Kee Marcello e l’eredità degli Europe alla Bluesiana (2016)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Velden am Wörthersee (Carinzia) / Bluesiana Rock Cafe / Austria
Data del concerto: 16.01.2016
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 34,00€ (prevendita) / 39,00€ (il giorno del concerto)
Kee Marcello è il celebre ex chitarrista degli svedesi Europe (hard rock), all’anagrafe Kjell Hilding Löfbom. Prima di fondare nel 1982 la sua prima vera band, gli Easy Action, ha suonato in parecchie formazioni, tra cui Stetson Cody Group, Norbom Hilke e Noice. Gli Easy Action sono stati la prima band scandinava a firmare, nel 1983, con una grossa etichetta americana, la Warner Bros Records. Sotto l’ala di quest’etichetta hanno pubblicato due album: l’omonimo esordio, seguito da “That Makes One”. Ancora prima di unirsi agli Europe, Kee Marcello aveva collaborato con il cantante Joey Tempest, con cui aveva firmato il successo “Give A Helping Hand”. Proprio il successo di quella collaborazione portò poi gli Europe a chiamare Marcello in formazione: lui si unì alla band nel 1987 per il tour di promozione di “The Final Countdown”. Con gli Europe Marcello incise nel 1988 l’album in studio “Out of this World”, seguito nel 1991 da “Prisoners in Paradise”; poi arrivò il 1992 e gli Europe annunciarono lo stop alla carriera.
Kee Marcello alla Bluesiana ha già suonato. Il locale lo conosce bene. Stavolta però ha avuto qualche casino col viaggio fino a Velden, e si è presentato con un ritardo clamoroso. È arrivato alla Bluesiana così tardi che ha iniziato il soundcheck all’ora in cui lì di solito partono i concerti. Così sulle scale del locale si è ammassata una folla di gente che non poteva entrare. Pigiati sui gradini, hanno aspettato una mezz’oretta che i ragazzi si sistemassero a dovere e accordassero i loro strumenti. Tutto sarebbe filato liscio, se fuori non ci fossero stati un paio di gradi sotto zero.
Kee Marcello è salito sul palco in compagnia di tre musicisti italiani, in formazione a quartetto. Tra i tre spicca il nome di Nazzareno Zacconi, ottimo virtuoso della chitarra, che ha già suonato più volte anche in Slovenia, e che alla Bluesiana è sempre stato pronto a dare una mano ogni volta che bisognava correre in aiuto di nomi eminenti della mappa rock mondiale.
Kee ha aperto il concerto come previsto. Con la cover degli Europe di Seventh Sign (»Prisoners in Paradise«, 1991). Già questo pezzo ha chiarito subito che Kee Marcello non è un cantante e che il suo primo regno resta lo shredding alla chitarra. Il tipo ha tirato fuori, come da copione, un pezzo con un assolo »pericoloso« di tipica scuola scandinava. Marcello resta un virtuoso velocissimo. Gli arpeggi suonati a velocità della luce sono praticamente il suo secondo nome. Anche dopo Kee ha pescato soprattutto dal repertorio degli Europe: nella prima metà da »Prisoners in Paradise » (la già citata Seventh Sign, poi Halfway To Heaven, I’ll Cry For You), più avanti da album ancora più vecchi, come l’obbligatoria Superstitious (»Out of this World«), e poi i picchi del concerto attesi in chiusura, con il superhit Rock the Night e i bis Girl fom Lebanon e l’evergreen hard rock al veleno The Final Countdown.
Kee non si è dimenticato di presentare il suo ultimo album in studio »Judas Kiss«, uscito nel 2013. Ha suonato quindi Dog Eat Dog e Dead End Highway. Poco prima della fine della parte regolare ha sorpreso anche con un brano degli Easy Action, We Go Rockin’.
Il concerto è volato via in un battito di ciglia. Bis compreso, è durato la bellezza di un’ora e dieci minuti. Scarsino. Ogni tanto scarsina è stata anche l’esecuzione. Parecchi svarioni si sono infilati nel concerto, ogni tanto persino per colpa di Kee in persona, che spesso non riusciva a gestire come si deve voce e chitarra insieme. Così a un certo punto si è scordato di aprire/chiudere in tempo qualche potenziometro sulla chitarra, di premere il »footswitcher« sull’effetto giusto e simili. La squadra non dava segni soddisfacenti di affiatamento. Per questo il concerto non ha convinto del tutto. Se ci aggiungi il canto così così di Kee e un assolo tirato per le lunghe e inutile, in cui hanno avuto l’occasione di mettersi in mostra tutti e tre i musicisti che lo accompagnavano, la delusione è bella pesante.
Comunque Kee ha regnato con gli assoli. Lì resta brillante. Ed è stato proprio con quelli che ha tirato su lo show. È un piacere guardarlo mentre si butta in tonalità di taglio neoclassico, che affila sotto le dita a velocità estrema e con una leggerezza piumata. Questo compensa. Anche stavolta, pur a fine di questo breve incontro, Kee Marcello è rimasto in debito con il pubblico. Speriamo che torni alla Bluesiana, stavolta per l’esame di riparazione, e che al prossimo giro si impegni più sul serio.
Scaletta
- Seven Sign
- Dog Eat Dog
- Halfway to Heaven
- Dead End Highway
- I’ll Cry For You
- Solo (chitarra Nazzareno, batteria e basso)
- Sting of the BumbleKee
- Superstitious
- We Go Rockin’
- Rock the Night
—bis—
- Girl From Lebanon
- The Final Countdown
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