla: Rats Of Gomorrah)
giovedì 9/7/2026, dalle 20.30 in poi
Lubiana / Menza pri koritu (AKC Metelkova mesto) / Slovenia
I Jungle Rot sono un’altra di quelle leggende “sopravvissute” che oggi rientrano nel giro delle formazioni cult dei generi metal estremi, più precisamente della vecchia scuola del death metal americano, e quest’anno hanno fatto tappa sulla vivace scena club della capitale slovena. Il quartetto, guidato dal cantante e chitarrista ritmico Dave Matrise, bazzica la scena fin dal 1992 e, grazie alla tenacia di Matrise, viene considerato uno dei lavoratori più duri della vecchia guardia del death metal. Quest’anno hanno pubblicato il dodicesimo album in studio, Cruel Face of War, che con la sua blasfemia ha confermato che la vena creativa della band non accenna a calare.
La band ha sviluppato un proprio stile death metal, con un growl profondo e riff old school ben limati, cresciuti sull’ispirazione di crossover thrash, hardcore e dei primi gruppi death metal come Bolt Thrower e Autopsy! A tenere le redini c’è il growl inconfondibile di Matrise, mentre dal vivo il quartetto cavalca ancora oggi in modo devastante e con una rabbia che sembra spinta dall’ira dei quattro cavalieri dell’apocalisse! Lo ha confermato l’incontro con la band nel noto rifugio degli “emarginati, scomparsi e non rimpianti”: Metelkova mesto! I Jungle Rot sono un quartetto in cui, dal 2004, accanto a Matrise suonano il chitarrista solista Geoff Bub e il bassista James Genenz, mentre dal 2019 dietro le pelli siede Spenser Syphers.
Alle otto e mezza di sera sono saliti sul palco Daniel Stelling e il suo compare Moritz Paulsen. Si tratta di una formazione tedesca: due musicisti (voce/chitarra e batteria) che portano avanti il cammino musicale da dove si era fermata la strada della formazione death metal Divide. Quest’anno i due hanno pubblicato l’album di debutto in studio “Infectious Vermin”, che hanno presentato in abbondanza. Sono musicisti esperti, con parecchi chilometri sulle spalle, quindi nessun timore che in due non fossero all’altezza di riprodurre la loro visione death metal, che poi com’è? In sostanza piuttosto old school, e ha fatto da riscaldamento di prim’ordine prima dell’esibizione dei Jungle Rot. Entrambi si occupano dei growl (Paulsen ne ha uno un po’ più basso, Stelling uno più alto). Quest’ultimo sa esattamente cosa serve per creare la distruttività piacevole di un muro sonoro spinto da riff old school, che farebbero gola anche a chi conosce la scuola svedese guidata da Entombed e Unleashed, mentre avrete probabilmente già indovinato che Paulsen sudava parecchio dietro la batteria! Tra un pezzo e l’altro la band ha cercato di tirare un po’ su il pubblico, poco numeroso, con commenti sarcastici che hanno funzionato benissimo e fatto simpatia, visto che la sala semivuota faceva davvero tristezza. I due non si sono fatti il sangue amaro e hanno continuato a macinare. Hanno chiuso un’esibizione ottima e convincente con materiale dei Divide, cioè Death Metal Punks e a seguire Rats Of Gomorrah, ovvero il proseguimento della storia dei Divide per i tempi nuovi. Cupo, tetro e devastante!
I Jungle Rot hanno ovviamente richiamato molta più gente. Il locale si è riempito, più o meno, all’arrivo delle leggende. La band ha messo in scena uno show davvero affascinante. Per quelle sessanta persone, diciamo meglio cinquanta, hanno suonato davvero a tutta forza, e il concerto è stato accompagnato da un’acustica eccellente, che gli ha dato quel fascino di death metal più sincero, quando si parla di esibizioni dal vivo. Matris ha più volte caricato il pubblico tra un pezzo e l’altro con urla di “Old school! Old school!” Di più, oltre a questa magica combinazione di parole, durante lo show Matris non è riuscito a tirare fuori quasi niente. Diciamolo. Non ce n’era nemmeno bisogno. I metallari infatti ci sono “entrati dentro” a testa bassa! Sulla compattezza straordinaria dello show non c’è bisogno di sprecare parole. La band è affiatata alla grande e i pezzi afferrano, in tutta la loro essenza infernale, la natura death metal distruttiva, che non lasciava superstiti! Un’ode sinistra dei maledetti per i maledetti. Un’ode alla rovina per i dannati! Niente luci, solo un abisso nero attraverso il quale cadi e cadi. In una voragine senza fondo.
A sorpresa la band ha suonato soprattutto materiale uscito tra il 2004 e il 2026, con un accento deciso sugli ultimi tre album: “Jungle Rot”, “A Call to Arms” e il già citato nuovo “Cruel Face Of War”, che hanno occupato ben due terzi della scaletta. In compenso il concerto è filato via velocissimo. Una manciata di teste calde è impazzita e la band si divertiva visibilmente sul palco, anche se si sentiva che in quella giornata di luglio i ragazzi stavano letteralmente “boccheggiando”.
Quanto all’esibizione dei Jungle Rot alla Metelkova, non c’è niente da ridire. Parliamo di un gruppo che non è solo maledettamente affiatato. I Jungle Rot hanno anche una logistica pensata benissimo, che fa venire la pelle d’oca quando la band sfodera la sua irresistibile spavalderia sonora da palco, che demolisce e macina tutto quello che incontra. Compattezza, suono eccellente, esecuzione eccellente, il growl deciso e inesauribile di Matrisa. Tutto in un colpo solo. In un vero ambiente da club e perciò ancora più a portata di mano. Più sincero e convincente di così non si può! È stato dunque il quarto concerto della band in Slovenia. Due anni fa hanno ruggito al Tolminator, il 5/4/2019 a Velenje e l’11/9/2014 alla Gala Hala di Lubiana (come spalla dei Cryptopsy). Vista la forma mostrata in questa nuova visita alla Metelkova, posso solo aggiungere che tornino da noi il più spesso possibile!
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Rats Of Gomorrah – setlist:
1. Rattenkönigin
2. Swarming Death
3. Lack Of Black
4. Face No Consequence
5. Night Orbit
6. Deathhammer
7. Vat of Acid
8. Death Metal Punks
9. Rats Of Gomorrah
Jungle Rot – setlist:
1. Intro
2. Apocalyptic Dawn
3. Stay Dead
4. Doomsday
5. A Call To Arms
6. Beyond The Grave
7. A Burning Cinder
8. Maniacal
9. Intro
10. Face Down
11. Worst Case Scenario
12. Legacy Of The Damned
13. E. F. K.
14. Suffer In Silence
15. Intro
16. Population Suicide
17. Send Forth Oblivion
—bis—
18. Cruel Face Of War
19. What Horrors Await
20. Rot Riffs
21. Psychotic Cremation



























