L & P

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Artista: Ant, The
Etichetta: Dallas Records
Uscita: 2012
Durata: 34:17
Voto: 3.3/5

Ogni tanto ti viene il sospetto che tutte le cose musicalmente più interessanti dei nostri vicini a sud succedano solo a Fiume. Fiume è sempre stata una forza trainante della scena e ha regalato alla storia del rock croato alcune delle formazioni più fuori di testa e più particolari in assoluto. Anche Anthony Kukuljan, nome d’arte The Ant, tiene alto questo pedigree fiumano da mecca del rock n’ roll a sud della Kolpa.

The Ant è un veterano di lungo corso, che ha attraversato una marea di esperienze in varie formazioni a partire dal 1993, quando suonava con  i Pax Aeterna, che poi hanno accorciato il nome in PXA, e con cui il tipo si è esibito perlopiù in Italia. In seguito ha suonato negli En Face. Insomma,  parliamo di un artista da cui c’è da aspettarsi che sappia mettere sul piatto sostanza musicale concreta anche in chiave autoriale. Anche dopo 15 anni di letargo.

Il modo migliore per cominciare la storia dell’album »L & P« (il titolo completo è »Love And Pain«) è partire dal brano River. È il singolo apripista con cui già nella prima metà dello scorso anno The Ant preparava il pubblico all’uscita del suo esordio in studio da solista. Una storia indie folk dall’aura atmosferica cupa, di cui si occupa soprattutto l’interpretazione vocale di Anthony, qui circondata da fisarmonica e pianoforte, quest’ultimo firmato dall’esperto membro dei Fiumens Vedran Križan. Križan capisce il senso della confessione cantautorale perché lavora anche lui in un ruolo simile, nel suo duo cantautorale Manofon. River incarna una combinazione azzeccata di melos folk che armonizza l’accompagnamento con la sostanza vocale di Anthony Kukuljan; aggiungi la slide guitar di Vlado Simchich »Vava« (ex membro dei Laufer, ha anche prodotto l’album) e il rebus è risolto.

La voce di Anthony si appoggia esclusivamente al falsetto, che ha due facce. Una più bassa, fatta di mormorii e borbottii, che nonostante il carattere depresso cerca il timbro piacevole che accarezza l’orecchio. L’altra variante ha il suo livellatore nell’uso dei registri più alti dello stesso falsetto. Emily è un esempio di scontro interessante tra folk e una voce »affondata« nell’effetto distorsione. Qui la voce crea un ululato schizoide e frenetico di morbosità depressa, che piacerà agli amanti dei Nirvana e a tutti i »sbandati« vicini a questo tipo di depressione. Sul piano vocale Kukuljan sorprende di nuovo con la sensazione di crollo personale intrappolata in Lovemore – di sicuro uno dei picchi depressivi dell’album, con un’interpretazione vocale che in quel punto approfondisce l’idea perfetta di come si usa il falsetto nelle band grunge in versione »unplugged«. Nel carattere del disco l’autore richiama anche un po’ di sentimento »southern« in We Said Everything, dove la slide di Vava nobilita ancora una volta la sua voce, in modo simile a quanto accade in River.

Per le registrazioni il tipo si è aiutato con uno studio portatile a otto canali, perciò i pezzi arrivano da diversi angoli della costa del Quarnero: dal Gorski Kotar a Mali Lošinj, fino al tratto costiero tra Fiume e Opatija (Kastav) e naturalmente Fiume stessa. Questo »trasloco« di Anthony  amplifica benevolmente gli stati emotivi dell’artista, o meglio gli stati d’animo della persona in un dato momento – di un dato tempo e luogo – che, attraverso l’interpretazione spontanea del materiale catturato nell’album, definiscono e approfondiscono la dinamica e le oscillazioni dei suoi umori.

Dai ladri di tempo l’album non si salva: è il caso di John & Paul, che annoia da morire col suo motivo ripetitivo. Sail Away, subito dopo, ha una sfumatura psichedelica grazie alla combinazione di acustica nuda e falsetto di Anthony spinto più in alto. In questo pezzo il tirare i toni alla »southern« è un ottimo riempitivo che spezza la prevedibilità altrimenti presente, perché senza questo trucchetto il brano si sarebbe potuto annacquare in fretta in uno sviluppo monotono (come si annacqua John & Paul prima). Uno scontro di psichedelia da primi Floyd, quelli di »More«, con una punta country folk  a cui si aggiunge un pizzico di »southern«, insomma. La depressione abbondante però non molla per tutto il lavoro. Anthony schiva con maestria una situazione simile, che sa di potenziale monotonia, anche in The End, dove sullo sfondo dell’accompagnamento c’è un violino su qualche tonalità banale, ma fusa in modo godibile con lo sviluppo delle linee vocali. For Us (con il preludio I.F.A.) chiude l’album, e Anthony con la sua interpretazione sensuale, che qui passa completamente in primo piano, tiene il disco a galla e lo porta sano e salvo nel porto di un risultato creativo credibile.

È interessante che Kukuljan abbia scelto di esprimersi attraverso versi in inglese, una vera rarità nel panorama musicale croato (soprattutto senza parlare di metal), perché di solito è proprio l’uso del croato a dare quel peso succoso che contribuisce a servire riconoscibilità e autenticità all’eredità musicale dei singoli artisti dei nostri vicini a sud. In questo modo anche Kukuljan ha sicuramente sacrificato un po’ della propria identità, ma è evidente che ha fatto questa scelta per il semplice fatto che l’inglese gli offre una gamma più ampia per piazzare l’emozione con cui vuole risvegliare il messaggio dei versi. Di importanza secondaria, ma comunque degno di nota, è il fatto che grazie all’inglese l’album può suscitare un po’ più di interesse anche all’estero.

»L & P« è un album speciale. Piacerà a tutti voi che amate la sperimentazione alternativa e la tenacia ribelle, indipendente e indomita dell’artigianato musicale! L’etichetta “grunge unplugged” si impone da sola, soprattutto per via dei contenuti depressi e stranianti della voce di Kukuljan, e il tipo aggiunge al variegato mosaico del battito musicale di Fiume un altro prodotto singolare di messaggio indie folk, con belle potenzialità per un futuro salto di livello artistico.

Formazione

Anthony Kukuljan – voce, chitarra, programmazione

MUSICISTI OSPITI:
Maja Valjak – violino
Vlado Simchich “Vava” – slide guitar, twang
Vedran Križan – fisarmonica, piano,

Produzione

Vlado Simchich “Vava”

Tracklist

1. Pray
2. Funeral
3. The River
4. Emily
5. Lovemore
6. We Said Everything
7. John & Paul
8. Sail Away
9. The End
10. I.F.A { I Feel Alone }
11. For Us

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