Kip Winger a un live improvvisato nel cuore della capitale austriaca (2011)
Autore: Aleš Podbrežnik
Foto: Aleš Podbrežnik
Luogo: Local Bar / Vienna / Austria
Data del concerto: 18.06.2011
Numero di spettatori: 100
Prezzo del biglietto: 10,00€
Anche questa serata live a Vienna è stata organizzata all’ultimissimo momento, grazie alla diffusione di informazioni alla velocità della luce su FaceBook. Il capo della storica band hard rock Winger, quella che si è catapultata in cima alle classifiche con le hit dei primi due album “Winger” (1988) e “In The Heart Of The Young” (1990): Kip Winger! Tutto solo, in un localino come il Local Bar, in pieno centro a Vienna. Ad aprile Kip ha registrato il brano “End Of Time” insieme all’ottimo chitarrista austriaco Milan Polak per l’album collettivo del progetto Embrace The Sun. Si tratta di un’uscita benefica, pubblicata da Lion Music Records. Il ricavato delle vendite va alle vittime delle recenti catastrofi in Giappone.
Il legame tra i due amici è rimasto saldo e così è successo che Kip sia capitato in Austria per un’occasione, visto che ultimamente si dedica alla musica classica. Quest’anno è uscita la suite per il balletto “Ghosts”: mini EP e musica sono firmati proprio da Kip Winger. Nella settimana che ha passato in Austria per lavoro, è riuscito comunque a organizzare una piccola “jam” da club, insieme a Milan Polak e al chitarrista Lenny Dickson.
Il trio non aveva provato nemmeno cinque minuti di repertorio in una qualsiasi sala prove. Semplice così. Avevano solo 14 giorni per studiarsi il materiale, trovarsi per una sola esibizione e suonarla con il minor numero possibile di errori, o magari nessuno. Un mix eccitante di combinazioni, adattamenti e improvvisazione. È proprio questo che dà al mondo della musica quel fascino speciale.
Sono le nove di sera. Kip Winger, che si aggirava per il locale già da un pezzo chiacchierando con gli appassionati di musica, sale sul palco e saluta il pubblico. Nel suo discorso, da cui si capisce che nemmeno il tedesco gli è del tutto estraneo, spiega alla combriccola riunita la situazione in cui si è ritrovato e annuncia che stavolta il concerto sarà più o meno una “jam session”. Augura quindi a tutti tantissimi momenti di divertimento.
E infatti. Ecco il primo pezzo. Non poteva esserci scelta migliore. La versione hard rock del classico dei The Beatles Helter Skelter. Ha creato subito un’energia pazzesca nella sala. Ha confermato l’ottima acustica del posto, un suono equilibrato per un club così. Era chiaro pure che la voce di Kip ha mantenuto fino a oggi tutta la sua forza espressiva e la penetrazione di una vera performance da palco. Si sa che Kip ha collaborato ai dischi di Cooper “Raise Your Fist And Yell” e “Constrictor”. In ricordo di quei tempi è risuonato nella sala il classico di Cooper School’s Out, mentre con Foxy Lady di Hendrix il trio ha scatenato il pubblico fino all’ultimo, un pubblico ormai bello carico di tutta quell’energia rock positiva.
La sorpresa è arrivata quando Kip e compagnia hanno attaccato il primo brano del nuovo album dei Winger “Karma” (2009), Deal With The Devil, che è venuto fuori in modo semplicemente fenomenale. Non ci sarebbe stato niente di male se il trio fosse rimasto solo sui pezzi dei Winger.
Il trio ha preparato per il pubblico anche una parte acustica. Si è partiti con il classico dei The Beatles Let It Be, poi Another Way, derivazione di Miles Away, dall’album solista di rivisitazioni acustiche di Kip “Down Incognito”. Come grande sorpresa i ragazzi hanno suonato anche il pezzo dei Winger Down Incognito dall’album “Pull”, ovviamente in versione acustica, come la conosce il citato album studio solista di Kip.
Nella seconda metà Kip ha invitato sul palco altri due compagni. Prima il trio è diventato un quartetto con l’arrivo di un pianista, e Kip si è buttato sul classico dei The Beatles Oh Darling. Esecuzione ottima. Senza la minima pecca. La voce di Kip Winger ha quella morbidezza, quel calore e quella pienezza. La dosa con diversi gradi di grana, quando serve. Kip articola la voce con mestiere e risulta del tutto convincente nel trasmettere le emozioni. Una vecchia volpe con una sicurezza fuori dal comune. Il trio si è divertito un mondo sul palco e ha portato i presenti per un’ora e mezza in un altro mondo, dove ti dimenticavi di colpo di tutte le rogne di ogni giorno. Come quinto membro è salito sul palco anche un altro amico di Kip. Paolo, clarinettista e cantante italiano, che ha avvertito i presenti che la band si sarebbe cimentata nel classico di Gershwin Summertime e che dovevamo considerare come attenuante il fatto che l’avrebbe dovuta cantare con accento italiano. Gershwin per Kip, del resto, non è una mossa strana, visto che Kip Winger viene da una famiglia in cui entrambi i genitori erano musicisti jazz.
Le cose sono tornate a ribollire in chiave rock quando la band ha affrontato Purple Haze di Hendrix e lo standard degli Zeppelin Rock N’ Roll. La parte regolare si chiude con l’attesissimo classico dei Winger Seventeen. La grande festa si chiude con il bis d’obbligo e un evergreen degli ZZ Top, Tush.
Milan Polak è un chitarrista che in passato ha fatto tour con il compianto hitmaker austriaco e icona pop Falco. Ha “pestato” tutto quello che c’era da “pestare”. Velocissimo negli assoli, ma anche estremamente creativo e spiritoso come capo del teatrino chitarristico. Comunque, nei punti in cui si vede più chiaramente la scintilla dell’eredità del blues e della sua carica erotica, a Polak è mancata un po’ di inventiva e di impatto: lì si è rifugiato in un mare di note sparate nel suo “shredding”, che per esempio ha allontanato il pezzo di Hendrix dalla sua essenza, e si sentiva sia con le orecchie che con gli occhi.
Il trio in linea di massima ha portato a casa tutto il repertorio in modo magistrale, soprattutto considerando che non avevano fatto nemmeno una prova insieme. In certi punti non era difficile accorgersi che Lenny Dickson, per dire, non arrivava al 100% degli standard. Per esempio nel classico degli Zeppelin Rock N’ Roll non ha suonato con precisione i passaggi più impegnativi, in particolare quello nel finale del pezzo. Per il resto, sicuro in tutto.
Kip in una chiacchierata successiva ha confermato che i Winger arriveranno in tour europeo quest’autunno, cioè appena Reb Beach avrà chiuso i suoi impegni con i Whitesnake e la promozione del loro nuovo album in studio “Forevermore”. Evidentemente a Kip manca tantissimo il suo compare dei Winger, perché ci ha chiesto se per caso qualcuno incontrasse Reb a uno dei concerti dei Whitesnake del tour europeo in corso.
Il concerto di Kip Winger con Milan Polak e Lenny Dickson è stato soprattutto un regalo per tutti i veri fan dei Winger e gli amanti dell’interpretazione vocale di Kip Winger. Ha confermato l’ottima forma e il rodaggio di un musicista che quella sera irradiava energia positiva e buonumore a palate. Si sentiva che per Kip questa è una specie di terapia che gli porta una dose assoluta di relax e, diciamocelo, anche un cachet niente male dal bel tintinnio.
foto: Aleš Podbrežnik
Scaletta
1. Helter Skelter 2. School’s Out 3. Foxy Lady 4. Deal With The Devil 5. You Really Got Me 6. Let It Be 7. Another Way 8. Down Incognito 9. How Far Will We Go 10. Oh Darling 11. Summertime 12. Purple Haze 13. Rock N’ Roll 14. Seventeen 15. Tush
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