Kratka zgodovina tega trenutka
Artista: Division
Etichetta: KUD Coda
Uscita: 2009
Durata: 50.58
Voto: 2/5
“Kratka zgodovina tega trenutka”, il debutto dei sterili di Maribor Division, è una zuppetta tremendamente noiosa di “filler” musicali istantanei, scritti e confezionati su misura per seguire il balenare delle mode delle onde radio, che suona fredda, morta, come un prodotto senz’anima. Tutto nell’album è subordinato a un unico scopo: piacere ai criteri del grande pubblico. Se mettiamo da parte tutti gli elementi di artificiosità che danno parecchio fastidio e che, sotto il patrocinio di riempitivi dal suono sintetico, si trascinano come un serpente di mare per tutto il disco, cioè se spogliamo i Division fino all’osso, alla fine, a parte il cellophane luccicante, non resta niente che valga la pena di essere citato. Da una immagine sonora priva di anima nella produzione e compressa all’estremo, che com’è ovvio evita come la peste gli exploit solistici dei singoli, spicca la ragazzina isterica Tanja Rafolt, la cui voce immacolatamente concepita è il prodotto emotivamente intorpidito dei moderni approcci vocali, che puntano sul ritocco continuo di un unico e identico modello “ecologico”. Che altro, i polmoni di Tanja si gonfiano sulla scia di un esercito di giovani cantanti, e anche se sentite i Division per la prima volta, vi sembrerà di averli già sentiti almeno cento volte. Poi, in “Jokala sem”, la ragazza ha pure il coraggio di chiedersi come diavolo sia possibile che nessuno la riconosca in mezzo alla gente! Vabbè, lasciamo stare la poverina. L’impersonalità e la mancanza di tratti caratteriali sono un problema cronico della maggior parte delle giovani cantanti sul lato soleggiato delle Alpi, e Tanja non fa eccezione.
Tutto dei Division suona in modo innocuo uguale, ricalcato e copiato, insomma poco originale! Per niente in linea con il messaggio provocatorio dei testi dell’album, portato avanti da Tanja, che batte ostinatamente sul tasto del degrado intellettuale dilagante, sottoprodotto della società moderna. I 13 pezzi dell’album formano una innocua ghirlanda da canzonetta, che oscilla tra la ripresa di linee convenzionali e alter-rock, qua e là sbiancate da un inconsolabile annegare nel mare della tristezza. Brani come Zapri oči, Neiskreno Neizpeto, e soprattutto il piagnisteo acustico difficile da digerire sul modello della patetica americana, con cui ci violenta la frigida UR, sono privi di qualsiasi senso per la creazione di una struttura musicale vitale. Aridità e presentazione costruita di spinte alla moda sono le linee guida che i Divison hanno incastonato senza troppi problemi negli schemi prefabbricati dei pezzi Denar, Eksperiment e, a maggior ragione, Broadway Show, accanto ai quali “Kratka zgodovina tega trenutka” sembra in realtà un’epopea disumanamente lunga, scritta in onore della realtà tragicomica della musica popolare slovena.
I Division si vantano senza sosta della loro capacità di adattarsi alle condizioni che dominano le vedute rurali del cortile musicale di casa. La loro riconoscibilità è di conseguenza minima, e sul lungo periodo, ovviamente, destinata a svanire. Davanti all’impatto trascurabile del loro album appena sfornato, però, a far paura è soprattutto la constatazione di quanto sia facile oggi ficcare in un disco qualsiasi cosa accettabile per l’ambiente, inoffensiva, insomma qualsiasi cosa intatta di provincialismo, da servire in modo invadente con l’aiuto di un sostegno promozionale studiato a tavolino. Un caso da manuale di questo genere di fregatura è proprio “Kratka zgodovina tega trenutka”!
Formazione
Tanja Rafolt: voce
Tomaž Bratuša: chitarra, voce di accompagnamento
Tomislav Šarenac: chitarra
Martin Počkar: basso
Jernej Bobanec: batteria
Produzione
Martin Bezjak
Tracklist
1. Nori ples
2. Soma
3. Zapri oči
4. Neiskreno neizpeto
5. Zdaj!
6. Alfa Centauri
7. Denar
8. Long Road Ahead
9. Eksperiment
10. Cianid
11. Overrated
12. Broadway Show
13. Jokala sem