Kylesa col freno a mano tirato (2014)
Autore: Primož Novak
Video: Primož Novak
Luogo: Gala Hala / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 03.07.2014
Prezzo del biglietto: 20 €
L’estate porta con sé caldo, festival e Ferragosto. E con l’estate i Dihurčka ci sorprendono sempre con qualche concerto da club, dove salgono sul palco band che riempiono i buchi del loro calendario fuori dai festival. Stavolta a farsi i conti in tasca sono stati gli amanti dei riff pesanti. A Lubiana è infatti passata la sensazione americana Kylesa, che in Slovenia aveva suonato per la prima volta nel 2011 al festival Metalcamp. Questa volta, invece, si è presentata l’occasione per uno show più intimo.
Sul palco sono saliti per primi i padroni di casa Omega Sun, che con il loro materiale originale hanno fatto capire che in Slovenia, ultimamente, l’interesse per lo stoner rock si sta risvegliando sempre di più. Gli Omega Sun, a dirla tutta, non hanno certo inventato l’acqua calda: si limitano a seguire le coordinate collaudate che avevano già tracciato i Kyuss e tutte le band simili arrivate dopo. Il gruppo ha suonato più che solidamente e, soprattutto, ha mostrato il potenziale per portare una ventata di freschezza alla scena metal slovena, che a tratti sembra ormai spompata.
Con i Lazer/Wulf il quadro è stato tutt’altro. La band non c’entrava granché con il gruppo principale e nemmeno a livello di genere ci stava minimamente accanto. Si potrebbe dire che i Lazer/Wulf siano stati la mela marcia della serata, perché la loro musica è complessa e impegnativa. Il trio folle ha infatti cambiato ritmo e tempo di continuo. Certe parti flirtavano senza dubbio con il jazz, mentre alcuni passaggi più d’impatto ricordavano anche la ritmica delle band djent. I Lazer/Wulf col pubblico non hanno avuto pietà. Ogni tanto spuntava qualche ritmo da »jumpdafuckup«, su cui i presenti potevano tranquillamente scuotere la testa, ma l’accento era per lo più sulla complessità. Tutti e tre i membri erano incredibilmente affiatati e l’attenzione maggiore è andata ovviamente al chitarrista, che letteralmente scoppiava di energia. Ogni tanto tirava fuori qualche urlo o cantava qualche strofa, ma i Lazer/Wulf per tutto il concerto hanno fatto capire che da loro la voce è solo un ornamento occasionale. I Lazer/Wulf sono uno di quei gruppi che dimostrano che al giorno d’oggi è ancora possibile ascoltare qualcosa di nuovo.
Per i Kylesa le aspettative erano senza dubbio alte. Purtroppo non le hanno rispettate. La band ha suonato in modo routinario e sul palco a tratti sembrava parecchio annoiata. Nonostante il sludge e lo stoner metal con gli anni siano diventati un po’ stramasticati, ai Kylesa va riconosciuta un’ottima combinazione di stoner, sludge e anche di rock psichedelico. La band ha entusiasmato anche con proiezioni eccezionali, come la sala della Gala Hala non vedeva da un bel pezzo. I brani, in linea con le proiezioni, erano senza dubbio dinamici e vari. A dare il suo contributo è stato anche l’alternarsi delle voci tra il chitarrista Phillip Cole e la carismatica chitarrista Laura Pleasants, che oggi è anche la ragione principale della popolarità del gruppo. Laura ha infatti influenzato molte cantanti oggi presenti nello sludge metal; un buon esempio sono i Windhand. Tornando ai Kylesa, il problema è stato soprattutto l’esibizione, che a tratti era troppo lenta. Anche l’energia in sé era quella di un’orchestrina da hotel che deve intrattenere gli ospiti per una paga miserabile. Da sempre a creare parecchie polemiche sono poi i due batteristi, che per la maggior parte del set suonano in modo identico, così il senso di avere due batteristi si perde in fretta. Probabilmente al retrogusto amaro ha contribuito anche il suono stesso. La band si sentiva bene, ma il tutto era decisamente troppo basso di volume.
Purtroppo i Kylesa hanno salutato già dopo un’ora, e così anche la Gala Hala si è ritrovata con un semplice set da festival. Molti sono rimasti quindi senza il proprio brano preferito. Se le due band di supporto hanno entusiasmato, i Kylesa con il loro show breve e senza energia non hanno retto le aspettative. Se mai torneranno, non resta che sperare che la prossima volta si presentino più sicuri di sé.
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