La conferma della grandezza dei Therion (2010)
Autore: Urban Bolta
Luogo: Kino Šiška / Lubiana / Slovenia
Data del concerto: 07.11.2010
Numero di spettatori: 500
Prezzo del biglietto: 24€ (prevendita) / 27€ (giorno del concerto)
Sui palchi di Lubiana sono tornati i Therion, uno dei nomi più maestosi della scena metal di oggi. Con i loro pezzi pieni di melodie imponenti, inserti operistici e strumenti classici innestati su una base heavy metal, da un bel po’ sono un nome rispettatissimo nella comunità musicale, che ha superato da tempo i confini del metal sinfonico. Ma la cosa che entusiasma davvero è che gli svedesi, guidati dal genio creativo, chitarrista e fondatore della band Christofer Johnsson, dopo un quarto di secolo sulla scena continuano a sfornare album di ottimo livello. Il disco uscito quest’anno, Sitra Ahra, che ha portato i Therion in tour, è pieno degli elementi riconoscibili della musica dei Therion, dai momenti operistici agli attacchi chitarristici heavy metal diretti: insomma, i Therion hanno piazzato un altro album nella lunga serie che dimostra che la band respira ancora a pieni polmoni! Visto che i Therion hanno la fama di attrazione live da non perdere, quella sera non servivano davvero altri motivi per imbarcarci nella cattedrale del Kino Šiška…
Già alle otto è partito il primo gruppo spalla, i progster svedesi Loch Vostok. Per via dell’orario così anticipato, a cui noi del pubblico non siamo abituati, purtroppo non sono riuscito a vedere l’esibizione: dopo l’annullamento del concerto dell’anno scorso, quando i Loch Vostok avrebbero dovuto scaldare il pubblico di Kranj prima degli Helstar, mi sono sfuggiti anche stavolta, e siamo a due.
Poi è toccato ai Leprous, un collettivo molto interessante che arriva dalla terra dei fiordi. Sono l’esempio di cosa può venirne fuori quando mischi gli elementi dei progster Zero Hour con la melodicità dei Therion. I norvegesi creano musica senza stampi e confini prestabiliti, il che porta sul palco una buona dose di dinamismo, e tra il pubblico svolte improvvise e la curiosità di scoprire cosa porteranno le battute successive. I Leprous mescolano elementi di rock progressivo con sfuriate avanguardistiche, riff metal e perfino un po’ di melodia, di cui si occupano le tastiere suonate dal cantante Einar Solberg. Sul palco il gruppo suona molto compatto e affidabile, e spicca soprattutto la sezione ritmica che, con la sua marea di giri ritmici insoliti, è la principale responsabile di una musica un po’ fuori di testa; a me personalmente la sola presenza della voce è risultata un boccone troppo pesante, sarebbe stato meglio se i Leprous si fossero concentrati sulla musica strumentale. Nella mezz’oretta abbondante di esibizione hanno presentato l’album dell’anno scorso “Tall Poppy Syndrome” e sono stati una piacevole sorpresa, anche se, ad essere sinceri, la loro musica sperimentale per molti può essere un osso davvero duro.
Poi un salto in sfere completamente diverse, nel mondo della grandezza dei Therion! Il “Taped intro” ha dato il via al viaggio e all’esplorazione della mistica delle melodie dei Therion, mentre la title track Sitra Ahra ha sparato sul palco i musicisti, con un imponente supporto vocale in prima linea. Alle linee femminili pensavano Katarina Lilja e Lori Lewis, a quelle maschili ancora una volta Snowy Shaw e Thomas Vikstrom. Il mini coro è stato per tutta l’esibizione la figura centrale sul palco, mentre la sezione chitarristica, con Christofer Johnsson in testa, si accontentava a bordo palco di raccogliere le briciole. Dopo Wine of Aluqah è arrivato il momento di Typhon (“Lemuria”, 2004), che ha cristallizzato definitivamente i ruoli dei due cantanti maschi. Le linee vocali più aggressive e cattive le prendeva di norma Snowy Shaw, che da ex collaboratore di King Diamond e Mercyful Fate col ruolo del cattivo ragazzo ovviamente non ha avuto alcun problema, mentre Vikstrom se la vedeva con le linee più pulite, di solito con registri un filo più alti.
La scaletta suonata non ha riservato grosse sorprese. Johnsson, come capo della band, ultimamente punta sui lavori più recenti: i tour degli ultimi tempi sono costruiti su brani dall’album “Vovin” in poi, e probabilmente non serve nemmeno ripetere che gli inizi death metal sono ormai un passato dimenticato e sul palco non li sentiremo mai più. Negli ultimi anni Johnsson si è liberato anche di tutti gli impegni vocali e ha ingaggiato cantanti professionisti, il che ha permesso ai Therion di fare un nuovo passo nella loro evoluzione. I musicisti sul palco sono stati impeccabili, a bucare le orecchie è stata solo la presenza di una base preregistrata di organo hammond, violino e altri strumenti, che nel suono dei Therion portano organicità. Vabbè, con sette musicisti sul palco e una squadra di supporto numerosa in tour bisogna rendersi conto che la torta si divide già in tante fette, e così hanno risparmiato qualche soldo… Con i pezzi dell’ultimo decennio, il concerto è scivolato in fretta verso la fine: alle fantastiche esecuzioni della misteriosa Lemuria e di Abraxas ha fatto seguito il bis con due standard dei Therion, The Rise of Sodom and Gomorrah e, per finire, l’odissea To Mega Therion.
Durante l’esibizione i cantanti hanno riempito bene l’enorme palco del Kino Šiška e messo in scena un vero spettacolo teatrale, reso ancora più speciale da armonie vocali uniche che sgorgavano dalle loro gole. La profondità dell’espressione musicale dei Therion è senza fondo, quindi risucchia l’ascoltatore, e con un’esecuzione perfetta e un buon suono in sala due ore esatte di trance sono volate via in un attimo. La musica dei maestri del metal sinfonico svedese prende davvero vita solo dal vivo, per cui andare a un loro concerto è un’esperienza indimenticabile e caldamente consigliata.
foto: Martin Prezelj
Scaletta
1. Sitra Ahra 2. Wine of Aluqah 3. Typhon 4. The Perennial Sophia 5. Hellequin 6. Nifelheim 7. The Siren of the Woods 8. Voyage of Gurdjieff (The Fourth Way) 9. Ljusalfheim 10. Dies Irae 11. Ginnungagap 12. Kali Yuga, Part 3 13. Call of Dagon 14. Clavicula Nox 15. Enter Vril-Ya 16. The Blood of Kingu 17. Lemuria 18. Abraxas 19. Unguentum Sabbati ———– 20. The Rise of Sodom and Gomorrah 21. To Mega Therion
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