Klubski Maraton 17
Autore: Aleš Podbrežnik
Artista: Various Artists
Etichetta: ZARŠ Records
Uscita: 2017
Durata: 58:28
Voto: 3.5/5
Il Klubski maraton 2017, anche nella sua nuova edizione, ha sfornato la presentazione di sei nuove formazioni, rappresentanti del sottosuolo rock sloveno, senza peraltro dimenticarsi stavolta dei test »da stress« sulla tenuta dei nervi di ogni consumatore di questa compilation. Anche stavolta la compilation non si è risparmiata la presentazione di »manipolatori« elettronici scovati da poco, di provenienza estremamente bizzarra.
Già la prima formazione, i 7AM, di Dravograd, punta sull’autoproduzione, che offre un suono da garage, dal vivo e per niente patinato, e un semplice »rotolare« per distese musicali a una voce, fatte di pochi motivi tonali risolti in modo banale, che richiamano il post punk / dark rock degli anni Ottanta, quando andavano forte gruppi tipo The Cure ecc… Suonato »in one take«, senza sovraincisioni, di casino ce n’è a sufficienza. Genuini, i 7AM sono la formazione di questa compilation più vicina alla tradizione del punk rock. Voce »non mutata«, quasi femminile. Un drive sorprendente che sveglia con gratitudine l’ascoltatore nella parte iniziale della compilation.
Ci spostiamo dal nordest alla valle della Savinja. Bine, tipo di Mozirje, propone una serie di manipolazioni elettroniche DIY dai contenuti fuori dal comune, in realtà difficili da descrivere. Strutture di suoni sintetizzati bizzarri, di cui a volte non sai se arrivino dal gorgoglio di roba che si sposta per le fogne meteoriche e fecali della rete pubblica di Mozirje, o se il tipo stia cercando di segare qualcosa con una coda di volpe arrugginita. Del tutto bizzarro ed estremamente minimale. Ma preparati a una serie di frammenti sonori elettronici che suonano abbastanza poco convenzionali e che di sicuro sanno anche divertirti.
Se finora non ti hanno ancora linciato, ci penseranno i Lynch. Un quartetto pesante e rombante che sputa riff di chitarra ovattati, con lo sguardo perso in lontananza, su un incedere ritmico rigido e pigro che però sgranocchia rumorosamente l’etere sonoro. Tutto in semitoni, con una voce che sembra l’ululato di uno sciacallo, che per melodia e ovviamente testo si appoggia ai canti tradizionali balcanici, con cui potresti finire anche in qualche baracca sui monti della Šar Planina. In tutta questa rudimentalità si innesta un po’ di cultura post rock, e per il resto i ragazzi riempiono con astuzia il possibile »vuoto« del quadro sonoro con un microfonismo che tornerebbe utile anche in certe ampiezze noise punk. I Lynch consegnano un particolare e interessante frusciare e rimbombare alter-sportello, con un teatrino vocale a tratti davvero fastidioso. I ragazzi amano creare lunghe composizioni, il che fa presagire la ruvidità di entrambi i brani di questa compilation.
Neseseri kakalulu sono un gruppo dal nome incredibilmente divertente, che chi scrive è perfino riuscito a beccare dal vivo, e per giunta prima dell’uscita della compilation. Era nell’atrio dell’Hotel Cerkno, nel programma del Jazz Cerkno di quest’anno. Un nonetto tutto strumentale, sparso tra le ampiezze della valle di Ajdovščina, che può fregiarsi di un fascino scanzonato, pieno di lucidità nel suo suonare, che si concentra perlopiù su elementi di musica SKA/funk. Percussioni aggiuntive rinforzano la base ritmica e possono evocare perfino un lontano flirt con la salsa. Con la parola SKA è chiaro che il gruppo ha una potente sezione di fiati. Un gruppo dai bei presupposti. Dal nonetto trasuda ottimismo, i ragazzi propongono anche contenuti jazzistici e non cadono mai nelle braccia di qualche sperimentalismo bizzarro. Tra i gruppi di questa compilation, i Neseseri kakalulu sono quelli piazzati più comodamente a livello di genere.
SsmKOSK, progetto dietro cui c’è Blaž Blažič, propone un vero caos sonoro fatto di incollaggi di effetti sonori diversi, suoni estremamente lucidi. Si tratta di una manipolazione selvaggia e sfrenata di un insieme di idee che si fondono spontaneamente, senza alcun piano compositivo preventivo. La ricetta è quindi lo shock dell’inaspettato. Quello che consegna SsmKOSK sta al limite di ciò che ancora si può chiamare musica. È un casino elettronico psichedelico, completamente frammentato e sconnesso. Musica per ascoltatori con la pelle dura, che non schizzano via al primo incontro con qualcosa di mai sentito e sconosciuto. Nervoso, non c’è che dire. Come lasciare un bambino libero in un armadio pieno di stoviglie e farglielo sparpagliare a piacere.
Per fortuna a riportare un po’ di »serietà« nella compilation, proprio in coda, ci pensa il duo Styröfoam, che propone un’insolita miscela eclettica di suoni elettronici e naturali (chitarra semiacustica), con una voce piacevole, inserita nella forma dei brani e del tutto esploratrice nelle melodie, che porta nell’espressione una bella dose di spontaneità e di momento inatteso. Linee di basso musicalmente esplorative riempiono con abilità lo sfondo del quadro sonoro, a tratti perfino stuzzicano in chiave funk, e la musica ammicca persino alla particolarità di elementi RIO. Se non fosse strutturata in modo ritmicamente così semplice, avrebbe un potenziale da progressive fino all’avanguardia, ma una band alter così possiamo etichettarla al volo col prefisso art. Gli Styröfoam sono due visionari musicali fuori dal comune, e speriamo che questo duo cresca fino a diventare qualcosa di più. Il secondo brano, Moonmiles, regala panorami non convenzionali di un cabaret sognante e psichedelico. Il potenziale c’è e con questa band la compilation si chiude in modo davvero azzeccato.
Tracklist
1. KM 17 Popotnica 00:59
2. 7AM – Tricks (02:42)
3. 7AM – Pigpower (01:34)
4. Bine – Neizračunljiva škoda (02:22)
5. Bine – 2144 (01:45)
6. Lynch – Oro zatvorenih očiju (06:59)
7. Lynch – Qatar National Handball Team (03:16)
8. Nesesari Kakalulu – Na sprehodu (05:12)
9. Nesesari Kakalulu – Umpah (06:37)
10. SsmKOSK – Masovka na Savi (05:14)
11. SsmKOSK – Za vedno naše gradbišče (05:13)
12. Styröfoam – Cosmonaught (04:33)
13. Styröfoam – Moonmiles (04:23)